DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)

giovedì 13 dicembre 2012

La Sinistra e i media ...di sinistra



ieri, nel suo editoriale, Galli della Loggia ha paventato il rischio che gli italiani possano patire certi diktat stranieri e che Berlusconi possa perciò avvantaggiarsene. Ecco perché ha proposto un suggerimento che riportiamo testuale: «Perché mai la Sinistra, così ricca di ottime amicizie fuori d’Italia, non trova modo di avvertire il Financial Times, l’Economist e le Monde, il presidente Schultz, e quant’altri, che ogni loro ulteriore bordata contro Berlusconi rischia di servire a farlo apparire come il coraggioso paladino in guerra contro l’arroganza straniera?».
Ha scritto così. E colpisce - tacciateci d’ingenuità - la noncuranza con cui il Corriere spiega e giustifica uno dei più vecchi fantasmi della destra, cioè che la sinistra, in effetti, sia in grado di condizionare la stampa internazionale & finanziaria oltreché una serie di influenti personalità politiche.

mercoledì 12 dicembre 2012

Professoroni e professorini

Uhhh, ragazzi, che soddisfazione!!! 
12-12-12, ecco la fine del mondo: Maxim Dalemovich  alias Mago Dalemix, si lamenta perchè Monti tratta gli altri "con un atteggiamento professorale quasi fossero tutti ignorantoni che devono imparare da lui"!!! 
Sììì, ha detto proprio così il Conte Max! Evviva, forse ora può capire cosa provano  gli italiani quando lui (pardon, Lui) distilla da sotto ai suoi baffini, con le sue smorfiette spocchiose, parole di verita (senza accento, alla "Figlio di Menuel", vero Dago?)!!! Oh come sono contento che il Mago Dalemix invidi le magie di un mago più bravo di lui!!! Uhhh, stasera stappo una buona bottiglia!!!
Vittorio Noncipossocredere InFeltrito

Dove l'ho letto?



Ieri, nel suo editoriale, Galli della Loggia ha paventato il rischio che gli italiani possano patire certi diktat stranieri e che Berlusconi possa perciò avvantaggiarsene. Ecco perché ha proposto un suggerimento che riportiamo testuale: «Perché mai la Sinistra, così ricca di ottime amicizie fuori d’Italia, non trova modo di avvertire il Financial Times, l’Economist e le Monde, il presidente Schultz, e quant’altri, che ogni loro ulteriore bordata contro Berlusconi rischia di servire a farlo apparire come il coraggioso paladino in guerra contro l’arroganza straniera?».
Ha scritto così. E colpisce - tacciateci d’ingenuità - la noncuranza con cui il Corriere spiega e giustifica uno dei più vecchi fantasmi della destra, cioè che la sinistra, in effetti, sia in grado di condizionare la stampa internazionale & finanziaria oltreché una serie di influenti personalità politiche.

I pallini di Ballarò


Lettera 12
Parliamo di Ballarò. Perchè si ostinano a confrontare l'Italia con la Finlandia? L'Italia ha 60 milioni di abitanti (mediterranei-meridionali, per non dire altro); la Finlandia soltanto 5 milioni (nordici-scandinavi, e non serve dire altro). Poi, perchè a Ballarò ci tengono così tanto a sentire così spesso le (illuminate?) opinioni del signor Della Valle?
E infine Crozza: la bravura ce l'ha, il viso tondo anche, per cui per quale ragione non imita mai Vendola, che pure è un personaggio che offrirebbe molti spunti satirici e umoristici?
Vittorio Questiontime InFeltrito


lunedì 10 dicembre 2012

Dàgli a Monti













Sì, ma mica solo due, eh ...
Aggiungiamoci Di Pietro, Vendola, Grillo...
E Monti non fa, e fa troppo poco, e non è un governo eletto democraticamente...

