DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)
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mercoledì 28 agosto 2019

Le 5 pippe di Conte


Lettera 14
Dagosapiens, dunque l’ex-premier non tornerà a insegnare “un minuto dopo” la fine del suo mandato, come dichiarato in passato ma avremo un Conte bis?  Certo, l'uomo è presentabile, ben visto in Europa e da Trump (!); ma non ti sorprende una cosa: che una persona della sua intelligenza stia con i 5 Stelle?? 
Vittorio Cinquepippe ExInFeltrito

venerdì 11 maggio 2018

Promesse a 5 Stelle


"Benvenuti nella realtà a Di Maio e Salvini. Dopo aver giocato per anni con la propaganda facile attaccando fantomatici 'governi non eletti dal popolo', hanno scoperto ora che tutti i presidenti del Consiglio sono nominati dal Presidente della Repubblica, che servono le intese e che i governi devono ottenere la fiducia dal Parlamento".

Martina

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m5s lega fascista
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Quando Roberto Fico diceva “Mai con la Lega”

Oggi che il forno del MoVimento 5 Stelle con la Lega ha riaperto i battenti con la benedizione di un fornaio d’eccezione, è bene ricordare l’autorevolezza con cui l’attuale terza carica dello Stato, ovvero il presidente della Camera Roberto Fico, si esprimeva a proposito di un’alleanza con la Lega. L’ultima volta che Fico si è espresso risale al gennaio 2018 ed era stato chiarissimo e limpido come l’acqua trasparente che fuoriesce da una fonte di roccia purissima: “La stampa ogni tanto si lancia in certe cose, ma vi garantisco che mai noi saremo alleati con la Lega anche dopo il voto: siamo geneticamente diversi”.
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Il MoVimento 5 Stelle è passato dal dire no alla TAV alla posizione di “ridiscutere il progetto” nel contratto di governo con la Lega. Quando nel M5S si sono accorti della possibile gaffe elettorale nei confronti dei No-TAV Di Maio e gli altri hanno cominciato a dire che ridiscussione vuol dire cancellazione, anche di fronte agli altolà in arrivo dalla Francia.

La TAV già spacca l’alleanza Lega-M5S?

Adesso però è la Lega a stoppare i grillini: “Siamo contenti dell’accordo fra Salvini e Di Maio, a Torino permetterà di dare le risposte che servono ai problemi del territorio, incluso il completamento della linea Tav Torino-Lione”, dice Fabrizio Ricca, capogruppo del Carroccio in consiglio comunale a Torino. E lo fa proprio mentre Laura Castelli su Facebook ribadisce, all’insaputa dei suoi alleati, che l’era delle grandi opere inutili è finita.
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ALTRI TEMPI


Quando Luigi Di Maio diceva che chi si allea dopo le elezioni frega il voto agli italiani...

