DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)

lunedì 18 giugno 2018

Omertà! Omertà!

 

 

LA VERSIONE DI TRAVAGLIO - “AVEVA UN CURRICULUM ALL'ALTEZZA, LANZALONE? SÌ. AVEVA LA FEDINA PENALE PULITA? SÌ. AVEVA INDAGINI IN CORSO? NO. AVEVA MAI DATO ADITO A SOSPETTI? MAI. EPPURE ORA È AGLI ARRESTI DOMICILIARI. NESSUNO INTELLETTUALMENTE ONESTO POTEVA DIRE, FINO A UNA SETTIMANA FA, CHE FOSSE UNA MELA MARCIA O BACATA.

Abbiamo scritto che il caso Lanzalone dimostra ancora una volta due dei vizi d' origine dei 5Stelle: la mancanza di una classe dirigente affidabile e la disinvoltura nella scelta dei collaboratori. Non è così: magari lo fosse, ma purtroppo non lo è. È molto peggio: è la prova dell' inquinamento endemico e sistemico della "società civile".



Ci eravamo fidati della vulgata dominante sui media: il genovese Lanzalone deve per forza essere amico di Grillo, e dunque dei Casaleggio, che per forza devono averlo piazzato prima a Livorno come consulente della giunta Nogarin e poi, tramite le loro marionette Fraccaro e Bonafede, a Roma come consulente della giunta Raggi, su su fino alla presidenza di Acea. Invece è tutto sbagliato.


Lanzalone non è amico né di Grillo né dei Casaleggio, che non conosce fino a quando approda a Livorno. E come approda a Livorno? Lo chiama il sindaco M5S Filippo Nogarin, che ci racconta tutto a pagina 3.

………..



Saranno infatti Bonafede e Fraccaro, quando esploderà a Roma la bomba dello stadio, a indicare Lanzalone alla Raggi. Anche lì, con buoni risultati. Una querelle che pareva destinata comunque al disastro - o lo stadio-ecomostro con le tre torri e le speculazioni intorno, o niente stadio con i tifosi sotto il Campidoglio e la casa della sindaca e magari qualche penale milionaria da pagare al costruttore Parnasi - viene risolta con un onorevole compromesso: via le torri e la speculazione, cubature dimezzate.
È con quel curriculum che Lanzalone viene incaricato di scrivere il nuovo statuto 5Stelle (Di Maio capo al posto di Grillo) e di seguire le cause con gli espulsi.

E fu nominato presidente di Acea (dove nessuno eccepisce sulla sua competenza). Poi i pm scoprono - dalle intercettazioni - ciò che nessuno può sapere: Lanzalone ha avuto incarichi per 100 mila euro da Parnasi. Secondo la Procura è corruzione, ma già fin d' ora si può parlare di conflitto d' interessi.

………..
nvece Mr.Wolf esce da una procedura di selezione più che corretta. Tutto si può rimproverare a Nogarin e Raggi fuorché di aver scelto un incompetente o un manigoldo. Aveva un curriculum all' altezza, Lanzalone? Sì. Ha superato la concorrenza di altri esperti? Sì. Aveva la fedina penale pulita? Sì. Aveva indagini in corso? No. Aveva mai dato adito a sospetti? Mai.


Eppure ora è agli arresti domiciliari. Nessuno intellettualmente onesto poteva dire, fino a una settimana fa, che fosse una mela marcia o bacata. Ora col senno di poi si può dire che la mela s' è guastata dopo. Ma non c' è fedina penale né curriculum che possa garantire l' impermeabilità alla corruzione, ai conflitti d' interessi o ad altre tentazioni.

''GRILLINI E "FATTO" DA BOIA A GHIGLIOTTINATI” - SALLUSTI SCATENATO: ‘’ADESSO SI VA DA “LANZALONE CHI?” FINO AL PARADOSSALE “GRILLO E CASALEGGIO NON SAPEVANO NEPPURE CHI FOSSE” - IL LORO MONDO È INQUINATO COME TUTTI GLI ALTRI E DA INQUISITORI I TRAVAGLIO D'ITALIA SI RITROVANO A FARE GLI AGNELLINI CHE AL CONFRONTO EMILIO FEDE CON BERLUSCONI APPARE OGGI COME UNO CON LE PALLE - SI STANNO RIMANGIANDO TUTTI GLI ESCREMENTI CHE PER ANNI CI HANNO TIRATO ADDOSSO’’.

Adesso si va da «Luca Lanzalone chi?» a «l' ho incontrato una volta al ristorante ma per caso» fino al paradossale «Grillo e Casaleggio non sapevano neppure chi fosse». Nei Cinquestelle è gara a scaricare quello che fino a ieri era l' uomo più potente del Movimento e che ora si trova agli arresti per corruzione e associazione a delinquere. Marco Travaglio, megafono grillino, non si dà pace e firma senza vergognarsi uno dei suoi capolavori.

La cui sintesi è: il caso Lanzalone è solo sfiga, era un grande con un curriculum da premio Nobel e nessuno poteva immaginare che fosse un furbacchione probabilmente corrotto. Avete presente quando un genitore si ritrova con un figlio delinquente o drogato e invece che a se stesso dà la colpa alla società: era un bravo ragazzo, me l' hanno rovinato.


