DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)

lunedì 26 maggio 2014

Grillo-Pansa


All’inizio la storia dei Cinque stelle è sembrata un piccolo spettacolo allestito da due impresari che intendevano raccattare un po’ di pubblico. Uno era un comico al di là dei sessant’anni, ormai fuori moda, ignoto ai giovani della movida e dei rave party: Beppe Grillo. L’altro era un manager che discettava di fantapolica e immaginava un pianeta dove tutti sarebbero stati felici: Gianroberto Casaleggio, un sessantenne. E sulle prime il loro è sembrato un banale cabaret, abbastanza volgare.
Tra i due si distingueva Grillo, per le concioni sarcastiche contro i politici. E per il vezzo di storpiare i cognomi o etichettare gli avversari con soprannomi irridenti. Il presidente Napolitano era Morfeo, Monti era Rigor Mortis, Berlusconi uno Psiconano, Vendola un Busone, Prodi l’Alzheimer, Renzi l’Ebetino. Poi è accaduto qualcosa che neppure la magica coppia si aspettava.
È entrato in campo un alleato strapotente. Non era la Rete tanto strombazzata, bensì una Cosa enormemente più forte: la crisi economica globale, con i suoi drammatici corollari. Il disagio sociale e l’avversione sempre più radicale per i politici professionali, dal presidente della Repubblica sino all’ultimo parlamentare o burocrate di partito.
Chi conosce la storia europea sa bene che le nazioni messe a terra da una guerra o da una grande depressione, con governi deboli che non sanno fronteggiarla, di solito partoriscono dei mostri. È accaduto in Italia all’inizio degli Anni Venti con la nascita del fascismo e l’avvento di un dittatore, Benito Mussolini. Ed è avvenuto in Germania al principio degli anni Trenta, con l’irrompere sulla scena di Adolf Hitler e del nazismo, pronto a sterminare gli ebrei.
Sino a oggi in Italia ci è andata bene. La Grande Crisi ha prodotto soltanto la coppia Grillo & Casaleggio. Almeno finora, perché quanto accadrà in seguito può rivelarsi un guaio ben più orrendo. Quale sia nessuno lo sa. Per il momento i Cinque stelle e i loro due capi sono gli unici figli della Maxi Depressione. Però non si può escludere che, prima o poi, anche loro siano costretti a lasciare il posto a qualcosa e a qualcuno ben più aggressivo e spietato. Un vero mostro autoritario che, come primo gesto, li annullerà.
Tuttavia, per rimanere a quanto vediamo adesso e che gli italiani dovranno giudicare oggi, anche la coppia G&B ha già prodotto una serie di disastri. Il primo è di aver contaminato la politica italiana, e gran parte della nostra società, con il virus della violenza e della vendetta. Ben prima dell’arrivo dei Cinque stelle, la Casta aveva già rivelato tutti i suoi vizi, a cominciare dalla corruzione, dal malgoverno e dall’impotenza a decidere. Ma non aveva mai praticato, e neppure predicato, la violenza come mezzo di lotta politica.
Durante la lunga stagione del terrorismo rosso e nero, i partiti avevano saputo alzare un argine in difesa di un modello sociale che escludeva la liquidazione fisica dell’avversario. Se ripenso a quel ventennio, che ho vissuto anch’io da cronista e in un caso sulla mia pelle, mi appare un miracolo che l’Italia non sia andata in frantumi per i tanti delitti politici e per il clima di sopraffazione indotto dalla follia sanguinaria delle bande armate.
Ma di fronte al virus della violenza, ripetuta e gridata da Grillo & Casaleggio, per di più rimesso in circolo a tutte le ore del giorno dai media televisivi, mi domando se ne usciremo indenni. Oppure se il loro veleno non abbia già prodotto effetti che per ora non misuriamo. Se il conflitto politico deve essere comunque un atto di forza, non vedo perché il seguace di G&B non debba metterlo in pratica contro il vicino di casa che rifiuta il vangelo pentastellato.