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I VOLTAFACCIA DEI 5 STELLE

Che cosa è cambiato dal 2012 ad oggi? Praticamente tutto. Poco dopo ci furono le elezioni europee, quelle dove Renzi trionfò con il 40% dei voti. Una tornata elettorale che ha visto i cinque stelle cambiare totalmente faccia rinnegando tutte le tematiche antieuropeiste e passando in breve tempo a “fare l’occhiolino” agli elettori di sinistra. A dimostrazione di questa tesi ci sono i numerosi slogan che si alternarono in quei mesi: “siamo il sogno di Enrico Berlinguer”, gridava Grillo dal palco di una manifestazione di Roma; “non ho mai detto di voler uscire dall’euro”, altro slogan gridato durante la campagna elettorale per “Pizzarotti sindaco” a Parma. Stesso copione in Parlamento: prima votano l’operazione Mare Nostrum e l’abolizione del reato di clandestinità mentre in contemporanea Grillo si schiera contro l’immigrazione e il “ritorno della tubercolosi” sul suo blog, poi votano l’operazione Frontex, quella che consente alle nostre navi di salvare migranti nelle acque internazionali per poi schierarsi contro le ONG, proprio quelle navi che grazie ai voti pentastellati foraggiano l’invasione e riempiono le nostre coste di migranti. Sul tema della famiglia i grillini invece riescono in un’impresa incredibile: riescono ad essere più a sinistra del PD.  Sul DDL Cirinnà infatti il Movimento Cinque Stelle si astiene perché nel provvedimento oltre alle unioni civili non sono previste le adozioni per le coppie omosessuali. Stesso discorso per lo Ius soli: prima favorevoli, poi una volta che hanno realizzato quanti voti avrebbero perso hanno espresso parere contrario, nonostante Roberto Fico (uno dei più importanti esponenti cinque stelle) avesse più volte ribadito che una legge sullo Ius Soli è necessaria e quella proposta dal governo Gentiloni era tutto sommato “una buona legge”. Schizofrenia pura.
Poco più di un anno fa il Movimento Cinque Stelle riesce ad imporsi anche nelle amministrative conquistando Roma con Virginia Raggi e Torino con Chiara Appendino. Un banco di prova importante con il quale i pentastellati vogliono dimostrare di saper governare delle grandi città. Dopo poco tempo però iniziano a combinarne di tutti i colori: la Raggi viene prima indagata per delle nomine, poi viene arrestato il suo vice Raffaele Marra, prima dice si alle Olimpiadi poi fa dietrofront e opta per il no, nonostante in campagna elettorale si era schierata contro gli “sgomberi coatti e senza garanzie” di Marino lei fa più o meno lo stesso sfrattando decine e decine di famiglie italiane dai propri alloggi abitativi senza dar loro nessuna alternativa e allo stesso tempo propone di superare i campi rom fornendo alle famiglie nomadi assegni mensili di 800 euro più alcuni bonus di migliaia di euro per spingerli a comprarsi casa e a mandare i figli a scuola. E non è finita qui, l’ultima follia è stata quella di pagare una squadra di “mental coach” per motivare i rom e convincerli ad andare a lavorare e giuro, perché ci teniamo a precisarlo, è tutto vero, non siamo in una puntata di “Scherzi a Parte”.
A Torino invece la sindaca Appendino ha deciso di promuovere la cultura islamica all’interno delle scuole, costringendo gli studenti degli istituti superiori torinesi a visitare una moschea durante il periodo del Ramadan. Tutto questo mentre a Bruxelles, nelle stanze del Parlamento Europeo, avviene l’impensabile: Beppe Grillo, da buon “anti europeista”, prima critica la Brexit, poi abbandona il gruppo parlamentare di Nigel Farage (tra i promotori dell’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna) e chiede ai suoi iscritti di scegliere un altro gruppo parlamentare. Voi, da persone intelligenti, penserete che “Beppe l’antieuropeista” abbia scelto di transitare in “Europa delle Nazioni e della Libertà”, il gruppo di Marine Le Pen e Matteo Salvini. Assolutamente no. Nella votazione online l’opzione ENL nemmeno viene menzionata, Beppe Grillo infatti propone ai suoi iscritti di aderire all’ALDE, il gruppo dei liberali, lo stesso di Mario Monti, la costola parlamentare più europeista di Bruxelles per intenderci. Dopo questa “scellerata” decisione Marco Zanni, antieuropeista e ex grillino, decise di transitare all’interno di ENL assieme alla Lega Nord. Pochi giorni dopo avviene l’ennesimo colpo di scena: i liberali di ALDE respingono Grillo che è costretto a fare marcia indietro, torna a elogiare la Brexit e rincasa all’interno del gruppo di Farage, come se non fosse successo nulla. Infine è di pochi giorni fa un’intervista in cui Luigi di Maio, probabile candidato premier dei cinquestelle, elogia Emmanuel Macron, il liberale europeista sostenuto da praticamente tutte le forze politiche francesi, che con il suo movimento “En Marche” ha trionfato contro Marine Le Pen. Una parabola incomprensibile che non lascia spazio a dubbi: i grillini sono complici, non si tratta più di inesperienza o di casualità, stanno tradendo i loro elettori e continuano a farlo come se nulla fosse.

Oltre il 94 per cento dei votanti su Rousseau ha approvato il contratto di governo tra Lega e Movimento 5 stelle. Dei 44.796 iscritti che hanno votato sulla piattaforma online grillina, sono stati 42.274 a benedire il programma di governo, a fronte di soli 2.522 contrari (tra i quali, comunque, c'è stato anche qualche parlamentare). In ogni caso, il Sacro Blog ha emesso il suo verdetto e lo ha fatto in modo repentino. La votazione è stata infatti annunciata solo questa mattina alle 10 e si è conclusa alle 20. In palese contrasto, peraltro, con lo Statuto del Movimento, che al punto 4 parla chiaro: "La consultazione in Rete è indetta con avviso sul sito internet del Movimento 5 Stelle, con preavviso di almeno 24 ore". Talmente chiaro che Lorenzo Borrè, l'avvocato difensore di decine di grillini dissidenti e bestia nera di Beppe Grillo e Davide Casaleggio, già prevede possibili ricorsi.
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21.5.2018
Lettera 3
Caro Dago, dovevano governare "da soli", con Di Maio premier o comunque "mai con un tecnico". Governeranno con la Lega e il candidato 5 Stelle non guiderà il governo ma ci sarà un professore. La prossima promessa di Di Maio è: "Non cederemo ai poteri forti". Così sappiamo già  cosa ci aspetta. 