Già, meglio arrampicarsi sugli specchi che guardarsi allo specchio e ammettere i propri limiti e fallimenti. Soprattutto se l' immagine che vedi riflessa è la negazione di tutto ciò che pensavi di essere e che invece non sei, se scopri sul volto i segni dei mali da cui pensavi di esser immune.
Lanzalone non è un caso di sfiga, è un caso dei Cinquestelle probabilmente più diffuso di quanto possiamo immaginare. Tempo al tempo: fino a che non guadagni non puoi evadere le tasse, fino a che non sei sposato tradire la moglie.
Ora i grillini tengono lavoro e famiglia: fine del moralismo e della virtù facile perché obbligata dalle condizioni. Il loro mondo è inquinato come tutti gli altri e da inquisitori i Travaglio d' Italia si ritrovano a fare gli agnellini che al confronto Emilio Fede con Berlusconi appare oggi come uno con le palle. Si stanno rimangiando tutti gli escrementi che per anni ci hanno tirato addosso, hanno paura di fare la fine di Robespierre, da boia a ghigliottinati.
 Essere giustizialisti con i nemici e garantisti con gli amici è cosa da gente senza nerbo e valori. Quel principio «non poteva non sapere» con cui è stato massacrato (e condannato) Silvio Berlusconi ora improvvisamente non vale più. Grillo, Casaleggio, Di Maio e tutta la combriccola potevano non sapere. Anzi, a leggere Travaglio «dovevano» non sapere. Altrimenti casca l' asino. Da «onestà, onestà» a «omertà, omertà».

 




 

Democrazia diretta e abortita




MOVIMENTO 5 STELLE, DALLA DEMOCRAZIA DIRETTA ALLA DEMOCRAZIA DESERTA - UNO STUDIO: L'ERA DEL PARTITO ONLINE È FINITA, "SOLO IL 15% DEGLI ISCRITTI ALLA PIATTAFORMA ROUSSEAU PARTECIPA ALLE VOTAZIONI" – IN CALO ANCHE IL NUMERO DI COMMENTI ALLE PROPOSTE DI LEGGE - DAVIDE CASALEGGIO NON FA UN PLISSÉ: "NON CONOSCO QUESTI DATI, NON SONO UFFICIALI"

 

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/movimento-stelle-democrazia-diretta-democrazia-deserta-176485.htm

Ma per favore, Casaleggio! 

Dacci i dati tuoi!

venerdì 15 giugno 2018

TRAVAGLIO, IL FUNAMBOLO IN RITIRATA STRATEGICA








Lettera 19

Caro Dago-titolista: tu dici che Travaglio ha dato una sculacciata ai Cinquestelle. Il fatto (...quotidiano) è che dietro quella sculacciata si intravede uno sganassone che il Sommo non ha il coraggio di dare a se stesso.

L'equilibrista Travaglio, quello che non sbaglia mai, è già caduto due volte dalla fune: con Di Pietro e con Ingroia e ora sente che sta traballando sull'instabile e precaria fune grillina. Il funambolo adesso scrive che i suoi protetti sono andati troppo presto e impreparati al governo; e addirittura Il Vate si para il culo aggiungendo che i tanto strombazzati puri ed onesti  "Presto o tardi possono cedere a tentazioni di potere, di privilegio ... o addirittura di corruzione". Così tra un po' potrà dire che lui l'aveva detto.  Si chieda, invece,  quanto ha contribuito lui a mandarceli, al governo. E per favore, abbia il pudore ora di non scrivere: "A noi, della sorte dei 5Stelle, importa poco o nulla" !


Vittorio Onestàtravagliata ExInFeltrito


L'articolo di Travaglio:
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/sculacciata-marco-travaglio-movimento-cinquestelle-silurone-176286.htm




mercoledì 23 maggio 2018

Tornano i conti con Conte?


Un candidato che sconfessa il cambiamento

Di fronte alla valanga che ha investito il professor Giuseppe Conte, Luigi Di Maio ha fatto spallucce: "Non sanno più cosa inventarsi". Anche se avrebbe dovuto dire: "Non sappiamo più cosa inventarci". E non parliamo solo delle invenzioni di cui sarebbero costellati alcuni curricula attribuiti al candidato premier di un futuro gabinetto gialloverde. .....

Sergio Rizzo.

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IL SOSPETTONE DEI LEGHISTI: I GRILLINI HANNO BRUCIATO CONTE PER AVERE DI MAIO PREMIER. D’ALTRONDE, MATTARELLA DICE DA SETTIMANE CHE SE VOGLIONO FARE UN GOVERNO POLITICO, IL CAPO DEVE ESSERE UN POLITICO. GLI HA PURE LETTO L’ARTICOLO 95 DELLA COSTITUZIONE - I 5 STELLE SONO PREOCCUPATI ANCHE PERCHÉ DOPO IL CASO CONTE DAL QUIRINALE È ARRIVATA LA RICHIESTA DI VAGLIARE I CURRICULA DI TUTTI I POSSIBILI MINISTRI…
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VUOI VEDERE CHE GIUSEPPE CONTE VIENE SILURATO PER LA CASA IPOTECATA DA EQUITALIA E NON PER IL CURRICULUM - NEL 2009 AL PROFESSORE È ARRIVATA UNA SANZIONE ESATTORIALE DA 52 MILA EURO - PER IL SUO COMMERCIALISTA NON SI TRATTA DI TASSE NON PAGATE MA SOLO “NORMALI CONTROLLI SULLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI” MA ALLA FINE IL CANDIDATO PREMIER, INVECE DI FARE RICORSO, HA PAGATO LA MULTA PER INTERO…
Un'iscrizione ipotecaria può essere fatta per mille motivi: multe di vario tipo non pagate, bollette, fallimenti, detrazioni farlocche di cui l'Agenzia chiede la restituzione, o ancora tasse e imposte dovute e mai versate all'erario. Abbiamo chiesto direttamente allo staff del professor Conte le motivazioni dell'iscrizione ipotecaria, che ha spiegato che l'iscrizione è stata poi cancellata nel 2011. Il commercialista di Conte si chiama Gerardo Cimmino, e vive a San Giovanni Rotondo.