Bene, ora vedremo che cosa sapranno fare di meglio i congiurati, democraticamente, of course.
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Vittorio Feltri per "il Giornale"
vittorio feltri daniela santancheVITTORIO FELTRI DANIELA SANTANCHE
Insensato il fiume d'indignazione che inon¬da i giornali per le dimissioni di Mario Monti propiziate dal Pdl. La legislatura ormai era conclusa: settimana più, settimana me¬no, non cambia nulla. Vorrà dire che le elezioni, anziché il 10 marzo 2013, si svolgeranno in feb¬braio. Non è una tragedia. Tanto più che le leggi di stabilità e di bilancio passeranno regolarmen¬te. Quindi, dov'è il problema?
Se i mercati faranno le bizze, sarà solo perché è venuto meno il loro garante, l'uomo del quale si fidano, colui che ha salvato il sistema (che ha nel¬le banche il proprio braccio armato) a scapito del Paese, dei ceti medi e di quelli bassi, impoveriti dalle tasse più salate del mondo e dalla disoccu¬pazione crescente. Ciò detto, è utile ricordare che la grana dello spread è stata sciolta da Mario Draghi, non dal nostro governo.
I tecnici, transeunti per definizione, si sono li¬mitati a usare il randello fiscale. Pensioni a parte, non hanno sfornato una sola riforma sostanzia¬le: quella del lavoro è un pasticcio, nessuna libe¬ralizzazione, nessun provvedimento in favore dell'agognata (e illuso¬ria) ripresa, zero tagli alla spesa pub¬blica, nonostante le roboanti pro¬messe di spending review. E allora, peggio per peggio,cos'hanno da te¬mere gli italiani dall'uscita dei professori? Forse il risultato elettorale. Se vincesse Pier Luigi Bersani, sa¬rebbe una sciagura.
VITTORIO FELTRIVITTORIO FELTRI
Se si esclude la breve parentesi di Massimo D'Alema,succeduto a Ro¬mano Prodi grazie al famigerato ri¬baltino sotto l'egida di Oscar Luigi Scalfaro, sarebbe il primo ex comu¬nista a Palazzo Chigi. Già questo fa venire i brividi. Se si aggiunge che ci andrebbe sostenuto dal Sel di Ni¬chi Vendola e dai centrini scentrati di Pier Ferdinando Casini, e che la sua politica sarebbe fortemente condizionata dalla Cgil, di cui cono¬sciamo l'arretratezza culturale, non c'è da scommettere un centesi¬mo sulla sua l¬unga permanenza al¬la presidenza del Consiglio.
L'espe¬rienza insegna che maggioranze di sinistra del tipo descritto non dura¬no: Prodi ha provato due volte a ge¬stire simili ammucchiate e ha falli¬to nel giro di un anno e mezzo, due al massimo, in tempi peraltro assai più tranquilli del presente.
SALLUSTI FELTRI BELPIETRO FERRARA MARIO SECHI BERLUSCONISALLUSTI FELTRI BELPIETRO FERRARA MARIO SECHI BERLUSCONI
A parità di imbarcazioni, non si capisce perché Bersani possa com¬piere l'impresa di navigare in ac¬que politiche dove Prodi è naufra¬gato. Il nostro non è un augurio di colare a picco, per carità, è solo un mero calcolo di probabilità.
Vi im¬maginate il segretario del Pd, tirato per la giacchetta a sinistra da Ven¬dola e da Susanna Camusso, e a de¬stra da Casini e da Fini, costretto a decidere se introdurre o no la patri¬moniale? Oppure se effettuare un prelievo forzoso, come fece Giulia¬no Amato all'inizio degli anni No¬vanta, sui conti correnti di tutti i cit¬tadini con due o dieci soldi depositati in banca?
Con quale faccia Luca Cordero di Montezemolo e i suoi amici dareb¬bero il benestare a rapine del gene¬re? E la gente come reagirebbe? Ve lo figurate Bersani che sburocratiz¬za gli apparati statali, che riordina la sanità e la scuola, che riduce ai minimi termini gli sprechi della ca¬sta?
BERSANI, BERLUSCONIBERSANI, BERLUSCONI
Un ex comunista che tradisce lo statalismo dopo averlo ingrassa¬to per lustri non è ancora nato. Il no¬stro Paese ha bisogno di una robu¬sta terapia liberale. È in grado Ber¬sani di predisporla andando con¬tro le aspettative del proprio eletto¬rato? Un conto è vincere le prima¬rie col trucco, un altro è governare con un occhio al bilancio (e al debi¬to pubblico) e l'altro alla piazza già abbastanza in subbuglio.

domenica 9 dicembre 2012

Io so

Non va tanto per il sottile, Vincino, eh?!

