DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)
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venerdì 28 gennaio 2022

DAGOSPIA, Lettera 15: A Giggì, salutame a soreta!

 



Lettera 15

Dagosapiens, “Elisabetta è mia sorella”. Pur di farsi grande l’arrivista Di Maio non esita ad appropriarsi 

della Belloni. 

Sarebbe bello sapere cosa pensa lei di quel suo nuovo fratello che si ritrova.

 

Vittorio AGiggìsalutameasoreta ExInFeltrito

 

martedì 25 gennaio 2022

DAGOSPIA, Lettera 16. A che santo votarsi: ora anche a Sant'Egidio...

 


Lettera 16

Dagosapiens, non sappiamo più a che santo votarci: ora perfino a sant’Egidio. Che poi si narra, guarda caso, che per salvare un cervo si beccò lui una freccia…

Vittorio Riccardivittimasacrificale ExInFeltrito

venerdì 31 dicembre 2021

Dagospia, Lettera 5. Anno nuovo? Presidente nuovo? Che dio ce la mandi buona.

 



Lettera 5

Dagosapiens, un augurio per il nuovo anno: che ci vengano risparmiate le risate che il mondo si farebbe per un Presidente della Repubblica Bunga-Bunga. 

E, già che ci siamo, lasciamo perdere anche quel candidato che già nel cognome fa …casini.

Vittorio Chediocelamandibuona ExInFeltrito


 
...e, dulcis in fundo:



martedì 29 ottobre 2019

Travaglio fa il freeclimber sugli specchi dell'Umbria

Travaglio, famoso scommettitore sui cavalli sbagliati, ieri, per dimenticare, e per riuscire ad arrampicarsi sugli specchi, deve aver alzato il gomito. 
Scrive infatti il Vate: "Quando si perde con 20 punti di distacco, ogni recriminazione è tempo perso". Ma poi: "Le alleanze inedite non si giudicano da un primo, frettoloso e disperato esperimento". E anche: "I 5Stelle hanno migliorato tutta la politica. Inclusi se stessi".  A seguire: "ll Conte 2 esce non indebolito, ma paradossalmente rafforzato".  Ma poi: "Il Conte 2: ... se non ci credono le forze che lo compongono, non possono pretendere che ci credano i cittadini." E, arrampicata finale: "L'Umbria passerà, tra due giorni nessuno si ricorderà più di quel voto".
Vittorio Cin-cin! ExInFeltrito

mercoledì 7 marzo 2018

M5s con la laurea


Il M5s è il partito più votato dai laureati. Sorpresi?

Negli ultimi anni in Italia la laurea ha subito un progressivo svilimento dei contenuti a fronte di un’esagerazione di formalismi

venerdì 19 gennaio 2018

Gennaio: Sondaggio elezioni. Sarà così?

FORTEZZA TOSCANA – CON L’EMILIA SONO LE UNICHE REGIONI CHE CONQUISTERA’ IL PD DEL DUCETTO – IL NORD VA AL CENTRO DESTRA CHE SE LA BATTE CON CINQUE STELLE AL SUD – BERLUSCONI PORTA LA COALIZIONE AL 37,2% - 18 MILIONI DI ELETTORALI (PIU’ DI UNO SU TRE) NON HA ANCORA DECISO CHI VOTARE.

In Marzo si vedrà...


http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fortezza-toscana-ndash-rsquo-emilia-sono-uniche-regioni-che-165195.htm

martedì 9 giugno 2015

Vota, e poi parla!



Lettera 21
Imperversano, quotidianamente, critiche, lamentele e sfottò su Presidente del Consiglio, ministri, governatori e politici in generale. Chissà se tutti quelli che si lamentano, quando ci sono le elezioni vanno a votare; o se invece fanno parte di quei milioni di astenuti i quali, con la scusa "Tanto sono tutti uguali", se ne stanno a casa rinunciando a trovare un "meno uguale" da votare.
Non capiscono che astenendosi lasciano che decidano gli altri, quelli che a votare ci vanno, magari turandosi il naso? Quei milioni di astenuti si rendono conto che poi non ha molto senso arrabbiarsi e prendersela con i politici che loro stessi, standosene a casa, hanno contribuito ad eleggere?

