DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)
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venerdì 17 gennaio 2025

Dalle 5 stelle alla Mezza Luna: la carriera di Giggino



 

Lettera 18

Dagosapiens, Di Maio riconfermato nel Golfo (Persico, non di Napoli); dalle 5 stelle alla Mezza Luna; dalle bibite al petrolio. Esticazzi! Uno vale una fort…una!

Vittorio Grillorosicaelecinquestellestannoaguardare ExInfeltrito

giovedì 7 luglio 2022

Conte Tafazzi

 


Lettera 6

Dagosapiens, che differenza c’è tra Peppiniello e Tafazzi? Nessuna: tutti e non smettono di darsele sui testicoli.

Vittorio ConteMasoch ExInFeltrito

martedì 28 giugno 2022

La vacca Giggina

 


Lettera 20

Dagosapiens, sapessi come mi girano…! Ieri sul doppio mandato il purtroppo nostro Ministrello Di Maio ha detto che agli italiani non importa nulla di queste cose. Ha una bella faccia di bronzo il Pol...tronista per …(Sua) Eccellenza. Vogliamo ricordargli che lui e i suoi compagni distributori di illusioni sono stati votati per le loro promesse proprio su questo genere di cose?

Così diceva cinque anni fa:  “È un vero e proprio mercato delle vacche che va fermato. Per questi parlamentari contano solo la poltrona, il mega stipendio e il desiderio di potere.  Su di noi abbiamo applicato una regola chiara: chi cambia partito tradisce gli elettori, e quindi deve rimborsare il M5s”.  Beh, dopo aver abolito la (sua) povertà e aver promesso un (suo) futuro migliore, come diavolo pensa di poter rimborsare il suo ex-Movimento e i suoi disgraziati ex-elettori che avevano creduto a queste sue incredibili parole? Come ritrovare un po’ di dignità? Un suggerimento: andandosi a nascondere, risparmiando all’Italia la vista del suo bel faccino furbo e tornando da dove è partito, a vender bibite e non illusioni agli Italiani. Magari insieme agli altri illusionisti in capo Beppe e Peppiniello e a tutti i parlamentari che seguiranno il Ministrello nel SUO mercato delle vacche. Ma che vergogna questo ometto!

https://www.youtube.com/watch?v=6_LMZgigpLs

Vittorio Lavaccagiggina ExInFeltrito

domenica 13 febbraio 2022

BEPPE GRILLO IERI HA DETTO DI SENTIRSI IL CONDOM DEI CINQUE STELLE.

 


DOPO AVERE DEVASTATO DI SCEMENZE L’ITALIA, BEPPE GRILLO IERI HA DETTO DI SENTIRSI IL CONDOM DEI CINQUE STELLE.

Beppe Grillo, che prometteva una rivoluzione stellare, la cancellazione dei partiti e delle leadership ovvero degli sfruttatori maledetti, realizzata attraverso la rete, strumento post-rousseauiano della democrazia diretta, con la conseguente abolizione dei parlamenti, i probi cittadini come costanti legislatori e detentori del potere per il bene del popolo, e tramite loro sarebbero state cancellate le abnormi ricchezze, sconfitta la povertà, sbaragliata la disonestà, il mondo trasformato in un villaggio verde coi mulini a vento, una detonazione d'amore senza gas e petrolio, tutti a curarsi con erbe di campo coltivate da ex vampiri di Big Pharma, e aveva affidato questa rivoluzione, che in confronto Robespierre sembrava un impiegato dell'anagrafe, a un gruppo di senzatetto vagamente alfabetizzati, pressoché estratti a sorte e capaci - si è scoperto ieri - di scrivere una legge sul superbonus con un tale ingegno che i suddetti probi cittadini si sono rubati quattro miliardi di euro, di cui due e mezzo ormai irrecuperabili - due miliardi e mezzo di euro! Che non basterebbero le tangenti di ottanta Psi per assommarli - ed è finito nottetempo con lapis, visiera e mezze maniche a cercare il comma da opporre a un tribunale di Napoli per tenere in piedi questa combriccola di titani, e soprattutto per salvarsi le tasche, dopo avere devastato di scemenze un Paese che quanto a scemenze se la cavava benissimo senza il suo definitivo contributo, ecco, Beppe Grillo ieri ha detto senza pentimenti e senza imbarazzi di sentirsi il condom dei cinque stelle. 

