LA STORIA DI GIUSE, GRILLO SPARLANTE - VOLEVA FARE IL CALCIATORE MA LO CHIAMAVANO PORCELLINO - DAL CABARET ALLA TV, GRAZIE A PIPPO BAUDO, POI LA PRESA PER IL CULO A CRAXI E IL FUTURO DA IMBONITORE - L’INCIDENTE MORTALE E LE FINTE CAMPAGNE ECOLOGISTE - IL REGISTA DINO RISI, CHE LO DIRESSE IN “SCEMO DI GUERRA”: “LA COSA CHE GLI È RIUSCITA MEGLIO È L’ANTIPOLITICA. MA È PIÙ ATTORE ADESSO CHE NON ALLORA. GRILLO NON CREDE AFFATTO IN CIÒ CHE SCRIVE NEL BLOG”...
18GIU 12
I pentastellati danno voce a un’insoddisfazione e a una protesta che in certi casi portano a proposte condivisibili, come la riduzione del peso della pubblica amministrazione e dei tanti benefit connessi alle poltrone della politica. Ma su moltissime questioni le sfuggenti idee di Grillo lo fanno assomigliare a un vecchio Dc sprovveduto o preoccupato di non scontentare nessuno. Che cosa vuol dire che il debito pubblico dev’essere ridotto «con taglio degli sprechi e l’introduzione di nuove tecnologie»? Chi paga internet gratis nelle scuole se non lo Stato, o i libri di testo gratis sull’iPad, o i pensionati gratis per gli studenti fuorisede? Chi paga gli incentivi sulle energie rinnovabili o l’esproprio delle reti telefoniche?
Ancora: chi ha detto che gli inceneritori sono letali? Dieci anni fa mi capitò di visitare un impianto in uno dei maggiori distretti industriali tedeschi, a Pirmasens presso Saarbrucken. In Germania ogni comune di una certa dimensione ne ha uno: vi si bruciava di tutto senza differenziare perché la tecnologia tedesca si basa sulla quantità dei rifiuti non sulla qualità; otto filtri abbattitori in successione impedivano la fuoriuscita di fumi dannosi; il residuo inerte recuperato veniva impiegato per i sottofondi stradali e l’energia termica prodotta rendeva autosufficiente la circostante zona industriale/artigianale. L’impianto era controllato «acca24», come si dice oggi, da tecnici in camice bianco, guanti e mascherina. I benefici per l’economia e le tasche dei contribuenti spiegano almeno in parte perché il sistema manifatturiero tedesco affronta la crisi meglio di altri Paesi.
Su tutti questi temi l’unico Grillo non canterino è il nostro Beppe. Credo sia nel suo interesse rispondere, perché il silenzio su tanti temi (energia, industrie nazionali, bilanci pubblici) unito ai non esaltanti primi passi delle neonate amministrazioni a cinque stelle potrebbe indurre qualche suo sostenitore (o molti, chi lo sa?) a ripensare il proprio appoggio.
Vuole fare il ducetto anche lui. Anzi, Grillo è un Duce.
Non è colpa mia se parla come Goebbels. Dice cose giuste in divisa da nazista. Ma l'Italia ha sempre avuto bisogno di un Duce. Nero, giallo o rosso. Craxi era un Duce e anche Berlinguer, a suo modo, era tale.
Oliviero Toscani.
---------------------------
Dopo 15 mesi di eccidi di civili, scontri, attentati e bombardamenti di città e 15.000 vittime, il dittatore siriano ha recentemente ammesso che il Paese che sta soffocando nel sangue è in guerra, segnando un'ulteriore escalation del conflitto e probabilmente seppellendo così il Piano di crisi dell'Onu e della Lega Araba che, d'altronde, hanno dimostrato tutta la loro impotenza. «Siria, ai confini del regime» è una raccolta di testimonianze inedite e immagini, spesso rubate con telefonini o piccole telecamere, che rendono questo film un documento unico (mercoledì, ore 23.55).
Impossibile restare indifferenti davanti alla brutalità della repressioni: ci sono scene di tortura che mettono i brividi, la spietatezza dell'allampanato dittatore è sconcertante.
L'unica speranza la si può intravedere nell'incessante lavoro dei video-attivisti in rete, nella continua diserzione dei militari ex governativi.
L'unica speranza la si può intravedere nell'incessante lavoro dei video-attivisti in rete, nella continua diserzione dei militari ex governativi.
Mentre seguivo questo racconto di disperazione e di morte mi tornavano alla mente le parole di Beppe Grillo, informato sulla situazione siriana da suo suocero: «I massacri in Siria? Ci sono cose che non possiamo capire perché non si sa se sia una vera e propria guerra civile o se si tratti di agenti infiltrati nel Paese». Forse questo documentario potrebbe fargli un po' di chiarezza. L'abbattimento dell'aereo da ricognizione turco avvenuto il 22 giugno sembra aver fatto precipitare la situazione. Il primo ministro turco, Tayyip Erdogan, si appoggia alla Nato: «I 28 membri dell'alleanza hanno fermamente condannato la Siria». La quale Siria però può sempre contare su qualche nostro profondo conoscitore di politica estera.
29 giugno 2012 | 8:22