Nell’imminenza del voto odierno, il vertice grillista deve essersi domandato se incitare di continuo alla vendetta non provochi il rigetto di una quota dei loro elettori, i più ragionevoli. Qualche giorno fa, Grillo aveva portato con sé alla Rai il plastico di un carcere che vedeva dietro le sbarre le facce di parecchi big politici. Voleva mostrarlo al «Porta a porta» di Bruno Vespa, ma per fortuna gli hanno vietato di mostrarlo. E oggi il comico stellare sta tentando una grottesca marcia indietro per non impaurire chi potrebbe votarlo.
Nei suoi ultimi comizio Grillo si affanna a gridare: «Saremo cattivi, ma senza violenza». Spiega che i processi contro politici, giornalisti e imprenditori saranno soltanto dei «processini on line». Ma al tempo stesso continua a ripetere che la vittoria dei Cinque stelle alle elezioni europee produrrà «l’Apocalisse». Un terremoto che avverrà di certo perché, giura Grillo, «noi vinciamo, anzi stravinciamo!».
Come è ovvio, neppure lui possiede questa certezza. È valida l’ipotesi che possa anche perdere, ossia conquistare qualche punto percentuale in meno del suo unico competitore, Matteo Renzi, il premier e leader del Partito democratico. Ma a questo proposito il Bestiario ha una convinzione malinconica. È la seguente: sia nel caso che vinca, come nel caso che perda, Grillo rimarrà un incubo che non sparirà più dalla nostra vita e di cui sarà impossibile liberarci. E adesso proverò a spiegarmi meglio.
Se i Cinque stelle vincono in modo netto, mi pare impossibile che non ci siano conseguenze sul governo, come sostiene Renzi, e sull’assetto istituzionale. L’euforia per il successo elettorale inciterà Grillo ad andare all’attacco del Quirinale per chiedere le dimissioni di Napolitano. Nello stesso momento, l’assalto al presidente del Consiglio diventerà furibondo.
Renzi non potrà più dire di essere un premier legittimato dalle primarie democratiche. Allora aveva raccolto 2 milioni e 700 mila voti, ma quel consenso svanirà come nebbia al sole sfolgorante del trionfo grillesco alle Europee. La richiesta di formare subito un governo pentastellato, per il quale Grillo ha già indicato il premier, il vellutato Luigi Di Maio, verrà respinta. Ma servirà ad aprire una nuova campagna politica, sempre più furiosa. E non senza effetti per l’esecutivo di oggi, alle prese con una serie di misure pesanti ancora da concretare.
Tuttavia esiste anche l’ipotesi che Grillo & Casaleggio perdano. Ma pure in questo caso, lo scenario non sarà apocalittico, ma poco ci mancherà. È facile immaginare lo sconquasso che ne verrà. Il vertice grillesco comincerà a urlare che la sua sconfitta è dovuta ai brogli nel computo delle schede, compiuti dagli specialisti dell’apparato vetero Pci passato al Pd, «la peste rossa». Dirà che il voto è stato truccato. Grazie a un complotto ordito dalle grandi banche internazionali, da Obama e da Putin, dalla Spectre alleata con i servizi segreti dell’Ovest e dell’Est. Anzi dai marziani, finalmente scesi sul nostro pianeta per accoppare due leader amati dal popolo: il Comico stellare e il suo guru.
Per farla corta, comunque vada il voto di oggi, Grillo e le sue truppe resteranno qui a guastarci le giornate. Implacabili, vociferanti, impegnati senza tregua a tenere alta una tensione che fa del male a tutti, tranne che a loro. Infatti se la tensione cala, sparisce la maschera. E Grillo appare quello che è: un parolaio isterico, un predicatore pazzo.
Del resto, i Cinque stelle sono il sintomo più vistoso della nostra decadenza come nazione. E dureranno ancora per parecchio tempo. Sino a quando non arriverà qualcosa o qualcuno, una Depressione finale o un dittatore, che li spazzerà via insieme a tutti noi.
di Giampaolo Pansa