In quanto fondatore, la testa giusta al posto giusto....

Mattia Feltri (La Stampa)

 

 

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giovedì 3 giugno 2021

Dagospia, lettera 16. MATTARELLA, PENSACI !

 LA LETTERA DI LUIGI DI MAIO AL FOGLIO LA LETTERA DI LUIGI DI MAIO

                                                                                AL FOGLIO

 

Lettera 16

Dagosapiens, al lungo elenco dei pentiti che abbiamo avuto in questo disgraziato Paese  -pentiti la cui credibilità è stata troppo spesso oggetto di dubbi-  si è aggiunto un nome: quello di Luigi Di Maio.

LA LETTERA DI LUIGI DI MAIO AL FOGLIO LA LETTERA DI LUIGI DI MAIO AL FOGLIO

Il nostro esimio Ministro degli Esteri, non contento della carriera che ha fatto grazie a Grillo, ai "Vaffa!" e al giustizialismo pentastellato, si è "pentito". Le virgolette sono d'obbligo dato che pare evidente il secondo fine del bibitaro: volare ancora più in alto nel cielo politico italiano.

E' ugualmente dubbio che con il suo stentato italiano Giggino sia stato in grado di scrivere "manu propria" quella  lettera; qualcuno gliela avrà scritta. Chissà: forse l'avvocato del popolo (popolo dei grillini)? Possiamo essere sicuri, invece, che non esce dalla penna del sommo Guru del M5s: questa volta l'irriducibile grillino Travaglio non ha potuto fare a meno di strigliare per bene e rimettere a riposo nella stalla i suoi due cavalli imbolsiti: Giggino e Giuseppi. Ma figurati se il Vate Quotidiano si rassegna a non provarci ancora col suo leguleio…

mario draghi luigi di maio 1 

Dunque, Dagosapiens, c’è solo da sperare che tu ti sbagli quando continui a dirci che Mattarella non accetterebbe un altro mandato. Abbiamo finalmente quale Capo del Governo una persona rispettata, ascoltata e, sì, anche temuta in Europa; e abbiamo come Presidente della Repubblica una persona seria e autorevole (al suo cospetto, i possibili candidati alla sua successione sembrano pupazzi).

Chi non chiede loro di restare ai loro posti è un incosciente; o uno che guarda all’interesse del proprio partito più che a quello dell'Italia.

Vittorio Mattarellapensaci! ExInFeltrito

 

 

lunedì 1 marzo 2021

Grillini astronauti verso Plutone

 

Lettera 4

Dagosapiens, per il cosmonauta Grillo e i suoi grillini “è arrivato il momento di andare lontano”. Volevo suggerir loro Marte ma là non li voglio tra i piedi (ci vado io per evitare Sanremo). Peccato perché su Marte la Nasa li avrebbe costretti a fare quel famigerato “streaming” con cui avevano abbindolato tanti poveri creduloni. 

Allora facciamo Plutone? Come dici Dago: è troppo lontano? Dài, ce la possono fare; gente che in quattro e quattr’otto è riuscita ad abolire la povertà -e senza che se ne accorgesse nessuno- è capace di tutto! Già me la vedo l’astronave M5s, che fila a tutta birra nello spazio con Conte-Spock al volante, Grillo motorista, Giggino vivandiere, Toninelli mozzo e Casalino di vedetta al finestrino!  Evvai, lontano, verso altri mondi!

Vittorio Lestellesonobellemilionidimilionilestelledei… ExInfeltrito

 




giovedì 22 ottobre 2020

Dagospia, Lettera 11. Casaleggio ministro?? Ma per favoreee...