Vittorio Nasoturato ExInFeltrito

martedì 27 maggio 2014

Il Grillo ha sparlato troppo


PIAZZE PIENE, URNE VUOTE - PANSA: GRILLO HA COMMESSO L’ERRORE FATALE DI PENSARE CHE LE TUTTE PERSONE IN PIAZZA EQUIVALESSERO A VOTI, QUANDO INVECE SI VOLEVANO GODERE UNO SHOW ...A GRATIS



Piazze piene, urne vuote. L'aveva già detto sessant'anni fa il leader socialista Pietro Nenni, durante la campagna elettorale del Fronte popolare nell'aprile 1948.Comunisti e socialisti erano convinti di vincere non soltanto perché avevano un'arroganza senza limiti, ma poiché vedevano un mare di gente ai loro comizi. Nenni era più schietto di Palmiro Togliatti e un giorno se ne uscì con quella profezia.



Molto azzeccata, dal momento che le sinistre persero il confronto con la Democrazia Cristiana guidata da Alcide De Gasperi. Nel Movimento Cinque stelle nessuno ha avuto l'accortezza di rammentare il monito di Nenni al generalissimo Beppe Grillo. Lui si era convinto di vincere. Sino all'ultimo lo ha garantito alle sue truppe e ai possibili elettori strillando: «Vinciamo, anzi stravinciamo, abbiamo già vinto!».Non si rendeva conto di avere di fronte un'illusione ottica: una serie di piazze stracolme.
Da comico patentato, avrebbe dovuto pensare che quelle migliaia di persone stavano lì per godersi un show senza pagare il biglietto. Non lo ha fatto. Si è costruito da solo il proprio disastro. E adesso vediamo il perché. Il primo motivo sta nel carattere di Grillo. Lui è uno spaccone, un ganassa direbbero in Lombardia.
Mentre dalle mie parti, nel Basso Piemonte, userebbero per lui una espressione curiosa: è uno sgiafelaleon, il tipo che si crede capace di prendere a schiaffi anche i leoni. In versione pagliaccesca, piuttosto che da carogna. Il capo stellare si è sempre presentato così al proprio pubblico.
Con l'aiuto gratuito dei media televisivi, sempre disposti a mandare in onda personaggi e spettacoli da catalogare sotto la rubrica «Strano,ma vero». L'elenco delle prodezze di Grillo è impressionante. Si va dall'impresa fisico-sportiva di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina per comiziare in Sicilia, sino a quelle politico-minacciose.

Mi è rimasto impresso ciò che ha detto martedì 20 maggio, nell'entrare a Montecitorio per impartire ai suoi gli ultimi ordini prima del voto europeo. Mentre attendeva l'ascensore,ha scorto due commessi e non ha resistito al gusto della battuta sadica: «Quando verremo qui, licenzieremo un po'di questi signori!». Renato Brunetta ha commentato: «Ai commessi è andata bene, perché Grillo non li ha invitati a fare un giro in auto sul suo Suv».

Tutte offerte, giorno dopo giorno, dal suo blog, testimonianza non contestabile del piacere di stupire e, insieme,di mettere paura. Grillo non ha mai perso l'occasione per presentarsi come uno pronto a schiaffeggiare i leoni. Anche quando non li aveva di fronte.