Spiega così la vicenda: «Il professore nel 2009 ha avuto una richiesta di documentazione inerente le sue dichiarazioni dei redditi. L'agenzia ha mandato le comunicazioni via posta, ma il portiere non c'è. La cartolina è stata smarrita. Quando il contribuente non si presenta, e non porta i giustificativi della dichiarazione, iscrive al ruolo tutto l'Irpef sulla dichiarazione non presentata». Le deduzioni, insomma, non avrebbero avuto i giustificativi necessari: l'imposta e le sanzioni sarebbero dunque state iscritte a ruolo.

Nemmeno questa cartella, però, sarebbe mai arrivata nella cassetta delle lettere. «Ecco perché è scattata l'ipoteca. Quando il professore se ne è accorto, ha saldato tutto. Ad oggi Conte non ha alcuna pendenza con il fisco. Bastano 4-5 ritenute mancanti sulle fatture che Conte emetteva per arrivare a quella cifra. Può succedere a tutti. Non si sono aperte procedure penali, solo una questione fiscale».
La domanda, adesso, è però questa: come mai Conte, se aveva davvero tutte le carte in regola, invece di pagare 26 mila euro non ha poi presentato le certificazioni delle ritenute d'acconto richieste dall'Agenzia, in modo da fare ricorso contro la sanzione, vincere e non pagare quanto richiesto “ingiustamente” dall'erario?

I tempi per fare un ricorso, infatti, c'erano tutti. «Diciamo che ha voluto subito levarsi il dente, e ha pagato tutto quello che c'era da pagare», chiosa Cimmino a L'Espresso. Dopo la vicenda del curriculum e la storia Stamina, il giallo Equitalia chiude una giornata che per il professore non è stata facile. Per Di Maio e Salvini rischia di concludersi ancora peggio.
Emiliano Fittipaldi e Nello Trocchia per http://espresso.repubblica.it
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E’ UNO SPETTACOLO DEMENZIALE. UNA COSA INAUDITA, MAI VISTA. C'È SOLO DA SPERARE CHE SALVINI E DI MAIO NON FACCIANO QUELLO CHE HANNO PROMESSO, PERCHÉ I DANNI PER IL PAESE SAREBBERO GRANDI. PER GOVERNARE IL PAESE CI VUOLE GENTE SERIA, NON I DILETTANTI”

Cacciari commenta così il quadro politico che per la prima volta vedrà al governo insieme Lega e Cinque Stelle. Un «contratto» che prevede la scelta di un premier terzo, al momento il professor Giuseppe Conte. «Questa è la cosa più comica», attacca l' ex sindaco di Venezia, «per due partiti che hanno sempre combattuto i governi tecnici e i premier non eletti dal popolo».
Molte cose che hanno promesso sono irrealizzabili.
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DAL NOBEL DI GRILLO A CASALINO L'ANTICO VIZIO DI TAROCCARE LE CARTE

Pasquale Napolitano per “il Giornale”:

Il professore Giuseppe Conte, premier scelto (e quasi trombato) per il governo M5s-Lega, è in ottima compagnia: tra i grillini il vizietto di taroccare i curricula appare una pratica abbastanza diffusa. È bastato un mese di frequentazioni con il mondo grillino a Conte, per imitare le gesta di un maestro della patacca: Rocco Casalino. Il caso più recente di curriculum «gonfiato» riguarda il responsabile comunicazione del M5s: l' ex concorrente del Gf vantava un master in Business administration alla Shenandoah University.
Ma l' ateneo, su segnalazione di un imprenditore toscano, aveva smentito Casalino: «Nessun studente con quel nome e quel cognome ha frequentato la Shenandoah University e ha conseguito alcun titolo nell' anno indicato». Davanti all' imbarazzo, il comunicatore grillino si era difeso, sollevando, addirittura, il sospetto di una violazione dei dati personali. Risultato? Il master è sparito dal curriculum di Casalino. Ovviamente, dopo gli articoli della stampa. Il caso dell' ex gieffino è molto simile a quello di Conte.

Appena eletto alla guida di Montecitorio, si scoprirà invece che Roberto Fico, tra un gazebo e un vaffa day, ha conseguito un master in Knowledge management organizzato «dai politecnici di Palermo, Napoli e Milano». Il titolo sarà inserito sia nel curriculum di Fico, pubblicato su Rousseau, che nella biografia ufficiale.
Ma c'è una stranezza, che subito rimbalzerà agli occhi di uno docente, Alfonso Fuggetta, del Politecnico di Milano: non esistono né un Politecnico di Napoli né un Politecnico di Palermo. Ed infine l' ufficio stampa del Politecnico di Milano chiarirà di non aver mai erogato un master in Knowledge management.

Ma i maestri della patacca hanno numerosi allievi nel M5s. C' è il caso di Emanuela Del Re, designata in campagna elettorale da M5s come ministro degli Esteri in caso di vittoria alle elezioni: l' aspirante ministro non avrebbe conseguito il dottorato di ricerca all' Istituto universitario europeo (Iue) di Fiesole che aveva inserito nel suo curriculum.

E fece scalpore anche il caso di Marta Grande che all' epoca della campagna elettorale per le politiche del 2013, all' epoca venticinquenne, vantava una laurea conseguita in Lingue e commercio internazionale in Alabama, con master in Cina. Niente male per una debuttante della politica di 25 anni, che sarà poi eletta (e ricandidata con successo anche alle ultime politiche) nonostante il bel curriculum, sottoposto a vaglio, si rivelasse un po' gonfiato. Secondo i critici, la laurea americana era in realtà un corso di 63 ore e il master in Cina un soggiorno di studio a Pechino.