Berlusconi allo sbaraglio


Dispuesto a morir matando. Disposto a morire combattendo, scriveva El Pais sul ritorno in campo di Silvio Berlusconi. E dispuesto a morir matando verga anche Giuliano Ferrara, tra i massimi ideologi del berlusconismo. L'Elefantino, con grazia e con la consueta inimitabile retorica, questa volta dice no. Non è d'accordo, Ferrara, con il ritorno del Cavaliere, che "va a sbattere la testa contro il muro. Ridiventa l'uomo nero della democrazia italiana".
"Poteva fare altro? Certo" - Il pensiero dell'Elefantino è stampato sulle colonne de Il Foglio di sabato 8 dicembre. Si parte da un lungo elenco dei redivivi, dei ridestati dal ritorno: dai media a Ingroia, da Santoro a Bersani e fino a La Repubblica. Una serie di soggetti che "festeggiano" il nemico ritrovato. Berlusconi "poteva fare altrimenti?", si chiede l'Elefantino. Risposta laconica: "Certo. Poteva istituire una successione ordinata e credibile di classe dirigente, cosa che aveva cominciato ad approntare". Quindi Giuliano snocciola le altre possibili strade su cui Silvio avrebbe potuto cavalcare, spingendosi anche a ribadire la possibilità che grazie a Monti, che con Silvio è stato sempre "rispettoso ed equilibrato", avrebbe potuto "tracciare una rotta di convergenza con un pezzo dell'establishment che lo ha sempre visto con il fumo negli occhi".
"L'Italia del 2013 - sottolinea Ferrara - sarà guidata da Bersani, e speriamo che gli spendaccioni non smantellino quel che resta di un anno reso possibile anche dalla responsabilità del Cav". Il futuro è colmo di incertezza, è oscuro: "Passeremo molti anni a leccarci le ferite, come fanno i miei amati cani quando le prendono. E ho detto tutto", conclude Ferrara.
......................

...e chi può dargli torto?

venerdì 7 dicembre 2012

Buonanotte Binetti!


http://video.corriere.it/binetti-si-assopisce-l-intervento-casini/fbc1e036-407a-11e2-abcd-38132480d58e

Dal blog di Ingroia

Dott. Ingroia, non sapevo che stasera era ospite di Santoro. La sto seguendo (ora c'è la pubblicità, con la suspance su quanto poi lei dichiarerà...).

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Mah, dottore, ora vado a sentire cosa si dice della crisi di governo.
Ho seguito Santoro, e Lei, fino a qui; sempre più perplesso.

La Costamagna Le ha chiesto perchè Lei (che ha sempre sostenuto che le sentenze vanno rispettate) può dire 

che la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza politica e altri non lo possono fare. Lei ha risposto:che le Sue sono critiche, e le critiche si possono fare.
Mah... Se le fanno altri, però...

Poi, il Suo libro: "Io so". Sollecitato da Mieli, Lei ha aggiunto: "Perchè hyo le prove". Ma poi, in merito alla morte di Borsellino, dice: "Se avessi le prove che fu una strage di stato, le porterei alla Procura di Caltanissetta".
Mah...

Le confesso che i Suoi interventi da Santoro hanno aumentato le mie perplessità, e non so davvero in quale misura il suo presenzialismo sia motivato da un servizio pubblico e finalizzato alla lotta alla mafia e in quale misura sia funzionale alla sua futura candidatura politica.
Applausi questa sera ne ha avuti tanti. E' un buon auspicio.
Mah...
Buon lavoro.

PS Sempre più difficile che io possa avere quella risposta, credo...





