DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)
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domenica 13 febbraio 2022

BEPPE GRILLO IERI HA DETTO DI SENTIRSI IL CONDOM DEI CINQUE STELLE.

 


DOPO AVERE DEVASTATO DI SCEMENZE L’ITALIA, BEPPE GRILLO IERI HA DETTO DI SENTIRSI IL CONDOM DEI CINQUE STELLE.

Beppe Grillo, che prometteva una rivoluzione stellare, la cancellazione dei partiti e delle leadership ovvero degli sfruttatori maledetti, realizzata attraverso la rete, strumento post-rousseauiano della democrazia diretta, con la conseguente abolizione dei parlamenti, i probi cittadini come costanti legislatori e detentori del potere per il bene del popolo, e tramite loro sarebbero state cancellate le abnormi ricchezze, sconfitta la povertà, sbaragliata la disonestà, il mondo trasformato in un villaggio verde coi mulini a vento, una detonazione d'amore senza gas e petrolio, tutti a curarsi con erbe di campo coltivate da ex vampiri di Big Pharma, e aveva affidato questa rivoluzione, che in confronto Robespierre sembrava un impiegato dell'anagrafe, a un gruppo di senzatetto vagamente alfabetizzati, pressoché estratti a sorte e capaci - si è scoperto ieri - di scrivere una legge sul superbonus con un tale ingegno che i suddetti probi cittadini si sono rubati quattro miliardi di euro, di cui due e mezzo ormai irrecuperabili - due miliardi e mezzo di euro! Che non basterebbero le tangenti di ottanta Psi per assommarli - ed è finito nottetempo con lapis, visiera e mezze maniche a cercare il comma da opporre a un tribunale di Napoli per tenere in piedi questa combriccola di titani, e soprattutto per salvarsi le tasche, dopo avere devastato di scemenze un Paese che quanto a scemenze se la cavava benissimo senza il suo definitivo contributo, ecco, Beppe Grillo ieri ha detto senza pentimenti e senza imbarazzi di sentirsi il condom dei cinque stelle. 

In quanto fondatore, la testa giusta al posto giusto....

Mattia Feltri (La Stampa)

 

 

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sabato 6 ottobre 2018

Di Maio in peggio



Luigi Di Maio, il principe delle fake news, titolo nobiliare guadagnato annunciando dal balcone di Palazzo Chigi di aver sconfitto la povertà sulla base di una finanziaria di cui non ha ancora scritto nemmeno i numeri, accusa il Gruppo Espresso di essere produttore di fake news. Meglio, sostiene che I giornali stanno morendo perché producono fake news.
E se questa è la vera ragione della crisi della carta stampata, viene da dire che abbiamo almeno trovato anche la ragione per cui anche la popolarità di Di Maio sta calando rovinosamente. Lo scrive Pagnoncelli oggi sul Corriere, ma siamo certi che, quando tocca i pentastellati, si tratti di fake news.
Come si vede, scherzare sugli attacchi ai giornalisti e sul vittimismo da parte dei 5stelle è piuttosto facile. Di serio, in tutta questa commedia dell'arte delle dichiarazioni contro la stampa, c'è un solo elemento: che i 5 stelle vogliono davvero la testa del Gruppo Espresso. Operazione del resto annunciata fin dall'inizio della legislatura con un'azione di moralizzazione pubblica affidata al senatore Crimi. Il gruppo Espresso era tra gli obiettivi citati e, a questo punto, si può dire che è anche il principale obiettivo.
Le ragioni per focalizzare sul nostro gruppo sono ovvie, ma le ripeto così che nessuno possa dire che non avevamo avvertito. 1) infamare la reputazione di un grande gruppo come quello dell'Espresso serve bene alla tipica tattica pentastellata di "picchiarne uno per educarne cento", tattica molto efficace in questo panorama di cuor di leone di cui è fatta l'editoria italiana; 2) smantellare il Gruppo Espresso secondo i Pentastellati libererebbe lettori e risorse che immaginano di poter redistribuire all'editoria amica (una idea che una fake news in sé); 3) soprattutto, il Gruppo Espresso fa cocciutamente, e intende continuare a fare, opposizione all'attuale governo.
Non temete. Non intendo a questo punto fare la solita tirata sulla libertà di stampa. Che i Cinque Stelle vogliano tutto questo non mi sconvolge e non mi scandalizza. Ogni premier nel mondo degli ultimi 30 anni, ha avuto un aggressivo approccio ai media. Tanto per dire, avanzo il nome di Blair che con I suoi consiglieri è stato l'architetto-avvelenatore del rapporto media-politica, per citare, con tutte le dovute sfumature, Clinton, Putin, Matteo Renzi e Donald Trump.
Il giornalismo è un potere, ed è legittimo che la politica voglia toglierselo dai piedi. Quello che trovo noioso, fino al punto di essere stucchevole, è il bisogno dei Pentastellati di nascondere questa lotta estrema fra due poteri. Il bisogno di coprire le loro tracce interpretando sempre Cappuccetto Rosso e mai il lupo. Persino quando sono al governo ormai da mesi e con percentuale di consenso politico assoluto.
Questo scontro media-politica non si presta a nessuna retorica. Né quella della libertà, né quella della santità.
Noi giornalisti siamo qui. Anello debole di una catena stretta fra gli editori e la politica. Ma non siamo vittime. Siamo anzi perfettamente in grado di decidere cosa vogliamo, cosa facciamo e scriviamo. Sappiamo che le nostre scelte sono pubbliche e accettiamo che ne subiremo, nel bene e nel male, le conseguenze, come è sempre successo.
Sarebbe utile che, da parte della politica, i Pentastellati arrivassero a loro volta, uno di questi giorni, mesi o anni, alla maturità di ammettere i loro appetiti, il loro infinito desiderio di potere. Facendo infine come hanno fatto tutti I grandi leader - dare al mondo la forma che loro vogliono, senza nel frattempo pretendere anche di avere il plauso di tutti. Anche di chi non è d'accordo con loro.

lunedì 9 giugno 2014

Balle e ballottaggi



Egr. Direttore,
certo che la capacità di molti giornali di distorcere la realtà è sorprendente - e premetto che sono un elettore di centrodestra, e scrivere ciò mi pesa molto - ma, dopo i corposi e pensosi titoli sugli esiti dei ballottaggi vorrei far notare che i numeri della "sconfitta" di Renzi sono i seguenti :
Capoluoghi al ballottaggio 16
Capoluoghi al PD 10
Capoluoghi a FI 3
Capoluoghi a M5S 1
Capoluoghi alla LEGA 1
Capoluoghi ad altri 1
Se la sconfitta è conquistare i due terzi dei capoluoghi dove si è votato, mi auguro che prossima volta il mio schieramento perda sonoramente (vorrà dire che avrà fatto il 100% di preferenze).
con cordialità, Alessandro V.