DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)

lunedì 10 dicembre 2012

Dàgli a Monti













Sì, ma mica solo due, eh ...
Aggiungiamoci Di Pietro, Vendola, Grillo...
E Monti non fa, e fa troppo poco, e non è un governo eletto democraticamente...

Bene, ora vedremo che cosa sapranno fare di meglio i congiurati, democraticamente, of course.
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Vittorio Feltri per "il Giornale"
vittorio feltri daniela santancheVITTORIO FELTRI DANIELA SANTANCHE
Insensato il fiume d'indignazione che inon¬da i giornali per le dimissioni di Mario Monti propiziate dal Pdl. La legislatura ormai era conclusa: settimana più, settimana me¬no, non cambia nulla. Vorrà dire che le elezioni, anziché il 10 marzo 2013, si svolgeranno in feb¬braio. Non è una tragedia. Tanto più che le leggi di stabilità e di bilancio passeranno regolarmen¬te. Quindi, dov'è il problema?
Se i mercati faranno le bizze, sarà solo perché è venuto meno il loro garante, l'uomo del quale si fidano, colui che ha salvato il sistema (che ha nel¬le banche il proprio braccio armato) a scapito del Paese, dei ceti medi e di quelli bassi, impoveriti dalle tasse più salate del mondo e dalla disoccu¬pazione crescente. Ciò detto, è utile ricordare che la grana dello spread è stata sciolta da Mario Draghi, non dal nostro governo.
I tecnici, transeunti per definizione, si sono li¬mitati a usare il randello fiscale. Pensioni a parte, non hanno sfornato una sola riforma sostanzia¬le: quella del lavoro è un pasticcio, nessuna libe¬ralizzazione, nessun provvedimento in favore dell'agognata (e illuso¬ria) ripresa, zero tagli alla spesa pub¬blica, nonostante le roboanti pro¬messe di spending review. E allora, peggio per peggio,cos'hanno da te¬mere gli italiani dall'uscita dei professori? Forse il risultato elettorale. Se vincesse Pier Luigi Bersani, sa¬rebbe una sciagura.
VITTORIO FELTRIVITTORIO FELTRI
Se si esclude la breve parentesi di Massimo D'Alema,succeduto a Ro¬mano Prodi grazie al famigerato ri¬baltino sotto l'egida di Oscar Luigi Scalfaro, sarebbe il primo ex comu¬nista a Palazzo Chigi. Già questo fa venire i brividi. Se si aggiunge che ci andrebbe sostenuto dal Sel di Ni¬chi Vendola e dai centrini scentrati di Pier Ferdinando Casini, e che la sua politica sarebbe fortemente condizionata dalla Cgil, di cui cono¬sciamo l'arretratezza culturale, non c'è da scommettere un centesi¬mo sulla sua l¬unga permanenza al¬la presidenza del Consiglio.
L'espe¬rienza insegna che maggioranze di sinistra del tipo descritto non dura¬no: Prodi ha provato due volte a ge¬stire simili ammucchiate e ha falli¬to nel giro di un anno e mezzo, due al massimo, in tempi peraltro assai più tranquilli del presente.
SALLUSTI FELTRI BELPIETRO FERRARA MARIO SECHI BERLUSCONISALLUSTI FELTRI BELPIETRO FERRARA MARIO SECHI BERLUSCONI
A parità di imbarcazioni, non si capisce perché Bersani possa com¬piere l'impresa di navigare in ac¬que politiche dove Prodi è naufra¬gato. Il nostro non è un augurio di colare a picco, per carità, è solo un mero calcolo di probabilità.
Vi im¬maginate il segretario del Pd, tirato per la giacchetta a sinistra da Ven¬dola e da Susanna Camusso, e a de¬stra da Casini e da Fini, costretto a decidere se introdurre o no la patri¬moniale? Oppure se effettuare un prelievo forzoso, come fece Giulia¬no Amato all'inizio degli anni No¬vanta, sui conti correnti di tutti i cit¬tadini con due o dieci soldi depositati in banca?
Con quale faccia Luca Cordero di Montezemolo e i suoi amici dareb¬bero il benestare a rapine del gene¬re? E la gente come reagirebbe? Ve lo figurate Bersani che sburocratiz¬za gli apparati statali, che riordina la sanità e la scuola, che riduce ai minimi termini gli sprechi della ca¬sta?
BERSANI, BERLUSCONIBERSANI, BERLUSCONI
Un ex comunista che tradisce lo statalismo dopo averlo ingrassa¬to per lustri non è ancora nato. Il no¬stro Paese ha bisogno di una robu¬sta terapia liberale. È in grado Ber¬sani di predisporla andando con¬tro le aspettative del proprio eletto¬rato? Un conto è vincere le prima¬rie col trucco, un altro è governare con un occhio al bilancio (e al debi¬to pubblico) e l'altro alla piazza già abbastanza in subbuglio.

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