Andando indietro negli anni, i sospetti, stavolta direttamente dei militanti grillini, sono ricaduti Giulia Moi, europarlamentare del M5s, che avrebbe partecipato a un ricerca scientifica su una molecola vegetale che combatte la leucemia. La deputata grillina ha respinto le accuse, difendendo il proprio lavoro.

In tema di misteri professionali, c'è la storia di Alessia D' Alessandro, candidata, non eletta, dal M5s nel collegio di Agropoli, in Campania, alle Politiche: presentata come un' economista consulente della Merkel si scoprirà che avrà incrociato una sola volta nella sua vita la cancelleria.

Del resto chi, nel Movimento, potrebbe condannare i parlamentari pallonari quando lo stesso Beppe Grillo incappò in uno scivolone quando fece sapere che il programma economico M5s era stato scritto dal Nobel Joseph Stiglitz. Il Giornale lo beccò in castagna e il comico fu costretto a ridimensionare di molto la collaborazione. Lo stesso economista di fama mondiale chiese di essere lasciato fuori dalla campagna elettorale.

"Benvenuti nella realtà a Di Maio e Salvini. Dopo aver giocato per anni con la propaganda facile attaccando fantomatici 'governi non eletti dal popolo', hanno scoperto ora che tutti i presidenti del Consiglio sono nominati dal Presidente della Repubblica, che servono le intese e che i governi devono ottenere la fiducia dal Parlamento".

Martina



Conte, l'avvocato delle pseudoscienze

Riservato, devoto di Padre Pio, amante del bon vivre. Ma il coinvolgimento del possibile premier 
nel caso Stamina fa di lui un degno rappresentante del populismo scientifico del M5s 

venerdì 11 maggio 2018

Promesse a 5 Stelle


"Benvenuti nella realtà a Di Maio e Salvini. Dopo aver giocato per anni con la propaganda facile attaccando fantomatici 'governi non eletti dal popolo', hanno scoperto ora che tutti i presidenti del Consiglio sono nominati dal Presidente della Repubblica, che servono le intese e che i governi devono ottenere la fiducia dal Parlamento".

Martina

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m5s lega fascista
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Quando Roberto Fico diceva “Mai con la Lega”

Oggi che il forno del MoVimento 5 Stelle con la Lega ha riaperto i battenti con la benedizione di un fornaio d’eccezione, è bene ricordare l’autorevolezza con cui l’attuale terza carica dello Stato, ovvero il presidente della Camera Roberto Fico, si esprimeva a proposito di un’alleanza con la Lega. L’ultima volta che Fico si è espresso risale al gennaio 2018 ed era stato chiarissimo e limpido come l’acqua trasparente che fuoriesce da una fonte di roccia purissima: “La stampa ogni tanto si lancia in certe cose, ma vi garantisco che mai noi saremo alleati con la Lega anche dopo il voto: siamo geneticamente diversi”.
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Il MoVimento 5 Stelle è passato dal dire no alla TAV alla posizione di “ridiscutere il progetto” nel contratto di governo con la Lega. Quando nel M5S si sono accorti della possibile gaffe elettorale nei confronti dei No-TAV Di Maio e gli altri hanno cominciato a dire che ridiscussione vuol dire cancellazione, anche di fronte agli altolà in arrivo dalla Francia.

La TAV già spacca l’alleanza Lega-M5S?

Adesso però è la Lega a stoppare i grillini: “Siamo contenti dell’accordo fra Salvini e Di Maio, a Torino permetterà di dare le risposte che servono ai problemi del territorio, incluso il completamento della linea Tav Torino-Lione”, dice Fabrizio Ricca, capogruppo del Carroccio in consiglio comunale a Torino. E lo fa proprio mentre Laura Castelli su Facebook ribadisce, all’insaputa dei suoi alleati, che l’era delle grandi opere inutili è finita.
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ALTRI TEMPI


Quando Luigi Di Maio diceva che chi si allea dopo le elezioni frega il voto agli italiani...