Rob Perini
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Caro Dago, ma se Di Maio diventa ministro del Lavoro, alla Cultura chi ci va? Il re degli ignoranti?
Scottie
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Lettera 8
Caro Dago, "Abbiamo chiuso su nome del premier e squadra di governo e speriamo che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani". Salvini dev'essere uscito di testa. Nessun italiano ha votato per l'alleanza Lega-M5S: erano avversari.
Riccardo Porfiri
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Clamorosa svolta del MoVimento 5 Stelle Puglia sullo scottante tema dell’infestazione di Xylella che affligge gli ulivi pugliesi. In occasione della visita dei Commissari europei, che valuteranno lo stato delle operazioni di contenimento per la diffusione del batterio responsabile del Co.Di.Ro. i pentastellati pugliesi cambiano verso e chiedono di procedere con gli abbattimenti. Eradicazioni definite “chirurgiche” ma che sempre abbattimenti sono. Proprio quelle che i 5 Stelle hanno combattuto per anni.

Quando il MoVimento 5 Stelle sposava le tesi complottiste della Procura di Lecce

Sembrano passati secoli da quando il MoVimento 5 Stelle festeggiava la sospensione del piano di abbattimenti predisposto dal Comissario governativo Silletti. Invece era poco meno di tre anni fa quando sul suo sito ufficiale il M5S Puglia accoglieva il sequestro della Procura di Lecce che bloccava le eradicazioni sostenendo che «le argomentazioni sostenute dai magistrati sono esattamente le stesse sulle quali si incardinava la mozione M5S». Mozione con la quale i pentastellati eletti al Consiglio regionale chiedevano di bloccare le eradicazioni degli ulivi infetti.
M5S PUGLIA XYLELLA ERADICAZIONI - 1



Per la cronaca le argomentazioni su cui si basava l’inchiesta della Procura di Lecce erano totalmente anti-scientifiche e complottiste. Al punto che nella famosa ordinanza della Procura si incolpavano i ricercatori  dell’Università di Bari, dell’Istituto agronomico del Mediterraneo (Iam) di Valenzano e il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura Basile Caramia, sospettati di essere i principali responsabili dell’introduzione del batterio della Xylella Fastidiosa in Italia. Per mesi i ricercatori indagati sono stati considerati dalla popolazione gli untori che hanno portato la Xylella in Puglia.

mercoledì 25 aprile 2018

Di Battista: "Mai alleanze con chi ha distrutto il Paese o lascio il M5S"

M5s-Pd, il solo fatto che Fico discuta con il nemico giurato è una presa in giro.

Blog di Andrea Viola, su Il Fatto Quotidiano, 24.4.18

Le novità politiche sono talmente tante e quasi rivoluzionarie per il partito di Luigi Di Maio che sarebbe troppo facile continuare a evidenziare tutto le contraddizioni degli esponenti grilini. Il solo fatto che in questo momento Fico, a nome dei Cinquestelle, stia discutendo con il nemico giurato chiamato Pd, è un fatto di per sé beffardo. Gli spunti di riflessione sono enormi. Si potrebbe dire ad esempio: nascono tutti incendiari e poi muoiono pompieri. Ma troppo banale. In circa 50 giorni dalle passate elezioni politiche non si sente più volare una mosca contro il Pd.

