"Benvenuti nella realtà a Di Maio e Salvini. Dopo aver giocato per anni con la propaganda facile attaccando fantomatici 'governi non eletti dal popolo', hanno scoperto ora che tutti i presidenti del Consiglio sono nominati dal Presidente della Repubblica, che servono le intese e che i governi devono ottenere la fiducia dal Parlamento".
Martina
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
_____________________________________________________________________________
Quando Roberto Fico diceva “Mai con la Lega”
Oggi che il forno del MoVimento 5 Stelle con la Lega ha riaperto i battenti con la benedizione di un fornaio d’eccezione, è bene ricordare l’autorevolezza con cui l’attuale terza carica dello Stato, ovvero il presidente della Camera Roberto Fico, si esprimeva a proposito di un’alleanza con la Lega. L’ultima volta che Fico si è espresso risale al gennaio 2018 ed era stato chiarissimo e limpido come l’acqua trasparente che fuoriesce da una fonte di roccia purissima: “La stampa ogni tanto si lancia in certe cose, ma vi garantisco che mai noi saremo alleati con la Lega anche dopo il voto: siamo geneticamente diversi”.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------
_________________________________________________________________________________
La TAV già spacca l’alleanza Lega-M5S?
Adesso però è la Lega a stoppare i grillini: “Siamo contenti dell’accordo fra Salvini e Di Maio, a Torino permetterà di dare le risposte che servono ai problemi del territorio, incluso il completamento della linea Tav Torino-Lione”, dice Fabrizio Ricca, capogruppo del Carroccio in consiglio comunale a Torino. E lo fa proprio mentre Laura Castelli su Facebook ribadisce, all’insaputa dei suoi alleati, che l’era delle grandi opere inutili è finita.
-------------------------------------------------------------------------------------------------
ALTRI TEMPI
Quando Luigi Di Maio diceva che chi si allea dopo le elezioni frega il voto agli italiani...
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------
__
I VOLTAFACCIA DEI 5 STELLE
Che cosa è cambiato dal 2012 ad oggi? Praticamente tutto. Poco dopo
ci furono le elezioni europee, quelle dove Renzi trionfò con il 40% dei
voti. Una tornata elettorale che ha visto i cinque stelle cambiare
totalmente faccia rinnegando tutte le tematiche antieuropeiste e
passando in breve tempo a “fare l’occhiolino” agli elettori di sinistra.
A dimostrazione di questa tesi ci sono i numerosi slogan che si
alternarono in quei mesi: “siamo il sogno di Enrico Berlinguer”, gridava
Grillo dal palco di una manifestazione di Roma; “non ho mai detto di
voler uscire dall’euro”, altro slogan gridato durante la campagna
elettorale per “Pizzarotti sindaco” a Parma. Stesso copione in
Parlamento: prima votano l’operazione Mare Nostrum e
l’abolizione del reato di clandestinità mentre in contemporanea Grillo
si schiera contro l’immigrazione e il “ritorno della tubercolosi” sul
suo blog, poi votano l’operazione Frontex, quella che consente
alle nostre navi di salvare migranti nelle acque internazionali per poi
schierarsi contro le ONG, proprio quelle navi che grazie ai voti
pentastellati foraggiano l’invasione e riempiono le nostre coste di
migranti. Sul tema della famiglia i grillini invece riescono in
un’impresa incredibile: riescono ad essere più a sinistra del PD. Sul
DDL Cirinnà infatti il Movimento Cinque Stelle si astiene perché nel
provvedimento oltre alle unioni civili non sono previste le adozioni per
le coppie omosessuali. Stesso discorso per lo Ius soli: prima
favorevoli, poi una volta che hanno realizzato quanti voti avrebbero
perso hanno espresso parere contrario, nonostante Roberto Fico (uno dei
più importanti esponenti cinque stelle) avesse più volte ribadito che
una legge sullo Ius Soli è necessaria e quella proposta dal governo Gentiloni era tutto sommato “una buona legge”. Schizofrenia pura.
Poco più di un anno fa il Movimento Cinque Stelle riesce ad imporsi
anche nelle amministrative conquistando Roma con Virginia Raggi e Torino
con Chiara Appendino. Un banco di prova importante con il quale i
pentastellati vogliono dimostrare di saper governare delle grandi città.
Dopo poco tempo però iniziano a combinarne di tutti i colori: la Raggi
viene prima indagata per delle nomine, poi viene arrestato il suo vice
Raffaele Marra, prima dice si alle Olimpiadi poi fa dietrofront e opta
per il no, nonostante in campagna elettorale si era schierata contro gli
“sgomberi coatti e senza garanzie” di Marino lei fa più o meno lo
stesso sfrattando decine e decine di famiglie italiane dai propri
alloggi abitativi senza dar loro nessuna alternativa e allo stesso tempo
propone di superare i campi rom fornendo alle famiglie nomadi assegni
mensili di 800 euro più alcuni bonus di migliaia di euro per spingerli a
comprarsi casa e a mandare i figli a scuola. E non è finita qui,
l’ultima follia è stata quella di pagare una squadra di “mental coach”
per motivare i rom e convincerli ad andare a lavorare e giuro, perché ci
teniamo a precisarlo, è tutto vero, non siamo in una puntata di
“Scherzi a Parte”.