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I VOLTAFACCIA DEI 5 STELLE

Che cosa è cambiato dal 2012 ad oggi? Praticamente tutto. Poco dopo ci furono le elezioni europee, quelle dove Renzi trionfò con il 40% dei voti. Una tornata elettorale che ha visto i cinque stelle cambiare totalmente faccia rinnegando tutte le tematiche antieuropeiste e passando in breve tempo a “fare l’occhiolino” agli elettori di sinistra. A dimostrazione di questa tesi ci sono i numerosi slogan che si alternarono in quei mesi: “siamo il sogno di Enrico Berlinguer”, gridava Grillo dal palco di una manifestazione di Roma; “non ho mai detto di voler uscire dall’euro”, altro slogan gridato durante la campagna elettorale per “Pizzarotti sindaco” a Parma. Stesso copione in Parlamento: prima votano l’operazione Mare Nostrum e l’abolizione del reato di clandestinità mentre in contemporanea Grillo si schiera contro l’immigrazione e il “ritorno della tubercolosi” sul suo blog, poi votano l’operazione Frontex, quella che consente alle nostre navi di salvare migranti nelle acque internazionali per poi schierarsi contro le ONG, proprio quelle navi che grazie ai voti pentastellati foraggiano l’invasione e riempiono le nostre coste di migranti. Sul tema della famiglia i grillini invece riescono in un’impresa incredibile: riescono ad essere più a sinistra del PD.  Sul DDL Cirinnà infatti il Movimento Cinque Stelle si astiene perché nel provvedimento oltre alle unioni civili non sono previste le adozioni per le coppie omosessuali. Stesso discorso per lo Ius soli: prima favorevoli, poi una volta che hanno realizzato quanti voti avrebbero perso hanno espresso parere contrario, nonostante Roberto Fico (uno dei più importanti esponenti cinque stelle) avesse più volte ribadito che una legge sullo Ius Soli è necessaria e quella proposta dal governo Gentiloni era tutto sommato “una buona legge”. Schizofrenia pura.
Poco più di un anno fa il Movimento Cinque Stelle riesce ad imporsi anche nelle amministrative conquistando Roma con Virginia Raggi e Torino con Chiara Appendino. Un banco di prova importante con il quale i pentastellati vogliono dimostrare di saper governare delle grandi città. Dopo poco tempo però iniziano a combinarne di tutti i colori: la Raggi viene prima indagata per delle nomine, poi viene arrestato il suo vice Raffaele Marra, prima dice si alle Olimpiadi poi fa dietrofront e opta per il no, nonostante in campagna elettorale si era schierata contro gli “sgomberi coatti e senza garanzie” di Marino lei fa più o meno lo stesso sfrattando decine e decine di famiglie italiane dai propri alloggi abitativi senza dar loro nessuna alternativa e allo stesso tempo propone di superare i campi rom fornendo alle famiglie nomadi assegni mensili di 800 euro più alcuni bonus di migliaia di euro per spingerli a comprarsi casa e a mandare i figli a scuola. E non è finita qui, l’ultima follia è stata quella di pagare una squadra di “mental coach” per motivare i rom e convincerli ad andare a lavorare e giuro, perché ci teniamo a precisarlo, è tutto vero, non siamo in una puntata di “Scherzi a Parte”.
A Torino invece la sindaca Appendino ha deciso di promuovere la cultura islamica all’interno delle scuole, costringendo gli studenti degli istituti superiori torinesi a visitare una moschea durante il periodo del Ramadan. Tutto questo mentre a Bruxelles, nelle stanze del Parlamento Europeo, avviene l’impensabile: Beppe Grillo, da buon “anti europeista”, prima critica la Brexit, poi abbandona il gruppo parlamentare di Nigel Farage (tra i promotori dell’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna) e chiede ai suoi iscritti di scegliere un altro gruppo parlamentare. Voi, da persone intelligenti, penserete che “Beppe l’antieuropeista” abbia scelto di transitare in “Europa delle Nazioni e della Libertà”, il gruppo di Marine Le Pen e Matteo Salvini. Assolutamente no. Nella votazione online l’opzione ENL nemmeno viene menzionata, Beppe Grillo infatti propone ai suoi iscritti di aderire all’ALDE, il gruppo dei liberali, lo stesso di Mario Monti, la costola parlamentare più europeista di Bruxelles per intenderci. Dopo questa “scellerata” decisione Marco Zanni, antieuropeista e ex grillino, decise di transitare all’interno di ENL assieme alla Lega Nord. Pochi giorni dopo avviene l’ennesimo colpo di scena: i liberali di ALDE respingono Grillo che è costretto a fare marcia indietro, torna a elogiare la Brexit e rincasa all’interno del gruppo di Farage, come se non fosse successo nulla. Infine è di pochi giorni fa un’intervista in cui Luigi di Maio, probabile candidato premier dei cinquestelle, elogia Emmanuel Macron, il liberale europeista sostenuto da praticamente tutte le forze politiche francesi, che con il suo movimento “En Marche” ha trionfato contro Marine Le Pen. Una parabola incomprensibile che non lascia spazio a dubbi: i grillini sono complici, non si tratta più di inesperienza o di casualità, stanno tradendo i loro elettori e continuano a farlo come se nulla fosse.

Oltre il 94 per cento dei votanti su Rousseau ha approvato il contratto di governo tra Lega e Movimento 5 stelle. Dei 44.796 iscritti che hanno votato sulla piattaforma online grillina, sono stati 42.274 a benedire il programma di governo, a fronte di soli 2.522 contrari (tra i quali, comunque, c'è stato anche qualche parlamentare). In ogni caso, il Sacro Blog ha emesso il suo verdetto e lo ha fatto in modo repentino. La votazione è stata infatti annunciata solo questa mattina alle 10 e si è conclusa alle 20. In palese contrasto, peraltro, con lo Statuto del Movimento, che al punto 4 parla chiaro: "La consultazione in Rete è indetta con avviso sul sito internet del Movimento 5 Stelle, con preavviso di almeno 24 ore". Talmente chiaro che Lorenzo Borrè, l'avvocato difensore di decine di grillini dissidenti e bestia nera di Beppe Grillo e Davide Casaleggio, già prevede possibili ricorsi.
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21.5.2018
Lettera 3
Caro Dago, dovevano governare "da soli", con Di Maio premier o comunque "mai con un tecnico". Governeranno con la Lega e il candidato 5 Stelle non guiderà il governo ma ci sarà un professore. La prossima promessa di Di Maio è: "Non cederemo ai poteri forti". Così sappiamo già  cosa ci aspetta. 

Rob Perini
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Caro Dago, ma se Di Maio diventa ministro del Lavoro, alla Cultura chi ci va? Il re degli ignoranti?
Scottie
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Lettera 8
Caro Dago, "Abbiamo chiuso su nome del premier e squadra di governo e speriamo che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani". Salvini dev'essere uscito di testa. Nessun italiano ha votato per l'alleanza Lega-M5S: erano avversari.
Riccardo Porfiri
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Clamorosa svolta del MoVimento 5 Stelle Puglia sullo scottante tema dell’infestazione di Xylella che affligge gli ulivi pugliesi. In occasione della visita dei Commissari europei, che valuteranno lo stato delle operazioni di contenimento per la diffusione del batterio responsabile del Co.Di.Ro. i pentastellati pugliesi cambiano verso e chiedono di procedere con gli abbattimenti. Eradicazioni definite “chirurgiche” ma che sempre abbattimenti sono. Proprio quelle che i 5 Stelle hanno combattuto per anni.