Tutto dimenticato. Ma a parte queste facili critiche è forse importante analizzare alcuni aspetti fondamentali della vicenda politica di questi mesi. La giustificazione di tutto è il fantomatico Contratto politico che offre il partito di Di Maio. Dieci punti privi di reale e concreto approfondimento ma che soprattutto non tengono più conto delle enormi promesse elettorali fatte in precedenza.
In tutto questo, sembra che finalmente gli ex antisistema siano scesi dalla Luna e approdati sulla Terra. Insomma, si sono accorti che non hanno vinto le elezioni e che per governare occorre allearsi con qualcuno. Il caro e vecchio inciucio. Ma ora per evitare facili ironie si cambia anche il lessico a quello che sta accadendo.
Le domande al popolo grillino sono e sarebbero tante. Ad esempio, siete stati interpellati e avete votato per scegliere l’alleanza di governo? Avete, per caso assistito in streaming alle discussioni o alle telefonate fra Di Maio e Salvini? State per caso sentendo i dialoghi fra Fico e il Pd? Avete votato in Rete per scegliere i dieci punti del fantomatico Contratto politico da sottoporre agli altri partiti? Insomma la risposta la conosciamo: assolutamente NO.

Ora, le solite risposte dovranno essere evitate. Perché, se per caso il Pd (spero personalmente di no) si alleasse con il Movimento 5 Stelle, automaticamente i miei post tanto odiati dai tifosi grillini dovrebbero diventare bellissimi e condivisi. Diventeremmoalleati di governo. Una grande burla.
Scherzi a parte il problema è serio perché riguarda l’Italia e non le poltrone. Se in questi anni non ci fosse stata un’esagerata guerra contro Matteo Renzi e contro il Pd questa situazione oggi non sarebbe così drammatica ed imbarazzante. Si è voluto, con l’aiuto di una parte dell’informazione, colpire il vero cambiamento e la novità portata avanti con coraggio da Renzi.
Si è voluto boicottare il referendum costituzionale per fare un dispetto a Renzi mentre in realtà ci ha solo perso l’Italia e lo stesso Movimento 5 Stelle. Oggi se il referendum fosse passato ci sarebbe stato un chiaro vincitore e forse un governo 5Stelle. Invece, ha prevalso la logica della distruzione ad ogni costo per influenzare l’opinione pubblica e cercare di ottenere consensi sulle ceneri del Pd. Ma guarda il destino, ora il Pd è diventato un ipotetico e unico alleato per dare vita a un governo del Movimento 5Stelle.

Tutto sarebbe lecito e possibile. Però lasciatemelo dire. In questi anni solo perché si apparteneva al Partito democratico eravamo irrisi e demonizzati senza alcuna distinzione.
La guerra politica è finita? Avete deciso così?
Benissimo, abbiate almeno l’umiltà di chiedere scusa e forse qualcosa per l’Italia ancora è possibile farlo.
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Di Battista: "Mai alleanze con chi ha distrutto il Paese o lascio il M5S"

https://www.youtube.com/watch?v=Z5kyeXqzEfQ
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“Traditori, se andate col Pd veniamo a prendervi a casa”. La rabbia nel mondo pro M5S.

La torsione improvvisa del Movimento verso il Pd è stata, forse, un po’ troppo improvvisa persino per i suoi standard. È indicativo che i commenti del blog delle stelle, quello rimasto alla Casaleggio (dopo la migrazione di Grillo altrove), siano spessissimo di questo tenore: «Dopo 11 anni, prendo atto che si è passato dal vaffanculo, al Pd. Credo che il prossimo vaffanculo gli italiani lo daranno a voi. Che delusione». Oppure: «Ritorniamno al vaffa e ci prendiamo il 50%». O ancora: «La più grande cazzata dopo il week-end è questa qui (storpiando una famosa canzone di Jovanotti). Sono contrario a qualsiasi accordo con il Pd e se il Pd dovesse dire di si io andrò via e mi tessererò con la Lega».
(La Stampa, 25.4.18)




giovedì 5 gennaio 2017

Grillo "povero" a cinque stelle.