Marce e retromarce

Lettera 7Grillo, errata corrige: "La nostra sarà una retromarcia trionfale".
Vittorio Abruxellesinvespa Distimicamente ExInFeltrito

domenica 25 maggio 2014

Al voto, al vuoto!



Lettera 10Signori, buon weekend e buon voto! E prepariamoci per lunedì: "Sì, però, rispetto alle circoscrizionali del 230 A. C. ...".
Vittorio Votante Distimicamente ExInfeltrito

giovedì 22 maggio 2014

The italian disaster

continua :
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/the-italian-disaster-anomalia-italiana-non-berlusconi-ma-77697.htm

http://www.lrb.co.uk/v36/n10/perry-anderson/the-italian-disaster

mercoledì 21 maggio 2014

Bambocci buffoni ed elezioni



Lettera 1
Stavolta, Dago, sono costretto a scrivere in prima persona; per fatto personale. In Italia c'è un duello tra un presunto "bamboccio" (Grillo dixit) e un conclamato "buffone" (ego dixi). Il "buffone" vuol vincere le elezioni europee per provocare una crisi di governo e scalzare il "bamboccio" da Presidente del Consiglio; e con lui il Presidente della Repubblica; e con loro tutto il sistema. Sistema che, d'accordo, lo sappiamo tutti, ha molte cose che non funzionano. Questo sistema, comunque, mi consente di votare ed io, come sempre, convinto che il non-voto sia un regalo agli avversari, andrò a votare anche per queste europee. Magari ancora turandomi il naso, ma voglio votare.
Ebbene, il "buffone" ha qualche problemino con la democrazia; affari suoi e dei suoi seguaci? No: sono affari anche miei. Perchè? Perchè il "buffone" mi ricatta e non mi consente di esprimere liberamente il mio voto. Mi spiego. Io, a livello nazionale, sto dando fiducia a Renzi; tuttavia alle europee vorrei votare un candidato che stimo ma che non è del PD. In una situazione normale, lo farei tranquillamente. Ma noi ora siamo in una situazione in cui qualcuno vuole attribuire alle elezioni europee una valenza nazionale e, in caso di vittoria in Europa, minaccia sfracelli in Italia.
Ed io quegli sfracelli, non li voglio. E, se non li voglio, sono costretto a votare alle elezioni europee come se fossero elezioni italiane. E quelli, come il signor Beppe Grillo, che mi impediscono di votare come voglio io mi stanno oltremodo sulle balle e mi fanno proprio incazzare.

Vittorio Vaffalui Ex InFeltrito





martedì 20 maggio 2014

Mi seguono, al funerale di Grillo a Porta a Porta:


Come al solito in pieno orgasmo oratorio: non si ferma mai, elude le domande, infila gag e minicomizi, inventa percentuali, nemici, autostrade a 15 corsie. Vespa se lo lavora col minimo sforzo di un “ma dai, su”.
(di Mattia Feltri)

Quando ha ripetuto quattro volte che ha anche sbagliato e esagerato si è capito chiaramente che la missione era tranquillizzare e rassicurare chi si era spaventato per i toni dei comizi. Per il resto il messaggio è uno solo: a casa tutti. Ma per fare cosa dell’Italia non ce l’ha detto neanche ieri sera.

Troppo clamorosa la conversione televisiva di Grillo per non sbancare l'Auditel. Vederlo andare a Canossa e sedersi sulla poltroncina bianca di Porta a Porta dopo un intero repertorio d'insulti al suo conduttore non ha prezzo

Ha cercato di presentarsi bene, camicia bianca giacca blu, senza urlare, senza dire parolacce, senza lasciarsi andare a battute. Ma poi non ce l’ha fatta. Urlare è il suo argomento. È l’attore che recita Casaleggio. Come esce dalla parte, cade. Casaleggio no.
Alcune frasi volevano essere battute, ma non facevano ridere e resteranno scolpite (“Cosa farete in Parlamento? Non mi interessa” oppure “se vinciamo? Ilgoverno deve andare a casa. Se perdiamo? Ne prendo atto”). 

Grillo funziona al massimo quando può esondare, travolgere tutto, anche la logica e l’italiano. Ma davanti ai “Su dai...” di Vespa e alle punzecchiature lo si è visto annaspare. 

L’abilità del comico, con la sua «pancia d’attore», è quella di cavalcare tutti i mal di pancia del Paese (per questo ha molto seguito), senza però mai indicare una soluzione che non sia l’avventura. Succeda quel che succeda, «non mi interessa».
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IPSE DIXIT:
”La mia rabbia è una rabbia buona, questo non è un partito è un sogno”.

Ma, i sogni muoiono all'alba...