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giovedì 6 dicembre 2012

Una domanda a Ingroia


Io, Dott. Ingroia, ho cercato più volte di dargliela tutta, la mia stima. In parte ce l'ha, perchè le Sue indagini le sa fare bene, mi pare. Poi, però, e sempre più spesso, arrivano le Sue esternazioni, e allora...
E il Suo lasciare l'Italia, "Paese cui ho dedicato la mia vita"? Quanti dubbi ha suscitato in molti... Dubbi non ben chiariti, a mio parere.
Lei ha detto che il posto in Guatemala non lo ha chiesto Lei; che Le è stato offerto dall' ONU. Le posso fare una domanda? Chi, dell'ONU, quale Ufficio dell'ONU, Le ha offerto la posizione in Guatemala?
Spero che il suo desiderio di trasparenza Le consenta di rispondermi.
Grazie.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/ingroia-“legittimo-criticare-la-consulta-la-sentenza-e-un-pasticcio-politico/

Il nome è: OPPORTUNISMO


La Consulta, Ingroia e quel potere basato su un’inchiesta pataccara
Quale nome daremo al demone che spinge Antonio Ingroia a sfidare il capo dello stato, a sbeffeggiare il Consiglio superiore della magistratura, a insultare la Corte costituzionale, a deridere il Parlamento, a battere in lungo e in largo le piazze e i partiti d’opposizione, e a trasformare un incarico internazionale, come quello che gli ha conferito l’Onu per il Guatemala, in un predellino per nuove esibizioni televisive e per nuove incursioni nella politica?

Adesso mi incazzo

Berlusconi, se adesso, senza altre serie prospettive, fai cadere il governo Monti che qualcosa sta facendo, MI INCAZZO!

Fellatio in fascia protetta

In fascia protetta, alle 20.30 in una rete TV, è andata in onda una bella pupa che con smorfiette frou-frou e sorrisi a pieni labbroni si è prodotta in una incredibile fellatio ad un potente del suo partito. 
Vittorio Debenedettoquelluomo InFeltrito

mercoledì 5 dicembre 2012

Confiteor

Come Tolstoj? Come Dostoevskij? Come Proust?
Ebbene, confesso: mi piacerebbe scrivere come Selvaggia Lucarelli.

http://selvaggialucarelli.it/tag/libero/

Come sarà? Quanto durerà?