Quando il MoVimento 5 Stelle sposava le tesi complottiste della Procura di Lecce

Sembrano passati secoli da quando il MoVimento 5 Stelle festeggiava la sospensione del piano di abbattimenti predisposto dal Comissario governativo Silletti. Invece era poco meno di tre anni fa quando sul suo sito ufficiale il M5S Puglia accoglieva il sequestro della Procura di Lecce che bloccava le eradicazioni sostenendo che «le argomentazioni sostenute dai magistrati sono esattamente le stesse sulle quali si incardinava la mozione M5S». Mozione con la quale i pentastellati eletti al Consiglio regionale chiedevano di bloccare le eradicazioni degli ulivi infetti.
M5S PUGLIA XYLELLA ERADICAZIONI - 1



Per la cronaca le argomentazioni su cui si basava l’inchiesta della Procura di Lecce erano totalmente anti-scientifiche e complottiste. Al punto che nella famosa ordinanza della Procura si incolpavano i ricercatori  dell’Università di Bari, dell’Istituto agronomico del Mediterraneo (Iam) di Valenzano e il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura Basile Caramia, sospettati di essere i principali responsabili dell’introduzione del batterio della Xylella Fastidiosa in Italia. Per mesi i ricercatori indagati sono stati considerati dalla popolazione gli untori che hanno portato la Xylella in Puglia.

giovedì 3 maggio 2018

Loos of London






                                                       Master...piss by Vittorio Vida


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mercoledì 25 aprile 2018

Di Battista: "Mai alleanze con chi ha distrutto il Paese o lascio il M5S"

M5s-Pd, il solo fatto che Fico discuta con il nemico giurato è una presa in giro.

Blog di Andrea Viola, su Il Fatto Quotidiano, 24.4.18

Le novità politiche sono talmente tante e quasi rivoluzionarie per il partito di Luigi Di Maio che sarebbe troppo facile continuare a evidenziare tutto le contraddizioni degli esponenti grilini. Il solo fatto che in questo momento Fico, a nome dei Cinquestelle, stia discutendo con il nemico giurato chiamato Pd, è un fatto di per sé beffardo. Gli spunti di riflessione sono enormi. Si potrebbe dire ad esempio: nascono tutti incendiari e poi muoiono pompieri. Ma troppo banale. In circa 50 giorni dalle passate elezioni politiche non si sente più volare una mosca contro il Pd.

Tutto dimenticato. Ma a parte queste facili critiche è forse importante analizzare alcuni aspetti fondamentali della vicenda politica di questi mesi. La giustificazione di tutto è il fantomatico Contratto politico che offre il partito di Di Maio. Dieci punti privi di reale e concreto approfondimento ma che soprattutto non tengono più conto delle enormi promesse elettorali fatte in precedenza.
In tutto questo, sembra che finalmente gli ex antisistema siano scesi dalla Luna e approdati sulla Terra. Insomma, si sono accorti che non hanno vinto le elezioni e che per governare occorre allearsi con qualcuno. Il caro e vecchio inciucio. Ma ora per evitare facili ironie si cambia anche il lessico a quello che sta accadendo.
Le domande al popolo grillino sono e sarebbero tante. Ad esempio, siete stati interpellati e avete votato per scegliere l’alleanza di governo? Avete, per caso assistito in streaming alle discussioni o alle telefonate fra Di Maio e Salvini? State per caso sentendo i dialoghi fra Fico e il Pd? Avete votato in Rete per scegliere i dieci punti del fantomatico Contratto politico da sottoporre agli altri partiti? Insomma la risposta la conosciamo: assolutamente NO.

Ora, le solite risposte dovranno essere evitate. Perché, se per caso il Pd (spero personalmente di no) si alleasse con il Movimento 5 Stelle, automaticamente i miei post tanto odiati dai tifosi grillini dovrebbero diventare bellissimi e condivisi. Diventeremmoalleati di governo. Una grande burla.
Scherzi a parte il problema è serio perché riguarda l’Italia e non le poltrone. Se in questi anni non ci fosse stata un’esagerata guerra contro Matteo Renzi e contro il Pd questa situazione oggi non sarebbe così drammatica ed imbarazzante. Si è voluto, con l’aiuto di una parte dell’informazione, colpire il vero cambiamento e la novità portata avanti con coraggio da Renzi.
Si è voluto boicottare il referendum costituzionale per fare un dispetto a Renzi mentre in realtà ci ha solo perso l’Italia e lo stesso Movimento 5 Stelle. Oggi se il referendum fosse passato ci sarebbe stato un chiaro vincitore e forse un governo 5Stelle. Invece, ha prevalso la logica della distruzione ad ogni costo per influenzare l’opinione pubblica e cercare di ottenere consensi sulle ceneri del Pd. Ma guarda il destino, ora il Pd è diventato un ipotetico e unico alleato per dare vita a un governo del Movimento 5Stelle.

Tutto sarebbe lecito e possibile. Però lasciatemelo dire. In questi anni solo perché si apparteneva al Partito democratico eravamo irrisi e demonizzati senza alcuna distinzione.
La guerra politica è finita? Avete deciso così?
Benissimo, abbiate almeno l’umiltà di chiedere scusa e forse qualcosa per l’Italia ancora è possibile farlo.
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Di Battista: "Mai alleanze con chi ha distrutto il Paese o lascio il M5S"

https://www.youtube.com/watch?v=Z5kyeXqzEfQ
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“Traditori, se andate col Pd veniamo a prendervi a casa”. La rabbia nel mondo pro M5S.