Dopo la pubblicazione dei suoi auguri di Natale – una citazione di Goffredo Parise dal titolo ''Il rimedio è la povertà'' – molti avranno pensato che Beppe Grillo si fosse andato a rifugiare in un monastero dell'Alta Badia, per "godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario e non superfluo, il vestiario necessario, la casa necessaria e non superflua", come recitava il testo che campeggiava sulla homepage del suo blog.
Fuochino. La destinazione del Garante del Movimento 5 Stelle era un po' più a sud. Malindi, Kenya, per l'esattezza. Non è la prima volta che Beppone sceglie di svernare sulla costa dell'Oceano Indiano: due anni fa apparvero su ''Chi'' le foto dei suoi bagni in piscina nel resort di Flavio Briatore.
Eppure, nei giorni delle feste il blog è stato attivissimo (dopo mesi in cui languiva senza fare molta notizia), con numerosi articoli firmati proprio da Grillo, che ha anche trasmesso il suo contro-discorso di fine anno la sera del 31 dicembre. Ecco, mentre sul blog appariva il video (''in streaming''), in cui Beppe appare seduto davanti alla sua libreria di casa a Genova, lui era in realtà seduto al cenone di Malindi. Circondato da nobildonne, vip e amici vari, ha passato parte della serata al telefono a dare direttive ai suoi collaboratori.
Due giorni fa, digerito il cotechino (o la sua alternativa kenyota), Beppone è stato poi avvistato in "Sardegna 2". No, non ha preso un volo per la sua adorata Porto Cervo: era a Watamu, una lingua di sabbia bianca a nord di Malindi, soprannominato Sardegna 2 per le sue acque cristalline. Anche lì telefonava senza sosta: stava preparando la sua proposta per una ''giuria popolare per le balle dei media'' che tanto ha fatto arrabbiare Chicco Mentana.

Questa notizia naturalmente scatenerà le ire dei sostenitori grillini: ''Lui non ha rubato i soldi, può spenderli come vuole'', o ''tutto falso, siete solo dei rosiconi pidioti'', ecc. ecc. Non c'è nessuna malizia: come pubblichiamo le foto di Alessia Marcuzzi e Federica Pellegrini alle Maldive, così raccontiamo le vacanze del leader politico che 10 giorni fa (non 15 anni fa, quando ancora aveva lo yacht e la Ferrari che si era conquistato grazie al suo talento comico) sceglieva queste frasi per augurare Buon Natale agli italiani:
Povertà e necessità nazionale sono i mezzi pubblici di locomozione, necessaria è la salute delle proprie gambe per andare a piedi, superflua è l’automobile, le motociclette, le famose e cretinissime “barche”.
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A U G U R I    A   5  S T E L L E  !!!

giovedì 6 ottobre 2016

Adda venì Beppone!




Lettera 3
"Adda venì Baffone!" Bè, invece di Stalin è arrivato Beppone (Grillo), col suo "Basta opinioni". Bè, si dirà, sono cavoli dei 5 Stelle. Sarà; ma se al governo invece del ducetto di Rignano ci ritrovassimo i raggi...rati dal ducetto di Genova e dal fantasma di Casaleggio, caro Dago non dirmi che sarebbe meglio.
Vittorio Addavenìbeppone? ExInFeltrito

mercoledì 28 gennaio 2015

5 stelle o albergo a ore?

Altri dieci scappano dall' Hotel Grillo. Dalle loro recensioni negative par di capire che più che di hotel a 5 stelle trattasi di albergo a ore (contate).
Vittorio Tripadvisor ExInFeltrito

martedì 27 maggio 2014

Il Grillo ha sparlato troppo


PIAZZE PIENE, URNE VUOTE - PANSA: GRILLO HA COMMESSO L’ERRORE FATALE DI PENSARE CHE LE TUTTE PERSONE IN PIAZZA EQUIVALESSERO A VOTI, QUANDO INVECE SI VOLEVANO GODERE UNO SHOW ...A GRATIS



Piazze piene, urne vuote. L'aveva già detto sessant'anni fa il leader socialista Pietro Nenni, durante la campagna elettorale del Fronte popolare nell'aprile 1948.Comunisti e socialisti erano convinti di vincere non soltanto perché avevano un'arroganza senza limiti, ma poiché vedevano un mare di gente ai loro comizi. Nenni era più schietto di Palmiro Togliatti e un giorno se ne uscì con quella profezia.



Molto azzeccata, dal momento che le sinistre persero il confronto con la Democrazia Cristiana guidata da Alcide De Gasperi. Nel Movimento Cinque stelle nessuno ha avuto l'accortezza di rammentare il monito di Nenni al generalissimo Beppe Grillo. Lui si era convinto di vincere. Sino all'ultimo lo ha garantito alle sue truppe e ai possibili elettori strillando: «Vinciamo, anzi stravinciamo, abbiamo già vinto!».Non si rendeva conto di avere di fronte un'illusione ottica: una serie di piazze stracolme.
Da comico patentato, avrebbe dovuto pensare che quelle migliaia di persone stavano lì per godersi un show senza pagare il biglietto. Non lo ha fatto. Si è costruito da solo il proprio disastro. E adesso vediamo il perché. Il primo motivo sta nel carattere di Grillo. Lui è uno spaccone, un ganassa direbbero in Lombardia.
Mentre dalle mie parti, nel Basso Piemonte, userebbero per lui una espressione curiosa: è uno sgiafelaleon, il tipo che si crede capace di prendere a schiaffi anche i leoni. In versione pagliaccesca, piuttosto che da carogna. Il capo stellare si è sempre presentato così al proprio pubblico.
Con l'aiuto gratuito dei media televisivi, sempre disposti a mandare in onda personaggi e spettacoli da catalogare sotto la rubrica «Strano,ma vero». L'elenco delle prodezze di Grillo è impressionante. Si va dall'impresa fisico-sportiva di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina per comiziare in Sicilia, sino a quelle politico-minacciose.