 


Lettera 11

Dagosapiens, almeno questa l’abbiamo schivata: non avremo Casaleggio in un ministero. Non ci dice quale, per rispetto del titolare. E non ci dice il nome dello sciagurato che glielo ha offerto; per rispetto degli italiani?
Vittorio Gurugiocoliere ExInFeltrito


mercoledì 19 agosto 2020

Di Maio: "Mai con il PD"

 

MAI  CON  IL  PD 


Di Maio 1- «Il Movimento è nato in reazione al Pd, al loro modo di fare politica. E oggi offre uno stile nuovo».

Di Maio 2 – «Il Pd ha un’idea perversa del concetto di democrazia».

Di Maio 3: «Il Pd è un partito di miserabili che vogliono soltanto la poltrona».

Di Maio 4: «Il Pd si fa pagare da Mafia Capitale».

Di Maio 5: «Il Pd profana la democrazia».

Di Maio 6. «Nel Pd hanno una questione morale grande come tutto il Pd».

Di Maio 7. «Nel Pd sono ladri di democrazia».

Di Maio 8: «Il Pd è il simbolo del voto di scambio e del malaffare».

Di Maio 9: «Nel Pd ci sono gli assassini politici della mia terra, sono criminali politici».

Di Maio 10: «Il Pd fa politiche che favoriscono i mafiosi».

Di Maio 11: «Il Pd è da mandare via a calci».

Di Maio 12: «Il Pd ha i mesi contati, mandiamoli a casa».

Di Maio 13: «Il Pd è il partito dei privilegi, della corruzione e delle ruberie. A casa».

Di Maio 14: «Il Pd sta con le banche, manda sul lastrico i risparmiatori».

Di Maio 15: «Il Pd è responsabile di questo schifo».

Di Maio 16: «Il Pd è il male dell’Italia».

Di Maio 17: «Le misure economiche del Pd sono infami».

Di Maio 18: «Siamo noi l’unica alternativa al Pd».

Di Maio 19: «L’unica cosa che possiamo fare è invitare i cittadini a liberare l’Italia dal Pd».

Di Maio 20: «Non ci fidiamo del Pd».

Di Maio 21: «Parlare con il Pd è un suicidio».

Di Maio 22: «Escludo categoricamente qualsiasi alleanza col Pd».

Questa invece l’ultima affermazione sul PD: 

Di Maio 23: «Il nostro primo interlocutore è il Pd con l’attuale segretario e con le persone che in questi anni hanno lavorato bene».

lunedì 17 agosto 2020

giovedì 23 gennaio 2020

martedì 9 aprile 2019

Escile!

Certo che le pensano tutte 'sti 5 stelle per confondere il nemico in Parlamento: le bonazze con le tettone fuori!
Vittorio Escile ExInFeltrito

lunedì 25 marzo 2019

Travaglio bagnino

Lettera 22
Dagosapiens, in tre giorni due articoloni di Travaglio sui corrotti e disonesti del passato per non farci pensare a quelli del presente. Ennesima ciambella di salvataggio lanciata al suo scugnizzo Giggino. Che affoga mentre Salvini gliela frega. 
Vittorio Marcobagnino ExInfeltrito

martedì 26 febbraio 2019

Due mandati? Vaffa...!


Ecco l'ultima bufala di Di Maio: "Tetto di 2 mandati non si tocca"

Considerato per anni un dogma intoccabile da Grillo, Di Maio e Di Battista, ora il limite dei due mandati può essere superato.

Beppe Grillo il 10 marzo 2017 rivendicava: "Il M5S è una comunità di cittadini fondata su delle regole. Sono poche, chiare e semplici. Proprio per questo inamovibili. Una delle regole fondanti è quella dei due mandati elettivi a qualunque livello. Consigliere comunale, sindaco, consigliere regionale, parlamentare nazionale ed europeo. Questa regola non si cambia né esisteranno mai deroghe ad essa". E l'ex comico citava poi le parole di Gianroberto Casaleggio: "Ogni volta che deroghi ad una regola praticamente la cancelli".
Nell'agosto dello stesso anno, Di Maio gli faceva eco: "Dai noi vale la regola dei due mandati e vale anche per me. Nel Movimento 5 Stelle chi pensa di fare un terzo mandato è fuori". E due mesi dopo rincarava la dose: "Non sono diventato capo politico per abolire la nostra regola dei due mandati, è uno dei nostri asset fondamentali". Passano i mesi e la solfa non cambia: "Non cambieremo nulla perché io sono orgoglioso di una regola che c'e' nel Movimento: qui puoi fare due mandati e poi torni a casa. Guardate che ha un grande effetto: i cittadini così fanno un contratto a tempo determinato ai politici e gli dicono in dieci anni devi realizzare questo obiettivo".
Nemmeno due mesi fa, eravamo al 31 dicembre, Di Maio poi sembrava tranchant: "La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest'anno, né il prossimo, né mai. Questo è certo come l'alternanza delle stagioni e come il fatto che certi giornalisti, come oggi, continueranno a mentire scrivendo il contrario". 

La decrescita felice di Di Maio

I 5 Stelle passano dal 42 al 9%:


è la decrescita felice di Di Maio


NEL M5S SI APRE IL PROCESSO A DI MAIO DOPO LA SCONFITTA IN SARDEGNA - BEPPE GRILLO, DURANTE IL SUO SHOW A CATANIA, LANCIA STILETTATE: “SIETE IN DISSESTO, ANCHE ROMA È IN DISSESTO. CON CHI DEVO PRENDERMELA, CON DI MAIO? FORSE NON SIAMO ALL'ALTEZZA, SIAMO PRINCIPIANTI COME DICONO…”


CILIEGINA SULLA TORTA (ANDATA A MALE) DEI GRILLINI:

DI MAIO: "Non si canti la morte del cigno, questo governo durerà altri 5 anni e io sarò capo politico per altri 4 anni". 
"Non intendo avallare questo continuo comportamento che fa passare il Movimento come una forza politica incompetente. Siamo sempre più forti e coesi, porteremo a casa tutti i punti del contratto".


Tutto sommato, dal "Vaffa..." all' "Andiamoaffa..." il passo è stato breve. Il barcone carico di grillini affonda e s'alza il grido: "Si salvini chi può!". Ma a salvarli non c'è nemmeno una ong: il socio gli ha tolto pure quelle. 
Vittorio Tragediainmare ExInFeltrito


lunedì 25 febbraio 2019

M5s moribondo in Sardegna

Elezioni Sardegna, ecatombe M5s 

Di Maio perde 32 punti in un anno. 



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domenica 3 febbraio 2019

Di Battista: il furbetto delle stelle

L'IMPURO CHE DEPURA - MATTIA FELTRI: ''CON DI BATTISTA E SOCI SI È PASSATI DALL' ETICA DELLA PUREZZA AL RELATIVISMO DELL'IMPUDICIZIA. L'AZIENDA DELLA FAMIGLIA HA I DIPENDENTI IN NERO? 'BERLUSCONI FA PEGGIO'. GLI CHIEDONO 'QUANTO GUADAGNI AL 'FATTO'? E LUI RISPONDE 'PENSATE ALLE BUSTE PAGA IN RAI'. E POI DI MAIO…''

Mattia Feltri per ''La Stampa''

Siamo in recessione e la sbrilluccicosa sottosegretaria all' Economia, Laura Castelli, sa che le cose vanno da schifo, ma vanno da schifo perché prima andavano ancora più da schifo. La sintesi un po' tecnica è nostra, mentre il pensiero appartiene a un nuovo filone della filosofia analitica a cinque stelle di cui l' esponente più insigne è Alessandro Di Battista. 
Quando ha scoperto che l' azienda di famiglia - della quale è vanamente titolare al trenta per cento - vanta debiti con l' erario e con le banche, e annovera lavoratori in nero, Di Battista ha ammesso che effettivamente non sta bene, non si fa e però, ha aggiunto, perché non andiamo a vedere le origini della fortuna di Berlusconi?
Solo all' apparenza non c' è alcun nesso logico. In realtà questa formidabile branca della dialettica grillina consente di individuare astutissime vie di fuga. Ieri hanno chiesto a Di Battista della Sea Watch, e lui ha risposto: è molto peggio provocare una guerra in Venezuela. Inoppugnabile, a suo modo.