di Marco Gorra 
Vocazione maggioritaria di ritorno o incipiente delirio di onnipotenza che sia, nel Pd in piena sbornia da primarie la tentazione di fare da sé si fa fortissima. Due elementi spingono in questa direzione: il trend innescato nei sondaggi dal successo delle primarie (ieri il Tg7 di Mentana dava il Pd al 34,6%, che sommato a Sel e cespugli vari proietta la coalizione oltre il 40%) e la quasi certezza che si voterà col Porcellum. Lo scenario per Bersani, dunque, è una maggioranza massiccia alla Camera e dignitosa in Senato ottenibile en solitaire, cioè senza bussare da Casini e soci e contentandosi di coprirsi al centro con le risorse indigene (Renzi) ed oriunde (Tabacci).  Questa maggioranza di sinistra-centro, se nel lungo periodo offre scarse garanzie di tenuta, reggerà però quanto basterà per presentarsi al Colle - dove nei desiderata di Bersani il padrone di casa a quel punto dovrebbe essere diventato Mario Monti - con la lista dei ministri in tasca. E l’elenco dei membri del futuribile governo Bersani - elenco che Libero ha provato a stilare con criterio il più realista possibile - fa impressione.
Le certezze - A Palazzo Chigi, ovviamente, andrà Bersani. La Farnesina è prenotata da Massimo D’Alema, che ad autoaffondarsi per bucare le gomme a Renzi è stato il primo ed andrà risarcito con un ministero di prima fascia. Per Nichi Vendola, oltre alla nomina a vicepremier, si profila un dicastero ad alto impatto sociale: la destinazione più probabile è il ministero del Lavoro (a mitigare il tutto potrebbe soccorrere la nomina di un sottosegretario più moderato come il leader delle Acli Andrea Olivero). Anna Finocchiaro avrebbe finalmente l’occasione di coronare il sogno di diventare Guardasigilli mentre il governatore emiliano Vasco Errani, incarnazione del bersanismo, sarebbe in pole per il Viminale. Difficile, poi, levare i Beni culturali a Walter Veltroni.All’Economia non potrebbe che finireStefano Fassina, arcigno responsabile economico del partito e massimo interprete della linea Cgil. Lo Sviluppo economico, anche per ragioni di bilanciamento, a quel punto sarebbe perfetto per Bruno Tabacci. Il candidato naturale per la Salute sarebbe il senatore chirurgo Ignazio Marino, mentre il nome giusto per la Difesa sarebbe quello di Enrico Letta (il cui lavoro in  commissione alla Camera è trasversalmente apprezzato).
Capitolo Cencelli: ai socialisti di Riccardo Nencini toccherà un ministero di fascia media (tipo i Rapporti con le Regioni), mentre ai vendoliani andrà dato un secondo posto di peso: il numero due di Sel Gennaro Migliore finirebbe all’Agricoltura. L’immancabile tributo alla società civile si potrebbe pagare nominando lo storico (nonché spin doctor del segretario) Miguel Gotor all’Istruzione. Laura Puppato che sulla green economy ha incentrato il programma per le primarie, sarebbe perfetta per l’Ambiente. In quota bersaniani duri e puri i nomi in lizza sono quelli della direttrice di YouDem Chiara Geloni (Pari opportunità) e delle parlamentari Marina Sereni (Rapporti col Parlamento) e Paola De Micheli (Infrastrutture). In lizza pure i due membri senior del terzetto del comitato elettorale di BersaniAlessandra Moretti e Roberto Speranza per cui resterebbero Turismo e Politiche Giovanili. E Rosy Bindi? Convenienza vorrebbe che la si dirottasse altrove, magari su una prestigiosa poltrona istituzionale. Ma, qualora la Bindi si impuntasse, negarle un ministero sarebbe difficile. Al limite, si potrebbe tentare di limitarne l’esposizione assegnandole un dicastero minore, come quello all’Attuazione del programma.



lunedì 3 dicembre 2012

Calce e martello











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Ma non vorrete mica dirmi che i romani avranno il coraggio di scegliersi come sindaco questo personaggio....

TRARAGLIO: l'unico giornalista d'Italia

Il Nano Supremo ..... L'onorevole Angelino. Un tizio di nome Angelino ... ... I ragazzi irresistibili. Un'allegra brigata di vecchietti, convinti di essere dei tecnici, occupano Palazzo Chigi e improvvisano dei consigli dei ministri. Uno si alza e s'inventa un decreto per consentire a un'acciaieria inquinante di continuare ad ammazzare la gente.I 
Il direttore di un coso chiamato Il Giornale, dunque convinto di essere un giornalista 

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Compagno Krozza, ora puoi riposarti un po'...








...e avanti popolo, con PierLenin Bersani.

giovedì 29 novembre 2012

Ah, la vita...


29 novembre 2012

Tutto congiura contro di noi. L’età, la sciatica, l’umidità nelle ossa, l’esistenza di Montezemolo, le tasse, le nozze gay, Battiato che governa, il Matto nostro con l’elisir di lunga vita, l’autostima della Meloni, le riflessioni di Beppe Severgnini, la faccia di Lorenzo Cesa, la tiritera Saviano, l’Onu, le primavere arabe, i Fratelli musulmani nel ruolo di mediatori, i cagnetti della Brambilla, Fassina il bocconiano, Gian Antonio Stella (Rizzo no, che poi lo incontro al mare), Renato Schifani che se la tira da uomo di Stato, la procura di Taranto, il gip di Taranto, le trombe d’aria su Taranto, Giancarlo De Cataldo, che sfiga ha voluto nascesse a Taranto, tutto, tutto congiura contro di noi e ci riduce a stracci. Ma pensate com’è ridotto Di Pietro.

martedì 27 novembre 2012

Ingroia dixit

27-11-2012
Ballarò, ore 21,30:

Ingroia dice che non si candiderà, che non ha bisogno di seggi.