Mi è rimasto impresso ciò che ha detto martedì 20 maggio, nell'entrare a Montecitorio per impartire ai suoi gli ultimi ordini prima del voto europeo. Mentre attendeva l'ascensore,ha scorto due commessi e non ha resistito al gusto della battuta sadica: «Quando verremo qui, licenzieremo un po'di questi signori!». Renato Brunetta ha commentato: «Ai commessi è andata bene, perché Grillo non li ha invitati a fare un giro in auto sul suo Suv».

Tutte offerte, giorno dopo giorno, dal suo blog, testimonianza non contestabile del piacere di stupire e, insieme,di mettere paura. Grillo non ha mai perso l'occasione per presentarsi come uno pronto a schiaffeggiare i leoni. Anche quando non li aveva di fronte.

Il Grillo trionfante ci lascia in eredità un ritratto penoso di se stesso. Costruito senza prudenza con una serie infinita di ganassate. Dopo la vittoria, faremo i processi ai politici, agli imprenditori, ai giornalisti. Indagheremo a fondo sui loro patrimoni nascosti, sulle falsità, sulle infedeltà fiscali.
Il pugno duro non risparmierà nessuno, come dimostrano le espulsioni dei parlamentari stellati che rifiutano di obbedire ai miei comandi.Grillo era talmente sicuro del proprio potere assoluto da non temere di contraddirsi.Dopo aver vietato per mesi a senatori e deputati di andare in tivù, all'improvviso gli ha imposto di presentarsi a tutti i talkshow.
BEPPE GRILLO NUOTA NELLO STRETTO DI MESSINABEPPE GRILLO NUOTA NELLO STRETTO DI MESSINA
Con il risultato di mostrare la fragilità di tanti dei suoi. E Grillo non è stato il solo a montarsi la testa.Anche il suo socio Gianroberto Casaleggio ha pisciato fuori dal vaso, per usare un lessico da bar. Aveva sempre taciuto, nella convinzione che il mistero lo rendesse più forte. Ma quattro giorni prima del voto europeo, ha regalato al «Fatto quotidiano» un'intervista sterminata, scritta da Marco Travaglio.
Due paginate pompose e incaute che si chiudevano con tre parole rischiose. Alla domanda se credesse davvero che i grillini sarebbero arrivati davanti al Partito democratico, Casaleggio ha risposto: «Ci credo veramente». Travaglio gli ha ricordato che Grillo diceva spesso: «Se perdo le elezioni europee, mi ritiro».
Replica del guru: «Non ci credo, non è il tipo. Lo dice ogni tanto, per stanchezza. Ma anche lui persegue l'obiettivo di portare i Cinque Stelle al governo. Poi magari si ritira un minuto dopo. Anche se lo fanno ministro». Però Grillo seguita a ripetere la medesima solfa. E spesso la completa con una spiegazione che non deve sfuggirci: «Se perdomi ritiro,perché non sono adatto a questo paese!».
È un corollario interessante dal momento che apre uno spiraglio sulla vera ragione del disastro elettorale del suo partito.Non essendo adatto all'Italia di oggi,Grillo ha commesso l'errore fatale per un leader politico: non ha saputo capire come sono fatti gli italiani del 2014. Siamo da sempre un popolo di moderati che non amano le avventure.
grilloGRILLO
Lo prova il fatto che per quasi cinquant'anni abbiamo mandato al governo la Democrazia Cristiana. Pure chi votava il Pci di Togliatti, di Longo e di Berlinguer sapeva di affidarsi a una parrocchia che aveva rinunciato alle velleità rivoluzionarie o estremiste. E garantiva una stabilità senza troppe scosse. Oggi l'Italia è un paese spaventato dalla crisi economica globale.
GRILLO A SAN GIOVANNIGRILLO A SAN GIOVANNI
Teme di diventare sempre più povero. Se possiede dei risparmi in banca, ha paura di vederli falcidiati o addirittura sparire. Le tasse lo opprimono. Per non parlare del resto: la burocrazia strapotente, la criminalità organizzata, l'immigrazione clandestina senza controllo. Anch'io faccio parte di questa Italia. E come milioni di altri cittadini, non amo il caos, rifiuto i politici incapaci, pasticcioni,velleitari.
beppe grillo a firenzeBEPPE GRILLO A FIRENZE
Respingo chi promette miracoli che non è in grado di fare. Penso che al governo ci debba stare chi si adopera a farci uscire dal buio sempre in agguato.Magari sbagliando qualche passaggio, però senza traumi eccessivi. In una parola, non avrei votato Grillo neppure con una rivoltella puntata alla nuca. Ma oggi il Super comico stellare ha la metà dei voti conquistati dal Pd di Matteo Renzi.
E' un parolaio dimezzato, un predicatore che si èmesso il tappo in bocca da solo.Rimarrà sulla scena a romperci i corbelli, come temo, oppure ci offrirà la sorpresa di ritirarsi a vita privata nella villona ligure? E' troppo presto per azzardare un pronostico. Sarà più interessante vedere quale uso farà di questa vittoria il presidente del Consiglio. L'unico augurio che mi sento di inviare a Renzi è di nonmontarsi la testa.
Grillo Napoli IMG U C F U UND x LaStampa NAZIONALE k UE U UND x LaStampa it
Quello di domenica 25 maggio è un trionfo legato a tutte le promesse di riforma che ci sta offrendo. Usi con giudizio la grande occasione che gli hanno offerto gli elettori, compresi i tanti che non possono certo dirsi tifosi del Partito democratico. Infine dimostri di avere una sola certezza: la guerra alla crisi continua e la strada per arrivare alla vittoria sarà ancora lunga, lunga, lunga.

