DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)
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venerdì 24 luglio 2020

Raggi al Governo a ratti a Roma



Lettera 9

Dagosapiens, leggo: “Pressing sulla Raggi per evitare la candidatura che porterebbe a una sconfitta certa; in cambio le è stato offerto un posto da sottosegretario nel governo”. E’ stata sempre contestata per ciò che non ha fatto per la disgraziata capitale d’Italia; e dunque?  Va premiata con un posto nel governo? Non le si dovrebbe dire invece: “Ciao e torna al lavoro che facevi prima!” ?
Vittorio Romakaputtmundi ExInFeltrito

mercoledì 15 febbraio 2017

Travaglio Raggi-rato



Lettera 3
Ci sono ancora dubbi sul perche' Travaglio si arrampichi sugli specchi per difendere la Raggi? Perche' se cade la Bambolina-matrioska cade Grillo. E cade il giocattolino di Grillo, l' M5s. E cade la credibilita' dello stesso Travaglio: dopo le toppate con Di Pietro, Ingroia e Grillo nessuno scommetterebbe piu' un centesimo sul fiuto politico del sommo vate del giornalismo italiano.

Vittorio Marcoraggirato ExInFeltrito

sabato 11 febbraio 2017

Patata bollente e pistola fumanti

Patata bollente 

pistola fumanti


Il caso del nostro titolo di ieri, Patata bollente, riferito alla vicenda tribolata di Virginia Raggi, è paradigmatico dello strabismo che affligge il mondo politico e quello dei media. Attivisti di partito e cronisti usano due pesi e due misure nel valutare i fatti, anche i più semplici. Ne diamo immediata dimostrazione. Il 15 gennaio 2011 Libero se ne uscì con lo stesso titolo succitato: Patata bollente. Ma nessuno se ne scandalizzò, zero polemiche, zero accuse di sessismo al nostro quotidiano.

Sapete perché, cari lettori? Allora, quel titolo era dedicato (identica posizione in prima pagina, apertura) non certo alla Raggi bensì a Ruby Rubacuori, la minorenne che, stando alle notizie dell' epoca, dilettava le serate di Silvio Berlusconi a Villa San Martino di Arcore. Capito l'antifona? Se ti occupi delle ragazze che allietavano le cene eleganti dell'ex premier puoi tranquillamente scrivere che si trattava di patate bollenti. Ovvio, di Silvio potevi dire di tutto, e delle sue amiche, idem. Lui era definito da varia stampa nano, caimano eccetera. E loro, le fanciulle, erano impunemente liquidate quali escort e anche peggio. È evidente la malafede. Sei anni orsono non ci fu anima che abbia osato criticare Libero per il medesimo titolo riservato ieri alla sindaca di Roma. Come se Ruby avesse minor dignità umana rispetto alla Virgo potens.
Pubblichiamo la documentazione di quanto abbiamo asserito da cui risulta, incontestabilmente, che i soloni del politicamente correttocambiano parere sul linguaggio a seconda delle persone oggetto di attenzione. Ruby, dato che stava col Cavaliere, era considerata alla stregua di uno straccio col quale era lecito lustrarsi le scarpe, mentre la Raggi che ha triplicato, per affetto, lo stipendio al suo Romeo, che a sua volta ha regalato a lei, ignara, una polizza da 30 mila euro, non può essere sfiorata nemmeno con una patata né bollente né fredda. Ma vi sembra, questo, un metodo accettabile?
Nel presente numero di Libero spicca una foto ricavata dal sito di Beppe Grillo. Guardatela, rimarrete a bocca aperta davanti a cotanta volgarità.

Accusano noi di sessismo e dimenticano che il Movimento 5 stellenacque col vaffaday, cioè con l'ideologizzazione del vaffanculo. D' accordo che il culo è neutro, maschile e femminile, però non è più chic della patatina fritta. Perfino Matteo Salvini in questa circostanza ha espresso solidarietà a Virginia. Ne siamo sorpresi. Solidarietà di che? Di casta?
Noi siamo cronisti e raccontiamo quello che vediamo con una scrittura il più colloquiale possibile, e tu Salvini, che pur ci conosci, per fare il figo ti allei coi grillini allo scopo di crocefiggerci come se fossi una qualsiasi Boldrini? Scusa, ma ti senti bene?
Poi ci sono Di Maio e una schiera di pentastellati che ci insultano secondo il loro stile, dimenticandosi di essere essi stessi i teorici del vaffanculo su cui hanno fondato successi elettorali incomprensibili sul piano logico. Non sanno i verbi ma sono verbosi. Non sanno parlare ma straparlano. Ignorano che i giornali di opinione se non avessero una opinione non avrebbero senso di esistere, e non è obbligatorio che tale opinione coincida con quella di Grillo.
E veniamo all'Ordine dei giornalisti. Mi informano che il presidente nazionale, Iacopino, considera il nostro titolo disgustoso. Gli farei notare che, sei anni fa, era già al vertice della corporazione, ma non si accorse del trattamento che usammo per Ruby, identico a quello usato ora per la Raggi. Il che significa che per lui Virginia è di una razza superiore a quella della marocchina?