A Torino invece la sindaca Appendino ha deciso di promuovere la
cultura islamica all’interno delle scuole, costringendo gli studenti
degli istituti superiori torinesi a visitare una moschea durante il
periodo del Ramadan. Tutto questo mentre a Bruxelles, nelle stanze del
Parlamento Europeo, avviene l’impensabile: Beppe Grillo, da buon “anti
europeista”, prima critica la Brexit, poi abbandona il gruppo
parlamentare di Nigel Farage (tra i promotori dell’uscita dall’Unione
Europea della Gran Bretagna) e chiede ai suoi iscritti di scegliere un
altro gruppo parlamentare. Voi, da persone intelligenti, penserete che
“Beppe l’antieuropeista” abbia scelto di transitare in “Europa delle
Nazioni e della Libertà”, il gruppo di Marine Le Pen e Matteo Salvini.
Assolutamente no. Nella votazione online l’opzione ENL nemmeno viene
menzionata, Beppe Grillo infatti propone ai suoi iscritti di aderire
all’ALDE, il gruppo dei liberali, lo stesso di Mario Monti, la costola
parlamentare più europeista di Bruxelles per intenderci. Dopo questa
“scellerata” decisione Marco Zanni, antieuropeista e ex grillino, decise
di transitare all’interno di ENL assieme alla Lega Nord. Pochi giorni
dopo avviene l’ennesimo colpo di scena: i liberali di ALDE respingono
Grillo che è costretto a fare marcia indietro, torna a elogiare la
Brexit e rincasa all’interno del gruppo di Farage, come se non fosse
successo nulla. Infine è di pochi giorni fa un’intervista in cui Luigi
di Maio, probabile candidato premier dei cinquestelle, elogia Emmanuel
Macron, il liberale europeista sostenuto da praticamente tutte le forze
politiche francesi, che con il suo movimento “En Marche” ha trionfato
contro Marine Le Pen. Una parabola incomprensibile che non lascia spazio
a dubbi: i grillini sono complici, non si tratta più di inesperienza o
di casualità, stanno tradendo i loro elettori e continuano a farlo come
se nulla fosse.
Oltre il 94 per cento dei votanti su Rousseau ha approvato il contratto
di governo tra Lega e Movimento 5 stelle. Dei 44.796 iscritti che hanno
votato sulla piattaforma online grillina, sono stati 42.274 a benedire
il programma di governo, a fronte di soli 2.522 contrari (tra i quali, comunque, c'è stato anche qualche parlamentare).
In ogni caso, il Sacro Blog ha emesso il suo verdetto e lo ha fatto in
modo repentino. La votazione è stata infatti annunciata solo questa
mattina alle 10 e si è conclusa alle 20. In palese contrasto, peraltro,
con lo Statuto del Movimento, che al punto 4 parla chiaro: "La
consultazione in Rete è indetta con avviso sul sito internet del
Movimento 5 Stelle, con preavviso di almeno 24 ore". Talmente chiaro che
Lorenzo Borrè, l'avvocato difensore di decine di grillini dissidenti e
bestia nera di Beppe Grillo e Davide Casaleggio, già prevede possibili
ricorsi.
--------------------------------------------
21.5.2018
Lettera 3
Caro Dago, dovevano governare "da soli", con Di Maio premier o comunque "mai con un tecnico". Governeranno con la Lega e il candidato 5 Stelle non guiderà il governo ma ci sarà un professore. La prossima promessa di Di Maio è: "Non cederemo ai poteri forti". Così sappiamo già cosa ci aspetta.
Rob Perini
----------------------------------------------------
Caro Dago, ma se Di Maio diventa ministro del Lavoro, alla Cultura chi ci va? Il re degli ignoranti?
Scottie
--------------------------------------------------
Lettera 8
Caro Dago, "Abbiamo chiuso su nome del premier e squadra di governo e speriamo che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani". Salvini dev'essere uscito di testa. Nessun italiano ha votato per l'alleanza Lega-M5S: erano avversari.
Riccardo Porfiri
----------------------------------------------------
Clamorosa svolta del MoVimento 5 Stelle Puglia sullo
scottante tema dell’infestazione di Xylella che affligge gli ulivi pugliesi. In occasione della visita dei Commissari europei, che valuteranno lo stato delle operazioni di contenimento per la diffusione del batterio responsabile del Co.Di.Ro. i pentastellati pugliesi cambiano verso e
chiedono di procedere con gli abbattimenti. Eradicazioni definite “chirurgiche” ma che sempre abbattimenti sono.
Proprio quelle che i 5 Stelle hanno combattuto per anni.
Quando il MoVimento 5 Stelle sposava le tesi complottiste della Procura di Lecce
Sembrano passati secoli da quando il MoVimento 5 Stelle festeggiava la sospensione del piano di abbattimenti predisposto dal Comissario governativo Silletti. Invece era
poco meno di tre anni fa quando sul suo sito ufficiale il M5S Puglia accoglieva il sequestro della Procura di Lecce che bloccava le eradicazioni
sostenendo che «le argomentazioni sostenute dai magistrati
sono esattamente le stesse sulle quali si incardinava la mozione M5S». Mozione con la quale i pentastellati eletti al Consiglio regionale chiedevano di bloccare le eradicazioni degli ulivi infetti.

Per la cronaca
le argomentazioni su cui si basava l’inchiesta della Procura di Lecce erano totalmente
anti-scientifiche e complottiste. Al punto che
nella famosa ordinanza della Procura si incolpavano i ricercatori dell’Università di Bari, dell’Istituto agronomico del Mediterraneo (Iam) di Valenzano e il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura Basile Caramia, sospettati di essere i principali responsabili dell’introduzione del batterio della
Xylella Fastidiosa in Italia. Per mesi i ricercatori indagati
sono stati considerati dalla popolazione gli untori che hanno portato la Xylella in Puglia.