DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)
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martedì 13 febbraio 2024

Un uomo per tutte le stagioni

 




Lettera 11

Dagosapiens, pare che per la Rai sia difficile trovare un successore-kamikaze di Amadeus disponibile ad affrontare il probabile calo di ascolti. Eppure la soluzione ci sarebbe, con uno showman esperto di cali, di stelle e di stalle, di palazzi e di piazze, elegante ma col ciuffo, a suo agio con jet-set e popolino, e pure a buon prezzo: Peppiniello Conte!

Vittorio Unuomopertuttelestagioni ExInFeltrito

giovedì 1 febbraio 2024

Sinner e Travolta: un po' italiani

 



Lettera 2

Dagosapiens,

Pulp Fiction de noantri: “Mi chiamo Amadeus e risolvo problemi: Sinner mi ha dato buca, vieni tu Travolta”.

Vittorio Anchetravoltaèunpo’italiano... ExInFeltrito

Sinner non guida di notte

 



Lettera 5

Dagosapiens: “E dài Jannik, da Montecarlo a Sanremo son solo 40 kilometri; una sera fai un salto da me e poi te ne torni subito a casa!”. Niente da fare. C’è rimasto male Amadeus.

Vittorio Nonguidodinotte ExInFeltrito

 

lunedì 1 marzo 2021

Grillini astronauti verso Plutone

 

Lettera 4

Dagosapiens, per il cosmonauta Grillo e i suoi grillini “è arrivato il momento di andare lontano”. Volevo suggerir loro Marte ma là non li voglio tra i piedi (ci vado io per evitare Sanremo). Peccato perché su Marte la Nasa li avrebbe costretti a fare quel famigerato “streaming” con cui avevano abbindolato tanti poveri creduloni. 

Allora facciamo Plutone? Come dici Dago: è troppo lontano? Dài, ce la possono fare; gente che in quattro e quattr’otto è riuscita ad abolire la povertà -e senza che se ne accorgesse nessuno- è capace di tutto! Già me la vedo l’astronave M5s, che fila a tutta birra nello spazio con Conte-Spock al volante, Grillo motorista, Giggino vivandiere, Toninelli mozzo e Casalino di vedetta al finestrino!  Evvai, lontano, verso altri mondi!

Vittorio Lestellesonobellemilionidimilionilestelledei… ExInfeltrito

 




lunedì 24 febbraio 2014

mercoledì 13 febbraio 2013

Festival delle miserie. Ovvero: Spettacolo Italia.



Lettera 17

A Sanremo Crozza, come altri guitti prima di lui, ha voluto lanciare il suo guanto di sfida alla pavida Rai: "Vi faccio vedere io...". E anche lui ha dimostrato che non ci vuole poi molto a profanare il sacro palco dell'Ariston: al massimo si viene fischiati. Quel che è grave è che non abbia ancora capito che dando addosso ossessivamente a Berlusconi ottiene l'effetto contrario: porta più gente dalla parte della "vittima". 
Crozza sta imperversando; una sovraesposizione che forse non fa bene nemmeno a lui. La satira politica sta imperversando, sparando a zero di qua e di là; sembra che i nostri comici sappiano far ridere soltanto con la politica (e con qualche "cazzo" e "culo" messi qua e là). Non sorprendiamoci se imperversa il qualunquismo, soprattutto tra i giovani, grandi fruitori di ciò che in tv fa ridere e che poi viene rilanciato nel web. E non sorprendiamoci se a tutti noi la politica viene fuori dagli occhi; è diventata spettacolo; i talk-show sono i nuovi "Gran Varietà", Studio Uno", "Canzonissima", "Carramba". Ogni sera, ogni sera, in ogni rete, ore e ore di chiacchiere politiche con i vari siparietti ridanciani; l'Italia affonda ma il conduttore fa le domande ridendo, il politico cerca di ridere anche lui, il pubblico ride e applaude e avanti così. Arriva Sanremo e siamo all'apoteosi: becchi e bastonati, spariamo giulivi in eurovisione le nostre canzonette e le nostre miserie politiche. Non se ne può più. Un'overdose. Siamo strafatti.
Vittorio Incrozzato InFeltrito