Il Grillo trionfante ci lascia in eredità un ritratto penoso di se stesso. Costruito senza prudenza con una serie infinita di ganassate. Dopo la vittoria, faremo i processi ai politici, agli imprenditori, ai giornalisti. Indagheremo a fondo sui loro patrimoni nascosti, sulle falsità, sulle infedeltà fiscali.
Il pugno duro non risparmierà nessuno, come dimostrano le espulsioni dei parlamentari stellati che rifiutano di obbedire ai miei comandi.Grillo era talmente sicuro del proprio potere assoluto da non temere di contraddirsi.Dopo aver vietato per mesi a senatori e deputati di andare in tivù, all'improvviso gli ha imposto di presentarsi a tutti i talkshow.
BEPPE GRILLO NUOTA NELLO STRETTO DI MESSINABEPPE GRILLO NUOTA NELLO STRETTO DI MESSINA
Con il risultato di mostrare la fragilità di tanti dei suoi. E Grillo non è stato il solo a montarsi la testa.Anche il suo socio Gianroberto Casaleggio ha pisciato fuori dal vaso, per usare un lessico da bar. Aveva sempre taciuto, nella convinzione che il mistero lo rendesse più forte. Ma quattro giorni prima del voto europeo, ha regalato al «Fatto quotidiano» un'intervista sterminata, scritta da Marco Travaglio.
Due paginate pompose e incaute che si chiudevano con tre parole rischiose. Alla domanda se credesse davvero che i grillini sarebbero arrivati davanti al Partito democratico, Casaleggio ha risposto: «Ci credo veramente». Travaglio gli ha ricordato che Grillo diceva spesso: «Se perdo le elezioni europee, mi ritiro».
Replica del guru: «Non ci credo, non è il tipo. Lo dice ogni tanto, per stanchezza. Ma anche lui persegue l'obiettivo di portare i Cinque Stelle al governo. Poi magari si ritira un minuto dopo. Anche se lo fanno ministro». Però Grillo seguita a ripetere la medesima solfa. E spesso la completa con una spiegazione che non deve sfuggirci: «Se perdomi ritiro,perché non sono adatto a questo paese!».
È un corollario interessante dal momento che apre uno spiraglio sulla vera ragione del disastro elettorale del suo partito.Non essendo adatto all'Italia di oggi,Grillo ha commesso l'errore fatale per un leader politico: non ha saputo capire come sono fatti gli italiani del 2014. Siamo da sempre un popolo di moderati che non amano le avventure.
grilloGRILLO
Lo prova il fatto che per quasi cinquant'anni abbiamo mandato al governo la Democrazia Cristiana. Pure chi votava il Pci di Togliatti, di Longo e di Berlinguer sapeva di affidarsi a una parrocchia che aveva rinunciato alle velleità rivoluzionarie o estremiste. E garantiva una stabilità senza troppe scosse. Oggi l'Italia è un paese spaventato dalla crisi economica globale.
GRILLO A SAN GIOVANNIGRILLO A SAN GIOVANNI
Teme di diventare sempre più povero. Se possiede dei risparmi in banca, ha paura di vederli falcidiati o addirittura sparire. Le tasse lo opprimono. Per non parlare del resto: la burocrazia strapotente, la criminalità organizzata, l'immigrazione clandestina senza controllo. Anch'io faccio parte di questa Italia. E come milioni di altri cittadini, non amo il caos, rifiuto i politici incapaci, pasticcioni,velleitari.
beppe grillo a firenzeBEPPE GRILLO A FIRENZE
Respingo chi promette miracoli che non è in grado di fare. Penso che al governo ci debba stare chi si adopera a farci uscire dal buio sempre in agguato.Magari sbagliando qualche passaggio, però senza traumi eccessivi. In una parola, non avrei votato Grillo neppure con una rivoltella puntata alla nuca. Ma oggi il Super comico stellare ha la metà dei voti conquistati dal Pd di Matteo Renzi.
E' un parolaio dimezzato, un predicatore che si èmesso il tappo in bocca da solo.Rimarrà sulla scena a romperci i corbelli, come temo, oppure ci offrirà la sorpresa di ritirarsi a vita privata nella villona ligure? E' troppo presto per azzardare un pronostico. Sarà più interessante vedere quale uso farà di questa vittoria il presidente del Consiglio. L'unico augurio che mi sento di inviare a Renzi è di nonmontarsi la testa.
Grillo Napoli IMG U C F U UND x LaStampa NAZIONALE k UE U UND x LaStampa it
Quello di domenica 25 maggio è un trionfo legato a tutte le promesse di riforma che ci sta offrendo. Usi con giudizio la grande occasione che gli hanno offerto gli elettori, compresi i tanti che non possono certo dirsi tifosi del Partito democratico. Infine dimostri di avere una sola certezza: la guerra alla crisi continua e la strada per arrivare alla vittoria sarà ancora lunga, lunga, lunga.