Grillo muore da Vespa




Lettera 11
Che mente, quel don Bruno Vespa! Sapeva che bastava lasciarlo delirare; e così, tranquillo e sornione, non ha quasi mosso un dito mentre Grillo, con gran badilate a destra e manca, si scavava la fossa nel cimitero di Porta a Porta.
Vittorio Deprofundis ExInFeltrito


giovedì 15 maggio 2014

Carlo Freccero

Ma, siamo proprio sicuri che l'onoratissimo Carlo Freccero dica davvero cose importanti e illuminanti? 
Vittorio Amepareunolivierotoscani ExInFeltrito

martedì 13 maggio 2014

Paolo Fiorellino D'Arcais

Lettera 14
Egregio Direttore,
Fanciullo si è iscritto nel Pci ma, insieme al Pci, abbracciò il trotzkismo. Poi passo' (si innamorò perdutamente ) a Craxi. Poi radicali, verdi, Pds, Rete, Girotondi (di cui fu l'inventore), Pd, Idv, fino al 2013, quando ha votato Ingroia. Ecco, ho fatto questa sintesi del politico Paolo Flores D'Arcais, per dare una spiegazione del personaggio ad alcuni amici. Ho sbagliato qualcosa? Si, ora che mi ricordo, dimenticavo l'ultimo passaggio: attualmente credo sia stato, per le europee, tra gli "sponsor" della lista Tsipras, ma...ne è uscito, sic! Però, tutto sommato, va capito: e' sempre un'intellighentia, un intellettuale di sinistra, non so se mi spiego!
Leopoldo Chiappini G.

lunedì 12 maggio 2014

Timonieri


Alessandro Barbera per "la Stampa"

Nel numero dedicato alla morte del Grande Condottiero, l'11 settembre del 1976 l'«Economist» scrive: «Mao deve essere accettato come uno dei grandi vincitori della storia. Per aver elaborato, contro le prescrizioni di Marx, una strategia rivoluzionaria incentrata sui contadini, che permise al Partito comunista di conquistare il potere a partire dalle campagne, e per aver diretto la trasformazione della Cina da società feudale, distrutta dalla guerra e dissanguata dalla corruzione, a Stato egualitario e unificato, nel quale nessuno muore di fame».
Nel 1976 all'«Economist» non sanno ancora che qualcuno in Cina ha iniziato a raccogliere il materiale che diversi anni dopo incrinerà l'aura che fino a quel momento era penetrata fin nei più insospettabili circoli.
Il suo enorme lavoro (1.200 pagine nell'edizione in cinese, 700 in inglese) è stato pubblicato solo nel 2008. Si intitola «Tombstone». Una lapide «per mio padre, per i milioni di morti, per gli errori della Cina di Mao».

«Quando eravamo tutti uguali, non si può dire fossi realmente infelice, ma il problema era che non avevo la più pallida idea di quale fosse la differenza fra essere felice o infelice. Ora lo so, e l'ho spiegata ai cinesi con una formula matematica». Prende un pezzo di carta e scrive: «Il tasso di felicità è dato dal rapporto fra la qualità della vita attuale e quella passata. Alla formula completa manca solo il coefficiente: la quantità di informazioni a disposizione». L'orgoglio del giornalista ha attraversato indenne la storia.

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/mai-dire-mao-un-giornalista-cinese-racconta-in-un-libro-la-carestia-degli-anni-76986.htm

Striscioni da stadio e striscioni da Alpini

Lettera 18
A Pordenone, già da tre mesi, nell'attesa dell' 87a Adunata Nazionale degli Alpini, le case erano praticamente tutte imbandierate col tricolore. Domenica c'erano 400.000 persone in questa cittadina: Alpini di ogni regione d' Italia. Con diluvio e grandinata finali, e alpini in marcia imperterriti, la sfilata è durata 12 ore. Quanti secondi l'attenzione dei media nazionali? 

Chi non è stato qui forse può pensare che si trattava solo di folklore e retorica. Nossignori. C'è molto di più, in queste manifestazioni, in questa gente. Uno degli striscioni diceva "Siamo qui per l'Italia". Bè, Italia: se vuoi tirarti sù e venir fuori dalla situazione in cui ti trovi, o ti dai da fare con lo stesso spirito di unità, operosità e semplicità degli Alpini, oppure, col cacchio che ce la fai. Auguri.