Spero di non offendere nessuno se affermo che siamo di fronte a un plotone di esecuzione formato da "pistola fumanti". Gente che spara alla cieca per adeguarsi al conformismo più vieto. Non abbiamo la pretesa che si condividano le nostre idee. Ci accontentiamo di poterle esprimere senza dover affrontare tribunali speciali. Siamo sessisti? Forse. Ma noi lo siamo a parole, e gratis. Altri lo sono in pratica e si fanno triplicare la paga solo perché vogliono bene a chi gliela dà. La paga. E magari non solo quella.

di Vittorio Feltri
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GRILLO E LE DONNE (degli altri)

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12301490/patat-bollente-beppe-grillo-sputtanato-quando-insultava-donne-boschi-carfagna-rita-levi-montalcini.html

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IL SESSISMO DEI 5 STELLE

http://www.unita.tv/focus/la-risposta-di-libero-ecco-tutte-le-volte-in-cui-il-m5s-e-stato-sessista/

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lunedì 6 febbraio 2017

Raggi & Travaglio

D A G O S P I A 

Lettera 14
Dago, a proposito della Raggi, hai notato? Quando mai capita di leggere un articolo di Travaglio nel quale non ci siano sfotto', nomignoli, prese in giro e ridicolaggini varie? Nemmeno una, per la Raggirata. Che Travaglio stia poco bene? A sua insaputa?
Vittorio Amiainsaputa ExInFeltrito

lunedì 19 dicembre 2016

Spett. Ditta Casaleggio, Grillo, Associati e Dissociati


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In un paese serio sarebbe già in campo un'iniziativa legale per lo scioglimento di un movimento reazionario come quello di Grillo. I giornali, nel frattempo, cazzeggiano.