La torsione improvvisa del Movimento verso il Pd è stata, forse, un po’ troppo improvvisa persino per i suoi standard. È indicativo che i commenti del blog delle stelle, quello rimasto alla Casaleggio (dopo la migrazione di Grillo altrove), siano spessissimo di questo tenore: «Dopo 11 anni, prendo atto che si è passato dal vaffanculo, al Pd. Credo che il prossimo vaffanculo gli italiani lo daranno a voi. Che delusione». Oppure: «Ritorniamno al vaffa e ci prendiamo il 50%». O ancora: «La più grande cazzata dopo il week-end è questa qui (storpiando una famosa canzone di Jovanotti). Sono contrario a qualsiasi accordo con il Pd e se il Pd dovesse dire di si io andrò via e mi tessererò con la Lega».
(La Stampa, 25.4.18)




Per un ripasso della Liberazione


Quanti caduti ebbero gli Alleati per la liberazione dell'Italia?

Lo sforzo bellico in territorio italiano costò agli Alleati più di 120.000 caduti (fra morti in battaglia, dispersi e feriti in seguito deceduti). 
https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_liberazione_italiana#Conseguenze

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Quanti partigiani sono stati uccisi durante la guerra di liberazione?

http://www.italia-liberazione.it/ita/doc/perona_vespa_1.pdf

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Classificazione dei caduti per la lotta di Liberazione

http://www.storiatifernate.it/pubblicazioni.php?&cat=50&subcat=117&group=382&id=1383

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DEDICATO ALL’ANPI CHE PER IL 25 APRILE CONTINUA A FAR SFILARE COME UNICA UNITÀ DI COMBATTENTI QUELLA PALESTINESE E RIFIUTA LA BRIGATA EBRAICA – LA STORIA DI AMIN AL-HUSEYNI, GRAN MUFTÌ DI GERUSALEMME, CHE ORGANIZZÒ LE SS ISLAMICHE PER FARE STRAGE DI EBREI IN BOSNIA - SI SALVÒ E DIVENNE IL PADRE DEL FONDAMENTALISMO CHE ARMO' GLI ATTENTATORI DI MONACO: EVIRARONO UNO DEGLI ATLETI ISRAELIANI:
http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/dedicato-all-rsquo-anpi-che-25-aprile-continua-far-sfilare-come-172316.htm
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25 Aprile a Roma, l'ira della Comunità ebraica: "Bandiere palestinesi, non saremo al corteo unitario"

E attacca l'Anpi che "nonostante gli accordi non prende posizione ufficiale" contro la presenza di simboli estranei allo spirito della giornata".
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Anche Freccero soffre di ...congiuntivite

“NON VORREI CHE IL M5S TIRI LA VOLATA AL GOVERNO DEL PRESIDENTE” - FRECCERO RANDELLA I GRILLINI: “GIACINTO DELLA CANANEA È ALLIEVO DI SABINO CASSESE CHE E’ IL NOME PRIVILEGIATO DEL PRESIDENTE MATTARELLA - NON VORREI CHE PER ESSERE MOLTO ISTITUZIONALE, PER ESSERE MOLTO PER BENE, IL M5S RISCHI DI…”
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Complimenti, dott. prof. Freccero!

martedì 24 aprile 2018

Il maestro (Alex Corlazzoli) e la margherita (Michele Serra)

Ogni tanto, leggendo il Fatto,  capita che cade l'occhio sul blog del "maestro e giornalista" Alex Corlazzoli.  Quasi sempre, contemporaneamente, cadono anche le braccia. Sia per come scrive il maestro e sia per ciò che scrive, questo detentore della vera ricetta che può salvare la scuola italiana. 

Ma per favore, maestro, si ravveda e, già che c'è, migliori il suo italiano.

Qui sotto leggasi il suo sproloquio in merito all'articolo di Serra sul bullismo. 
E leggansi anche le sue ...gesta rivoluzionarie
di liceale sedicenne.  

Poveri noi...
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Bullismo, è evidente che Michele Serra non frequenta i poveri.

dal blog di Alex Corlazzoli "maestro e giornalista", su il Fatto Quotidiano , 23.4.2018


Papa Giovanni XXIII era un maleducato. Così lo sarebbero anche padre Enzo Bianchi, figlio di poveri, ed Ermanno Olmi che ha avuto una madre operaia e un padre ferroviere.
Il fighetto teorema usato da Michele Serra nella sua prima versione dell’Amaca non lascia spazio ad interpretazioni: “Il livello di educazione, di padronanza dei gesti e delle parole, di rispetto delle regole è direttamente proporzionale al ceto sociale”. Così ha scritto il giornalista, che il giorno dopo ha tentato di mettere una pezza dopo le critiche confermando la visione di uno che ragiona alla maniera di chi non conosce e non frequenta i ceti sociali poveri. D’altro canto Serra ha fatto il liceo Manzoni a Milano e sarei curioso di sapere che scuola ha fatto fare ai suoi figli.
La penna di Repubblica ha usato questo indegno teorema per giustificare un’altra tesi fighetta a proposito degli atti di intimidazione di alunni contro professori: “Non è nei licei classici o scientifici, è negli istituti tecnici e nelle scuole professionali che la situazione è peggiore”.