Vittorio Nonalpinomagrandeammiratore ExInFeltrito

San Berlinguer


mercoledì 7 maggio 2014

Ride ben chi ride ultras


Lettera 10
Cercava notorietà e importanza quell'energumeno dello stadio. Ora sarà felice di aver raggiunto l'obiettivo. Forse sarebbe il caso di riportarlo all'anonimità del suo nome, Gennaro De Tommaso, evitando di citarlo con quel bestiale soprannome di cui è tanto orgoglioso e sul quale i media si sono avventati avidamente. Anche Crozza ci ha fatto sù il suo spettacolino, con grandi risate di Floris e del suo studio. 
Crozza, Floris: non avete pensato, che a casa sua anche il De Tommaso, la sua famiglia, il suo clan, fieri della popolarità che veniva loro regalata, si facevano delle gran risate, alle spalle dell'Italia intera? A quei personaggi dobbiamo proprio fare anche questo regalo? Possibile che, in nome della satira (o dell'audience?) dai media, dai giornalisti (Travaglio docet) tutto debba essere ridotto alla risata? 
Vittorio Risusabundatinorestultorum ExInfeltrito

martedì 6 maggio 2014

Crisi: non si consuma nemmeno Valeria Marini

Altro mistero italiano. Valeria Marini ci dice che il matrimonio non è stato consumato. No, dài, non può essere: mi capita tra le mani la Valeriona, la sposo, ci sto un anno insieme e non me la trombo?
Vittorio Distimicamente Consumista 

mercoledì 23 aprile 2014

Pasta e pesto

Fin che c'è pasta c'è speranza; se poi c'è anche pesto siamo a posto.

Vittorio Affamato InFeltrito

martedì 22 aprile 2014

Il passato

Puoi chiudere col passato; ma il passato non chiude con te.

?

lunedì 21 aprile 2014

Travaglio ha rotto il cazzullo


Lettera 8
Per l'ennesima volta Travaglio dedica fiumi di inchiostro per mettere alla gogna un collega che gli sta sulle balle; stavolta è toccato a Cazzullo, reo di fare troppe apparizioni. Sorge il sospetto che il Sommo le abbia contate tutte ben bene e si sia accorto che Cazzullo ne ha fatte una o due più di lui. Non sia mai. Intollerabile.
Vittorio Distimicamente Hairottoilcazzullo ExInFeltrito



Come non concordare?


The walking dead

Non sopporto Beppe Grillo. Era un comico. Oggi è un agitatore urlante ed
insultante. Fa presa sui tanti che, giustamente frustrati dalla situazione attuale, ormai sentono solo pulsioni di rancore verso il mondo che li circonda. Grillo ha offeso tutti. Da Napolitano, ai politici tutti, alla memoria degli ebrei ecc. Pur di ottenere visibilità parla e straparla ruota libera. In altri tempi sarebbe stato denunciato per offesa al Capo dello Stato. Ha sulla coscienza tre morti. E fa la morale a tutti. Questa mattina Maria Teresa Meli ha detto che "parlare di Grillo le provoca conati". Concordo. Mi chiedo come mai tutti, o quasi, i giornalisti non prendano una posizione a fronte dei furibondi insulti che Grillo rivolge loro. Parlano del dovere di cronaca e d'informazione. Sarà. Io li vedo rincorrere il "niente" Grillo con una solerte gentilezza che mi lascia
basita. Ecco forse Grillo ha ragione quando li definisce walking dead.
Di vivo non hanno più nemmeno la dignità.
Pia Banchelli, Bologna

sabato 19 aprile 2014

Le cozze di Bruxelles

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Lettera 4
Una curiosità: a mangiar cozze a sbafo a Bruxelles, anche gli altri Paesi mandano rottamati, avanzi, cantanti, nani e ballerine come facciamo noi? Perchè, se così fosse, si spiegherebbero molte cose su quel carrozzone inefficiente targato EU.
Vittorio Distimico ExInFeltrito

giovedì 3 aprile 2014

Sig. Grillo: dica trentatrè

Grillini scelti con 33 preferenze: "Che critica è? Berlusconi nomina chi gli pare". E che cacchio di risposta è, Grillo? Che vi va bene fare come fa il Berlusca?
Vittorio Dicatrentatrè Vividoppio ExInFeltrito