(G. Pansa) 

giovedì 27 febbraio 2014

Errare humanum, Travagliare diabolicum.

Travaglio si chiede "se è davvero democrazia chiamare ogni tanto i cittadini alle urne, incassarne i voti su un certo programma e usarli per fare esattamente l'opposto". A parte il fatto che ciò, nella democrazia ...individualista italiana, accade anche semplicemente perchè le alleanze si rivelano poco solide e poco durature; ma il nostro dovrebbe anche chiedersi altre due cose: 1) se sia davvero democrazia agire seguendo un guru-profeta "non-democratico" e un'entità misteriosa come quel tale Casaleggio; 2) se sia davvero credibile che i 5 Stelle possano governare da soli. Comunque, un po' di retromarcia sui grillini Travaglio la sta facendo, pur cercando in tutti i modi di non darlo troppo a vedere. D'altra parte, due belle cantonate le ha già prese con Di Pietro e Ingroia e si può capire quanto sia difficile ammettere di averne presa una terza con il Grillo del "vaffa" e del "tutti a casa!". Già: molto difficile, per un "so-tutto-io", il cui narcisistico personaggio appare sempre più costretto nell'angolo del sarcasmo, delle battute e delle smorfiette saccenti. Alla faccia del suo idolo Montanelli.
Vittorio Errarehumanumtravagliarediabolicum InFeltrito

lunedì 30 settembre 2013

Brancaleone torna a casa

Lettera 6
"Se gli Italiani votano ancora PDL o PD, me ne vado". Realizzando che alle prossime elezioni l'armata brancaleone dei 5 stelle allo sbando, alias "Casaleggio & Associati", si ridurrebbe a 4 gatti, il condottiero si prepara a scendere gloriosamente da cavallo e a cambiar mestiere.
Vittorio Tuttiacasa InFeltrito

lunedì 22 aprile 2013

Un altro Traraglio

Se, parlando dell'età, Marco Traraglio sceglie Mugabe per accostarlo a Napolitano sceglie di usare un linguaggio grillesco che la dice tutta. E se lo stesso Traraglio dice poi che ora Grillo dovrà parlare con un linguaggio diverso vuol proprio dire che spera nell'impossibile. Traraglio riesce a cambiare il suo, di linguaggio? Provi a farlo, magari "facendo violenza a se stesso". 
Credere ancora nella costruttività del grillismo è un illusione non degna di un cervello che funziona.