Gli domandano: ma quanto guadagni al Fatto? E lui scafatissimo: andiamo piuttosto a vedere le buste paga in Rai. Siamo a un passo successivo rispetto al più dozzinale Luigi Di Maio che, quando i guai toccarono a suo papà, replicò: e allora il papà di Renzi? O al basico Alessio Villarosa, esperto di banche del Movimento con un fratello a capo di una finanziaria che applicava tassi usurari: e allora la Boschi? In sette mesi di governo si è passati dall' Etica della Purezza al Relativismo dell' Impudicizia, per cui si consiglia di aggiornare l' aforisma: c' è sempre un impuro più impuro che ti depura.


sabato 2 febbraio 2019

La patria si salva dal Mississippi

02 febbraio 2019
M A   C H I   C . . . O   E'   M I M M O  P A R I S I  ???


Reddito di cittadinanza, 10 domande al governo su un mistero di nome Mimmo Parisi

Il vicepremier Luigi Di Maio lo ha presentato come nuovo presidente dell’Anpal e come colui che, tramite il sistema informatico creato nel Mississippi, rivoluzionerà i centri per l’impiego aiutando i navigator a incrociare domanda e offerta di lavoro. Ma c’è il pericolo di un conflitto di interesse.


(Da Linkiesta, editoriale di Francesco Cancellato)
Il reddito di cittadinanza è una misura molto importante. Perché ci costerà circa 7 miliardi di euro ogni anno. Perché ci è costato tanti punti di spread, un bel po' di denaro preso a debito e tanta credibilità in Europa. Ma anche e soprattutto perché sarà il principale strumento nelle mani dello Stato per combattere la disoccupazione e la povertà, due tra le più grandi emergenze sociali del nostro Paese. Per questo vogliamo che sia fatto bene, che sia efficace, che cambi davvero il welfare italiano - unico Paese europeo insieme alla Grecia a non avere uno strumento di sostegno universale al reddito.
Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo più preoccupati che speranzosi. Soprattutto, lo siamo a causa dell'opacità di cui si circondano le politiche attive del lavoro, quell'insieme di strumenti che dovrebbe consentire a ogni percettore del reddito di cittadinanza di formarsi, riqualificarsi e trovare un lavoro adatto alle proprie capacità e alle proprie aspettative. Un'opacità che, per ora, ha un nome, un cognome e un soprannome: Domenico "Mimmo" Parisi, il super esperto italo-americano chiamato dal ministro Luigi Di Maio a presiedere l'Anpal, l'Agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro.
(Dall'articolo de Linkiesta Reddito di cittadinanza, 10 domande al governo su un mistero di nome Mimmo Parisi)
È stato presentato come colui che decreterà il successo del reddito di cittadinanza, scelto dal vicepremier Luigi Di Maio per guidare l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal) e seguire la riforma dei centri per l'impiego. Ma prima d'ora nessuno aveva mai sentito parlare dell'italo-americano Domenico Parisi, detto Mimmo, classe 1966, originario di Ostuni, professore di Demografia e statistica all'Università Statale del Mississippi, Stati Uniti, e direttore del National Strategic Planning and Analysis Research Center. «Ci siamo conosciuti qualche mese fa alla Camera. Lui mi ha raccontato quello che sta facendo in Mississippi, con i centri per l'impiego e con gli strumenti di sostegno e di contrasto alla povertà, e ci ha conquistati tutti», ha detto Di Maio dal palco della convention Cinque Stelle per la presentazione del reddito di cittadinanza, presentandolo come futuro «capo dell'Anpal» (anche se la nomina ufficiale, controfirmata da parte del presidente della Repubblica, non è ancora avvenuta). Eppure ci sono delle domande che vorremmo fare al ministro Di Maio e al governo, prima di affidare un ruolo pubblico e una riforma centrale come quella dei centri per l'impiego a un esperto venuto dagli Stati Uniti di cui si sa poco o nulla, se non che ha inventato un software per l'incrocio della domanda e offerta di lavoro, e fondato proprio lo scorso maggio negli States una nuova società.
Uno. Come è stato scelto Mimmo Parisi in qualità di nuovo presidente di Anpal? 
Di Parisi non si sapeva nulla, fino al momento in cui Di Maio lo ha nominato come mentore nella riforma dei centri per l'impiego abbinata al reddito di cittadinanza. Quello che sappiamo, dal suo cv di 20 pagine che si trova online, è che Parisi ha conseguito un dottorato in "Sociologia rurale" nel 1998 e che dal 2007 è professore ordinario presso l'università del Mississippi, ateneo che si piazza al 177esimo posto su 312 nella graduatoria U.S. News & World Report College and University. Non esattamente il più importante tra gli atenei americani. In più, le questioni del lavoro non risultano centrali nelle pubblicazioni accademiche del professore. Nonostante questo, sappiamo anche che, attraverso il National Strategic Planning and Analysis Research Center, di cui è direttore, ha creato il Mississippi Works, una app che, utilizzando i Big Data, incrocia domanda e offerta di lavoro nello Stato del Mississippi.
Due. Come sono entrati in contatto Parisi e Di Maio? Come si sono conosciuti?
Ad oggi sappiamo, da quanto ha raccontato Di Maio, che si sono conosciuti «qualche mese fa alla Camera». Tramite una ricerca web si può sapere che Parisi ha tenuto una lezione sulle smart city nel settembre 2018 alla Libera Università Mediterranea Jean Monnet di Casamassima (Bari), fondata dall'imprenditore ed ex senatore di Forza Italia Giuseppe Degennaro. E che nell'agosto 2018 Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America, è stata la prima deputata italiana a fare visita alla Mississippi State University, partecipando a una conferenza con il professor Mimmo Parisi.
Tre. Perché per riformare i centri per l'impiego italiani è stato scelto un professore del Mississippi? E ancora: perché scegliere il modello di flexsecurity del Mississippi e non quello di un qualsiasi altro Stato europeo?
Da quello che ci risulta, come più volte ribadito anche da diversi esponenti Cinque Stelle, il ministro Di Maio ha incontrato nei mesi scorsi delegazioni di esperti dei centri per l'impiego tedeschi - un modello imitato da tutti in Europa - che avevano prospettato invece una riforma strutturale che sarebbe arrivata a compimento nel giro di quattro anni. Risulta strano non sia stata battuta questa strada, o quella di qualunque altro Stato europeo con un modello analogo, anche perché tutti i Paesi europei hanno un sostegno universale al reddito e un sistema di politiche attive del lavoro. Potevamo prendere ad esempio quelle francesi, spagnole, portoghesi, Paesi molto simili al nostro per composizione sociale e modello di sviluppo economico. Abbiamo scelto il Mississippi.