L’informazione italiana è andata per anni ormai appresso al vaffanculo di Gribbels, ha registrato senza troppe emozioni l’affermazione di un antipartito fuorilegge che impone penali per contratto al principio costituzionale della libertà di mandato, ha scortato in video e in pagina e on line (non dimentico mai i sottili guasti della badessa Lucia Annunziata) vecchi marpioni come Rodotà-tà-tà e nuovi furbetti come Di Battista-ta-ta e Di Maio-yo-yo, e ora se la cava con quattro fesserie sul garantismo o sui tecnici alla Marra che “Travaglio poteva-non-sapere” e che “ci vorrebbe il napalm sui palazzi per estirpare questa genia estranea alla purezza degli onesti”.
Sono buffoni, ma non viene nemmeno più da ridere. Sono un veterano delle campagne contro i moralizzatori moralizzati, contro quelli che gabbano il popolo bue con il mito nazista della trasparenza razziale antipolitica, fanno pasticci indecenti con le leggi e la Costituzione, poi alimentano i forconi e i loro arresti squadristici, infine si ritrovano in manette o estromessi dalla politica con poca dignità e misteriosamente perché qualcosa di sordido pare non quadri (un Marra braccio destro di una Raggi, un Di Pietro braccio violento della legge e infiniti altri datori di lezioni finiti dietro la lavagna della corruttela). L’anno prossimo fanno vent’anni dalla campagna del Mugello contro il pm della Mercedes e dei cento milioni cash in scatola da scarpe che ha fatto la rivoluzione di mani Pulite, dico di Mani Pulite, e poi come faranno mille altri dopo di lui si è messo in politica con il sostegno corale di D’Alema Prodi Veltroni a fare controllo di legalità tra gli applausi dementi della folla e delle tricoteuses del giornalismo italiano corrivo. Un veterano ormai perfino rauco, che non ha più voglia nemmeno di parlarne, figuriamoci l’impressione del caso Marra-Raggi, l’eterno ritorno dell’identico.
Che c’entra il garantismo?  A parte che gli assegni circolari sono assegni circolari, il costruttore Scarpellini è Scarpellini, anche un deficiente dovrebbe capire che la questione saliente non sta lì, dove si farà un processo più serio della fantasmagoria di Mafia Capitale e si vedrà, ma nella bambolina imbambolata fatta sindaco di Roma a furor di popolo bue, spinta avanti, ché a lui gli viene da ridere, dal comico goebbelsiano che vuole distruggere e ha già mezzo distrutta la democrazia italiana a colpi di insulti, minacce squadriste  e in alleanza con una società commerciale che in nome di Rousseau pretende cose che solo gli estortori pretendono dagli eletti del popolo, la penale. In un paese serio sarebbe già in campo da mesi un’iniziativa legale per lo scioglimento di un movimento reazionario e fuorilegge che mette una rete opacamente  controllata da affaristi al servizio di un progetto politico di eversione delle isituzioni, da aprire come scatole di tonno.
Invece ho vistoun compassato e mesto Enrico Mentana che, data la stessa misura alla storiella di Sala e alla fosca vicenda del Campidoglio, nella scaletta furbetta del suo Tg, cazzeggia sulla comparsata del disturbatore Paolini mentre sta fingendo di raccontare il vertice dei 5 stelle nella camera di un albergo di passo occupato da Gribbels e invaso da questuanti vari del nuovo potere, finti leader, amici e nemici di una sindaca che non è compos sui, e che non vuole o non può, forse non può, riconoscere il Marra che è vicino a lei e dietro di lei, “uno dei ventitremila dipendenti comunali di Roma”. Il veterano si sente preso per i fondelli, ovvio, e si domanda: un vertice? Va bene che l’avventura di Berlusconi e un po’ mia è cominciata da quelli che Mentana, passeggiando nel parco di Arcore, derideva con humour “I protocolli dei Savi di Arcore”, va bene che la seconda Repubblica ha dell’informale, e che oggi la Trump Tower decide della Casa Bianca tra marmi pacchiani e ori luccicanti, ma qui si tratta dell’albergo qualunque, del comico che viene a fare il turista politico da Genova di quando in quando, qui è una farsa tragica senza capo né coda, non c’è neanche il tentativo di dare una forma accettabile, decorosa, a un processo politico sedicente rivoluzionario. Un vertice? Una riunione privata fuori controllo, un via vai di non si sa chi, un tentativo primitivo e selvaggio di imporre come classe dirigente la solita accozzaglia di frustrati e portavoce della frustrazione sociale diffusa. Invece di seguire passo passo, deliziata, lo sfarinarsi della democrazia in Italia, una informazione che si voglia libera e responsabile dovrebbe sostituire la critica, l’analisi, la denuncia alla sociologia della crisi dappoco alla quale si è rassegnata, non senza voluttà, dando il calcio d’avvio telegenico alle campagne grilline più sconcertanti. I carabinieri che finora non hanno potuto o voluto denunciare per tentato sequestro di persona i forconi di Osvaldo Napoli, e si sono limitati a interpellarli con un genile “chi è lei?”, dovrebbero entrare in quell’albergo e chiedere ai mandanti dello sfascio italiano risibile, grottesco, magari gentilmente: “ma chi è lei?”.

giovedì 6 ottobre 2016

Adda venì Beppone!




Lettera 3
"Adda venì Baffone!" Bè, invece di Stalin è arrivato Beppone (Grillo), col suo "Basta opinioni". Bè, si dirà, sono cavoli dei 5 Stelle. Sarà; ma se al governo invece del ducetto di Rignano ci ritrovassimo i raggi...rati dal ducetto di Genova e dal fantasma di Casaleggio, caro Dago non dirmi che sarebbe meglio.
Vittorio Addavenìbeppone? ExInFeltrito

mercoledì 5 ottobre 2016

Grillo raggi...ante e raggi...rante



Lettera 13
Grillo era un comico e comico resta. Predestinato. Anche a sua insaputa. TG1, ieri sera: a Roma, mentre sale in macchina si complimenta con i netturbini e dice con aria convinta e soddisfatta: "Roma è davvero più pulita". Poco dopo, in un servizio successivo, scorrono le immagini di quel merdaio che è il parco del Colle Oppio.
Vittorio Grilloraggi...ante ExInFeltrito

giovedì 8 settembre 2016

De luca, Di Maio e la bambolina imbambolata


Oggi abbiamo visto cosa combina la bambolina che doveva salvare Roma...
https://www.youtube.com/watch?v=hrEF88kUh9Q







E abbiamo visto cosa c'è cosso al vestitino di Di Maio: niente.
https://www.youtube.com/watch?v=Yw-Qn41uYYA

E Grillo e la sua tribù hanno illuso il 25% di italiani.