Sia chiaro la nostra società è classista. Nessuno lo vuole negare, ma ho l’impressione che il giornalista che vive tra Milano – dove è cresciuto – e il piacentino – dove ha una terra di molti ettari, che si diverte a coltivare quando ha tempo – non conosca la dignità e la fatica di quegli operai che magari non sanno il latino e il greco ma hanno insegnato per prima cosa ai loro figli il rispetto per l’altro. Ho la sensazione che non abbia mai messo piede allo Zen di Palermodove Giovanni tra mille sacrifici ha lottato per riuscire a fare le scuole superiori e oggi insegna ad altri ragazzi il riscatto sociale. Ho il dubbio che a casa di una famiglia di ceto sociale non pari al suo non abbia mai pranzato e chissà come se la immagina. E chissà se è mai stato in un professionale o in tecnico per parlare in quel modo.
Le parole di Serra mi hanno ricordato quella volta che un dirigente del liceo classico di Crema anni fa mi mi disse: “Solo da qui uscirà la classe dirigente del futuro”. Io stesso sono cresciuto in una famiglia di ceto sociale povero: a casa mia non solo non c’erano i libri ma nemmeno la libreria. Mia madre leggeva Confidenze Intimità e il settimanale cattolico per vedere i necrologi. Mai stato al cinema. Sì, è vero forse non mi hanno insegnato la padronanza dei gesti e delle parole ma nella mia vita ho incontrato altre persone (la maestra e il prete) che mi hanno permesso di crescere di là del condizionamento sociale. E la stessa “maleducazione” dei miei (per usare la tesi di Serra) mi è stata utile per crescere pensando di voler essere diverso da loro. Serra infatti dimentica una cosa: i padri dei ricchi vogliono i figli a loro somiglianza mentre i figli dei poveri sono mossi dal grande desiderio di riscatto sociale. Una morsa che in questi anni ha davvero cambiato l’Italia: lo dimostra anche la politica che finalmente porta in Parlamento i figli di una classe sociale più povera.

A inchiodare la società ad una struttura classista e conservatrice(come scrive nell’Amaca) sono proprio quelli come quel dirigente del liceo di Crema e quelli come Serra convinti che al classico ci vanno i migliori. Solo un liceale su sei proviene da una famiglia operaia. Nel 2016 al classico si sono diplomati solo l’8,7% di ragazzi figli di impiegati o di genitori che stanno alla catena di montaggio a fronte di un 45% di figli di professionisti, dirigenti, docenti universitari e imprenditori. Allo scientifico sono usciti il 13,1% di ragazzi che provengono dalle classi sociali più povere. Ma non basta. Se andiamo a vedere la questione ripetenti scopriamo che il 30% di chi viene bocciato al liceo due o più volte appartiene alle famiglie operaie contro il 17% della classe elevata. Questo perché questa Scuola e la gente come Serra vogliono preservare il recinto del ceto alto.
Su una cosa Serra ha ragione: “Il popolo è violento” ma non (come dice lui ) “perché cerca di mascherare la propria debolezza” ma perché si ribella, perché urla, perché grida la propria condizione. A 16 anni al classico scaraventai il banco davanti allaprofessoressa di greco perché a me, figlio di operai, disse all’inizio dell’anno: “Tu verrai bocciato”. Mi bocciarono e con il casco ruppi i vetri del liceo urlando: “Borghesi di merda”.

Serra e molti diranno: eccolo il maleducato, quello che non aveva padronanza di gesti e parole, perché veniva dal ceto basso. Il teorema funziona. Peccato che in quel mio gesto c’era tutta la rabbia, la violenza di chi si è visto calpestato da compagni che ti trattavano come un pezzente e da insegnanti figli a loro volta di liceali che mal sopportavano l’idea di avere tra le scatole uno che arrivava a scuola in motorino (l’unico) e che raccoglieva firme contro la contessina che spuntava un’ora in ritardo perché andava dall’estetista.
Serra nella replica del giorno dopo nel mettere la pezza peggiora la situazione: si ricorda improvvisamente che anche nei licei ci sono arroganti e screanzati ma si giustifica dicendo che in “1500 battute si è costretti ad evitare la zavorra dell’ovvio” e per quello non ha parlato di loro interessato solo al “macro fenomeno”. Non voglio dare lezioni a Serra ma ricordo che il mio capo redattore a La Provincia di Cremona davanti al giovane apprendista che aveva bisogno di più battute per un articolo mi disse: “Corlazzoli in due mila battute ci è stato il disastro del Vajont, figuriamoci”.
Non solo, il giornalista cita don Milani sulla scuola di classe ma forse dovrebbe ricordare che proprio i ragazzi di Barbiana – montanari, figli di un ceto sociale povero – grazie all’incontro con il priore sono diventati sindacalistipoliticigiornalisti.

Per il resto la diatriba con Luca Telese e il pippone fighetto sulla sinistra con citazioni che il ceto sociale povero non capirà non mi interessano. Mi interessa un’altra cosa continuare questo dibattito sulla differenza di classe che c’è, che esiste, che non morirà mai ma che aumenta proprio a causa delle fosse scavate da chi come Serra è ancora convinto che “Il livello di educazione, di padronanza dei gesti e delle parole, di rispetto delle regole è direttamente proporzionale al ceto sociale”. La società dei “figli di Serra” continuerà a cantarsela e suonarsela senza sentire le urla di chi non ha fatto il Manzoni, non è un ignorante, non è maleducato ma ha una strada in salita anziché una in discesa.
Serra non mi leggerà, sono un giornalista di un altro ceto rispetto a lui. Non perderà certo tempo con me ma mi piacerebbe invitarlo a parlare di quanto lui ha sollevato in un quartiere povero di Palermo o in un professionale, non dietro una comoda scrivania. Troppo facile.