DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)

martedì 28 maggio 2013

Cinque stelle cadenti


Democrazia diretta in un paese incasinato come l'Italia? Popolato da sessanta milioni di persone con l'innata vocazione a pensare solo a se stessi? Ma suvvìa, Grillo & C: rimettete i piedi per terra! Se poi aggiungiamo che chi si è proposto di attuarla è un'armata brancaleone di illusi, molti dei quali, sotto sotto, anche loro solo alla ricerca di un posto al sole di Roma, guidati da un grande illusionista, o meglio da due, che impongono regole da setta segreta, è presto detto. A convincere nella protesta non ci vuole molto; convincere nella proposta è un altro paio di maniche. Certo, con un repertorio di battute comiche e al grido di "Vaffanculo!" si raccolgono facilmente grandi torme di Italiani allo sbando. L'esempio della moribonda Lega Nord insegna. Il problema, però, non è mettere bensì togliere agli italiani un qualcosa dal culo. Togliere un grosso fastidio che ha due nomi: incapacità di pensare al bene comune e debito pubblico (che ne è una logica conseguenza). Ma sappiamo bene che il nostro sogno, neanche tanto segreto e tante volte celebrato da letteratura e cinema, è quello di metterlo nel culo agli altri, no? Ma con risultati quasi sempre ridicoli e disastrosi, no? Ora il popolo del "Vaffanculo" ha dimostrato di non voler affidare ai vaffanculisti nemmeno il governo dei Comuni. E ora l'armata brancaleone di candidati trombati è lì a balbettare nelle odiate televisioni cercando scusanti in perfetto stile politichese. E il grande sponsor Travaglio esercita la sua penna nell'analisi degli errori commessi dal Movimento 5 Stelle. Il quale, per chi non ci ha mai scommesso nemmeno un centesimo, è, semplicemente ed evidentemente, un errore di per se stesso.  

Vittorio Tuttiacasamadichi InFeltrito 

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