(G. Pansa) 

L'Italia senza la Pina



Lettera 21
Grande risultato delle europee: spedendola a Bruxelles ci siamo liberati della Pina Picierno.  
Vittorio Tenetevela ExInFeltrito

lunedì 26 maggio 2014

Grillo-Bracalini


Non «vinciamonoi». Lo slogan della campagna elettorale di Grillo, tutto puntato sul sorpasso del M5S sul Pd, si schianta contro la valanga Renzi e si trasforma in una sconfitta. Il Movimento Cinque Stelle si conferma il secondo partito, con un buon 22,5%, ma per Grillo rappresenta un doppio risultato negativo.
Primo, il M5S prende meno voti rispetto alle Politiche 2013, quando ottenne il 25,5%. Secondo, e soprattutto, non solo vede svanire il miraggio del sorpasso, ma viene quasi doppiato dall'«Ebetino», soprannome con cui Grillo ha fatto la campagna elettorale su Renzi. E adesso, che succede? Grillo poche settimane fa disse che «o vinciamo, o stavolta davvero me ne vado a casa, e non scherzo».

Grillo-Scanzi

mi stupisce il gap rispetto a Renzi. Nonostante i tre milioni di voti in meno rispetto al febbraio 2013, il risultato non è negativo in sé: a giugno 2013 era dato sotto al 20% e invece oggi è ormai seconda forza radicata: chi, 15 mesi fa, avrebbe detto che Di Battista sarebbe stato più forte di Berlusconi?
I problemi sono due. Il primo è la forbice sovrumana con Renzi: accettabile fino a 5, dolorosa attorno al 12 (due mesi fa si parlava di Renzi 34% e M5S al 22%), disastrosa con i quasi 20 punti attuali. Il secondo problema, forse ancora più grave, è la sopravvalutazione di se stessi. Perché insistere con ‘sto “vinciamonoi”? Perché credere ciecamente nel sorpasso (ma sorpasso de che?)? Perché dare quasi per certo il raggiungimento del 30% o giù di lì? Perché farsi così tanti autogol (“Se non vinco mi ritiro”, cit Grillo)? E’ ovvio che, giustamente, ora mezzo mondo li sfotte. E fa bene a sfottere.
Detta più chiaramente: numericamente è una sconfitta, ma visto le (folli) aspettative malamente alimentate è un’asfaltata. Non so da cosa sia dipesa tale sopravvalutazione: evidentemente i 5 Stelle si sono convinti che il mondo reale fosse la rete o la piazza piena. A furia di riempire piazze e collezionare “i like”, hanno forse dimenticato che l’Italia che vota è fatta anzitutto da chi in piazza non ci va mai e magari decide all’ultimo momento per chi votare. I milioni di indecisi, alla fine, li ha presi tutti Renzi

Grillo-Mughini

un italiano giovane e ambizioso che solitamente indossa una camicia bianca e che di nome fa Matteo Renzi, è quello che in campagna elettorale aveva schiamazzato e insultato meno di tutti. Aveva pronunziato parole sacrosante: "Cari elettori, non mandate in Europa dei buffoni". Per una volta gli italiani hanno ascoltato la voce della ragione. Allegria.

Grillo-Gomez


È stato poi un grave errore il rifiuto di andare a vedere il gioco di Renzi quando l’ex sindaco si era detto disposto a rinunciare alfinanziamento pubblico se il M5s avesse discusso con lui le riforme. Ed è infine stato sbagliato continuare a alzare i toni, quando era possibile rappresentare un’opposizione intransigente senza per forza ricorrere al dileggio o all’insulto dell’avversario. Apparire autorevoli e seri in una nazione popolata da una classe dirigente improbabile è un valore al quale non è più il caso di rinunciare.

Marce e retromarce

Lettera 7Grillo, errata corrige: "La nostra sarà una retromarcia trionfale".
Vittorio Abruxellesinvespa Distimicamente ExInFeltrito

domenica 25 maggio 2014

Al voto, al vuoto!



Lettera 10Signori, buon weekend e buon voto! E prepariamoci per lunedì: "Sì, però, rispetto alle circoscrizionali del 230 A. C. ...".
Vittorio Votante Distimicamente ExInfeltrito

mercoledì 21 maggio 2014

Bambocci buffoni ed elezioni



Lettera 1
Stavolta, Dago, sono costretto a scrivere in prima persona; per fatto personale. In Italia c'è un duello tra un presunto "bamboccio" (Grillo dixit) e un conclamato "buffone" (ego dixi). Il "buffone" vuol vincere le elezioni europee per provocare una crisi di governo e scalzare il "bamboccio" da Presidente del Consiglio; e con lui il Presidente della Repubblica; e con loro tutto il sistema. Sistema che, d'accordo, lo sappiamo tutti, ha molte cose che non funzionano. Questo sistema, comunque, mi consente di votare ed io, come sempre, convinto che il non-voto sia un regalo agli avversari, andrò a votare anche per queste europee. Magari ancora turandomi il naso, ma voglio votare.
Ebbene, il "buffone" ha qualche problemino con la democrazia; affari suoi e dei suoi seguaci? No: sono affari anche miei. Perchè? Perchè il "buffone" mi ricatta e non mi consente di esprimere liberamente il mio voto. Mi spiego. Io, a livello nazionale, sto dando fiducia a Renzi; tuttavia alle europee vorrei votare un candidato che stimo ma che non è del PD. In una situazione normale, lo farei tranquillamente. Ma noi ora siamo in una situazione in cui qualcuno vuole attribuire alle elezioni europee una valenza nazionale e, in caso di vittoria in Europa, minaccia sfracelli in Italia.
Ed io quegli sfracelli, non li voglio. E, se non li voglio, sono costretto a votare alle elezioni europee come se fossero elezioni italiane. E quelli, come il signor Beppe Grillo, che mi impediscono di votare come voglio io mi stanno oltremodo sulle balle e mi fanno proprio incazzare.

Vittorio Vaffalui Ex InFeltrito





mercoledì 27 febbraio 2013

venerdì 15 febbraio 2013

Massimo e minimo D'Alema

"Dopo le elezioni Monti potrà ottenere al massimo quello che non candidandosi avrebbe potuto ottenere al minimo."
Parole di D'Alema; che mente, quell'uomo...

mercoledì 30 gennaio 2013

Dieci mignotte per me posson bastareee...


Voterei Giannino ma non si è alleato con nessuno, Berlusconi l'ho sempre votato perché era il meno peggio. Ma pur di non far vincere la sinistra potrei turarmi di nuovo il naso e qualcos'altro". Poi le bordate, durissime, contro gli azzurri: "Le liste del Pdl mi fanno venire il vomito. Berlusconi ha ricandidato i soliti, con operazioni incomprensibili come mettere la Polverini nel Lazio che fa perdere i voti per la vicenda Fiorito. Ma non potevano metterla da un'altra parte, magari in Trentino?".
"Almeno dieci mignotte" - E ancora, sulla Polverini, Feltri spiega che "è un respingente, perché quella storia dei soldi ha indigato tutti". Quindi nel mirino di Vittorio ci finiscono i montiani: "Poi certe persone che volevano andare con Monti, vedi la Roccella, sono state ricandidate e premiate". Quindi il siluro più esplosivo: "Non siamo mica nati ieri - ha continuato Feltri - e sappiamo che ha candidato di nuovo delle mignotte. Sì, mi riferisco alla mignottocrazia, ho visto dei nomi che immediatamente richiamano alla mignottocrazia. E' cambiato troppo poco rispetto alle aspettative, la serietà delle persone è importante. Un censimento è difficile e vedendo le liste, volando basso, mi sono saltati agli occhi i nomi di una decina di mignotte, intese come persone che si adattano a fare qualsiasi cosa, che fanno quegli esercizi che non sono titolo di merito. Non è che se io faccio una scopata allora merito un aumento di stipendio". 

Vittorio Feltri