venerdì 1 febbraio 2019

Ma Conte ci è o ci fa?


Questa specie di governo composto da illusionisti e imbonitori-annunciatori al cui cospetto il fanfarone Renzi sembra un dilettante, di cani e gatti e da un Conte aspirante domatore (non eletto, vero Di Maio?), sostenuto ancora, nonostante l'evidenza dei fatti, da qualche milione di vaffanculisti sognatori e creduloni, seguaci di un pifferaio-grillo e di un casaleggio-eminenza grigia, sta facendo allegramente e ...Titanicamente rotta verso degli icebergs contro i quali c'è ben poco da fare, oltre a suonare vecchi ritornelli mentre si affonda. A meno che non si cambi rotta al più presto. Tra due mesi dovremo fare i conti con la clausola stabilita con Bruxelles, e quei conti saranno c...onti amari. Sveglia, gente! Che farete alle elezioni? Ancora testa ...tra le stelle e nutella in bocca? Non è il caso di rinsavire? Di capire che dichiarare guerra alla Francia in nome dell'Africa è una fanfaronata? Che inimicarci tutti non ci porta a niente??? Che fuori dall'Europa sarebbe un disastro e ci ca...erebbero ancora meno? Dài, sù, siamo seri e cerchiamo qualcuno di serio da votare alle Europee. C'è. E sta crescendo; siamo già sul 20-25%.  Si tratta della Lista di Calenda.