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2. COME I FAZISTI HANNO DISTRUTTO SANSCEMO
Riccardo Bocca per L'Espresso.it
L'incidente non è stato un incidente ma una catastrofe di dimensione epica, per ciò che resta del tenero Crozza. All'improvviso, mentre sul palco stava strafottendo il solito nonno Silvio, qualcuno della sala l'ha contestato un po', gettando insulti per aria che sono entrati dentro i microfoni. «Vai a casa!!!!», starnazzavano i tali, «Pirla!!!!», è parso anche di udire. Idiozie e nient'altro che idiozie, veniva subito da pensare. O al massimo un buono spunto, per un satiro come Crozza, da cui partire ripiombando all'assalto.
SANREMO MAURIZIO CROZZA CONTESTATOSANREMO MAURIZIO CROZZA CONTESTATO
Invece no, è andata diversamente. È andata che l'ottimo Crozza - l'ottimo, e a dire il vero ipernoioso ieri sera Crozza - non ha retto l'imboscata.
Anzi, come un bambino sculacciato in piazza ha iniziando a guardarsi attorno, smarrito, cercando aiuto nelle vicinanze e salivando nel forlani style. Pessima immagine, vista dal divano. Ma soprattutto sintesi del danno che Fazio e sodali stanno arrecando al Festival di Sanremo.
Non soddisfatto di aver spremuto la memoria di giganti come De Andrè o il (rim)pianto Gaber, infatti, ora il partito fazista ha snaturato il pop totem della canzone italiana, trasformandolo da luna park del grottesco in educato recinto canoro. Errore! Tragico errore! Lo sbaglio degli sbagli che però non arriva a caso, ma è frutto di una supponenza alta quanto i tacchi di madame Littizzetto, fulgido esempio di nanotecnologie sfoggiate in scena.
SANREMO MAURIZIO CROZZA CONTESTATOSANREMO MAURIZIO CROZZA CONTESTATOSANREMO MAURIZIO CROZZA CONTESTATOSANREMO MAURIZIO CROZZA CONTESTATO
Il signor Fazio, infatti, ha provato da un lato a comporre un puzzle di qualità - da Raphael Gualazzi, ieri, a Daniele Silvestri -, mortificando però poi tutto con la beatificazione del compagno Toto Cutugno e dei vodkomani del coro russo. Per non parlare -anzi: parliamone- del depresshow di Maria Nazionale, figurina cantanapule dalla cui bocca sono usciti versi (per)versi come «E mo nun me fa cchiù stu terzo gradooo...».
Un tripudio della modestia, mi conscenta, però sempre agghindato da evento semiculturale.
SANREMO PRIMA SERATA jpegSANREMO PRIMA SERATA JPEG
O meglio. Nell'insieme, il trionfo fintochic delle buone cose di pessimo gusto che avrebbero fatto la gioia di Guido Gozzano; tanto piccine e taroccate da offendere il senso stesso del Festival, quantomai vivo e appagante quando non si vergogna di quello che è: una boiata pazzesca, per citare Paolo Villaggio prima che Fazio lo tumuli in uno dei suoi speciali.
SANREMO PRIMA SERATA jpegSANREMO PRIMA SERATA JPEG
Un'occasione di divertimento metamediatico, insomma, che nulla c'entra con la retorica del Giuseppe Verdi a inizio serata, e neppure con la scontata pioggia di tette, culi eccetera che miss Luciana ha regalato al pubblico. Alla fine, a rimanere nelle orecchie e occhi dei teledelusi, è stato il suono medio di medie canzoni, e l'imbarazzo di master Crozza per una volta depotenziato: non solo dai quattro provocatori, ma dalla fragilità creativa dell'intero spettacolo.
Mai più, lo giuri, dovrà esibirsi nei salottini di Fabio Gozzano.
Sempre sperando, s'intende, di non riscrivere le stesse parole per mastro Elio e le sue Storie tese: altre lucenti stelle che potrebbero brillare nella seconda serata.
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giovedì 21 giugno 2012

Cacca a Sanremo


Lettera 7
Fazio-strazio presenterà Sanremo.Valletta bionda: la Littizzetto. Manca ancora la bruna. Saviano?
Vittorio Nunziofilogamo InFeltrito

sabato 10 marzo 2012

Povera Luridona!

 Non mi ricordo più che cosa volevo dire. Proprio non mi viene in mente. Ma guarda tu...


Boh. Intanto carico questo video, che è proprio forte!
La canzone di Sanremo della povera Luridona: