DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)
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mercoledì 17 maggio 2023

Il Re Fabio Strazio è nudo!


 
Lettera 18

Dagosapiens, “Non ci sono uomini adatti a tutte le stagioni” Fabio Strazio dixit, mettendola in politica, lasciando la RAI. 

Poi si scopre che, mettendola in Economia, se ne voleva andare dove poteva far più milioni. Tra le lacrime di chi non ha mai capito quanto furbacchione è quell'imitatore.

 

Vittorio IlReFabioStrazioènudo! ExInFeltrito

 

lunedì 21 gennaio 2019

Fazio, Di Battista, il TAV, la Francia, l'Africa e ...i telespettatori che si bevono tutto



21.1.2019

DIBBA RIN-TRENATO - ''LA TAV COSTA 20 MILIARDI, LA MONTAGNA DA SCAVARE È PIENA DI AMIANTO, LA VOGLIONO REALIZZARE PER INTASCARE TANGENTI''. ''REPUBBLICA'' SMONTA LA VERSIONE CHE DI BATTISTA HA PROPINATO A UN IMPERTURBABILE FAZIO IERI SERA: ''I LAVORI ALL'ITALIA COSTERANNO 2,87 MILIARDI. QUELLA MONTAGNA L'HANNO GIÀ BUCATA PER IL FREJUS E SULLE MAZZETTE…''



La Tav costa 20 miliardi, la montagna da scavare è piena di amianto, la vogliono realizzare per intascare le tangenti. Di ritorno dal Sudamerica Alessandro Di Battista va in tv a giustificare il no grillino alla nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione. La realtà è piuttosto diversa.
All’Italia la Tav non costa 20 miliardi ma 2,8. Il costo totale della tratta internazionale (il tunnel di base di 57 chilometri e i due chilometri di ferrovia sul versante italiano fino a Susa) è di 8,6 miliardi. Di questi 3,51 li paga l’Unione europea, 2,22 la Francia (che ha una tratta più lunga da realizzare sul suo versante) e 2,87 l’Italia. Ai 2,87 miliardi della tratta internazionale si possono sommare per l’Italia (ma non sono oggi ancora oggetto dei lavori) gli 1,7 miliardi necessari ad ammodernare la linea tra Susa e Torino.

In origine il progetto prevedeva di spendere sulla tratta italiana 4,3 miliardi. I costi sono stati abbattuti posticipando la realizzazione di alcune gallerie che verranno probabilmente realizzate dopo molti anni dall’entrata in esercizio del tunnel di base. Perché Di Battista parla di 20 miliardi? Perché in modo arbitrario somma ai costi che si accolla l’Italia anche i costi della Francia sul suo versante (7,7 miliardi), la quota dell’Unione europea (3,51) e la quota di lavori già spesa (1,4 miliardi). Inoltre considera l’adeguamento teorico all’inflazione che avrebbe potuto portare il costo della tratta internazionale dagli 8,6 miliardi del 2012 a 9,6 miliardi. Adeguamento che non si è verificato. Infatti nell’accordo internazionale approvato dai parlamenti italiano e francese nel 2016 il costo è rimasto fermo a 8,6 miliardi.
Per fare un paragone, di fronte ai 2,87 miliardi di spesa per l’Italia per la Torino-Lione, la tav Napoli-Bari costerà quasi tre volte tanto, più di 6 miliardi.

Di Battista ha evocato anche la polemica sull’amianto, antico cavallo di battaglia dei No Tav (ultimamente lasciato un po’ cadere). La montagna piena di amianto è la stessa in cui è stata scavata la galleria autostradale del Frejus. Il raddoppio di quella galleria (che consentirà di aumentare il numero dei tir in transito in val di Susa) è stato scavato in questi anni senza alcuna opposizione da parte dei No Tav e soprattutto senza problemi per la salute dei lavoratori del cantiere.
L’ultima obiezione di Di Battista è quella delle “tangenti sotto forma di consulenza” che spiegherebbero la pervicace volontà dei fautori dell’opera di proseguire i lavori. Non risultano indagini di questo genere sulla Torino-Lione. L’indagine sulle consulenze ha coinvolto il Terzo Valico. Di Battista confonde semplicemente due situazioni diverse.
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Francia, non esiste una tassa "coloniale": ecco cos'è il franco Cfa evocato da Di Maio

L'espressione usata dal vicepremier per polemizzare con Parigi circola da anni. Si tratta in realtà di un sistema monetario creato nel dopoguerra per creare stabilità finanziaria in 14 Paesi africani, su base volontaria
Anais Ginori LA SCHEDA DELL'AUTOREPARIGI - È una polemica antica quella sulla presunta tassa "coloniale" fatta pagare dalla Francia ai paesi africani. L'espressione utilizzata da Luigi Di Maio ha cominciato a girare sui social dal 2014 con le tesi di Mawuna Koutonin, autore di diversi articoli poi ripresi anche in un popolare video diffuso nel 2016 dal canale VoxAfrica. Sul tema c'è una certa confusione che deriva dal sistema del franco Cfa (Franc de la Comunauté français d'Afrique) creato da De Gaulle nel dopoguerra per quattordici paesi africani a cui si aggiunge il franco delle isole Comore.
Si tratta di una moneta che la Francia ha messo a disposizione di alcune nazioni emergenti per garantire una stabilità finanziaria e la gratuità dei trasferimenti finanziari all'interno di un unico sistema di cambio. Non è dunque una "tassa coloniale" ma una moneta, anche se è effettivamente un'eredità del ruolo coloniale della Francia nella regione (il primo appellativo era Franc des Colonies françaises d'Afrique).

La polemica sorge dal fatto che in cambio della parità fissa (prima con il franco e ora con l'euro: un Fca vale circa 0,0015 euro) la Francia chiede un deposito pari al 50% delle riserve di cambio di queste nazioni presso la sua Banca centrale. Queste somme depositate a Parigi (stimate a circa 10 miliardi di euro) non vengono utilizzate dalla Banque de France, ma secondo i detrattori del sistema Fca sarebbe meglio investire questo denaro nello sviluppo dei paesi africani.

Se è vero che non tutti i dirigenti africani sono ormai convinti della bontà del Fca è bene precisare che si tratta di un sistema su base volontaria. La risposta di Emmanuel Macron alle recenti polemiche è stata: "Se alcuni paesi non sono felici con il Fca, basta lasciarlo e crearsi la propria moneta". 
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Da Il Foglio, 21.1.2019

Non è colpa del franco CFA se i migranti arrivano in Italia.

 La bufala di Dibba e Di Maio 

I due leader del M5s attaccano i francesi per i morti nel Mediterraneo e per gli sbarchi sulle nostre coste, ma i dati ufficiali li smentiscono. Il governo di Parigi convoca l'ambasciatore italiano
Ospite a Che Tempo che fa, ieri sera Alessandro Di Battista ha accusato la Francia di essere responsabile per i migranti in arrivo in Italia. Poche ore prima, anche Luigi Di Maio aveva detto che "quello che sta succedendo nel Mediterraneo è frutto delle azioni di alcuni paesi, che poi ci fanno pure la morale. Macron prima ci fa la morale e poi continua a finanziarsi il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta i Paesi africani". Il governo di Emmanuel Macron, sostengono i due leader del M5s, sarebbe colpevole di destabilizzare i paesi africani attraverso il franco CFA, una moneta comune a tutte le ex colonie francesi (Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa D’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo), spingendo gli abitanti a partire per l'Europa. Dopo le dichiarazioni di Di Maio e Di Battista, il ministero francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, ha convocato l'ambasciatore italiano a Parigi, Teresa Castaldo. 
     
Come ricorda ButacLes Decodeurs, sito francese di fact-checking legato a Le Monde, ha analizzato la questione in maniera approfondita: l'idea di una fantomatica tassa coloniale che 14 paesi africani pagherebbero alla Francia è falsa.
   
“Solo due dei 14 Paesi citati hanno ancora rapporti con la Francia che prevedono restrizioni economiche di qualche tipo: si tratta della Guinea e della Repubblica Centroafricana. Nessuna tassa anche in questo caso, ma comunque qualche impedimento per i due Paesi in esame. Tutti gli altri citati non devono pagare nessuna tassa: hanno scelto, liberamente, di fare parte del gruppo di paesi che utilizza il franco CFA. Una valuta speciale, legata al valore del franco francese (quindi oggi legata all’euro) che fu istituita all’inizio della Seconda guerra mondiale”.
  
Inoltre, i dati ufficiali disponibili del ministero dell'Interno, Eurostat e Frontex smentiscono che ci sia alcuna correlazione tra le partenze dai paesi che usano il CFA e gli arrivi sulle coste italiane, come ha spiegato anche David Carretta su Twitter. Nell'elenco dei paesi da cui sono arrivati i migranti in Italia, diffuso dal ministero dell'Interno e aggiornato a dicembre 2018, il primo paese che adotta il franco CFA è la Costa D'Avorio, ottavo in lista, da cui sono arrivate 1.064 persone su 23.370. Tra i paesi di provenienza dei richiedenti asilo, invece, non c'è nessuna ex colonia francese.  
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Orbene, perché Fabio Fazio-Strazio non richiama in tv il 

Dibba a chiedergli cosa ne pensa di queste 

precisazioni???

mercoledì 19 dicembre 2018

Fazio o Giletti? O nessuno dei due???



Lettera 23
Ai 5 Stelle (non volevano più cultura in RAI?) non piace Fabio Fazio: e va bene, non sono gli unici a considerarlo uno strazio e un "partigiano"; ma che soltanto li sfiori l'idea di sostituirlo con quel tale Giletti, quello che va a braccetto con quel tal altro Fabrizio Corona, beh, auguriamoci che sia una notizia falsa: in RAI, servizio pubblico -e in questa povera Italia-, di vuoto culturale ce n'è già anche troppo. Grillo, dov'è finito il tuo "Vaffa...!" di prima delle elezioni?
Vittorio Alvuotoalvuoto! ExInFeltrito



martedì 18 dicembre 2018

Gilettanti allo sbaraglio

Ai 5 Stelle (non volevano più cultura in RAI?) non piace Fabio Fazio: e va bene, non sono gli unici a considerarlo uno strazio e un "partigiano"; ma che soltanto li sfiori l'idea di sostituirlo con quel tale Giletti, quello che va a braccetto con quel tal altro Fabrizio Corona, beh, auguriamoci che sia una notizia falsa: in RAI, servizio pubblico -e in questa povera Italia-, di vuoto culturale ce n'è già anche troppo. Grillo, dov'è finito il tuo "Vaffa...!" di prima delle elezioni?
Vittorio Alvuotoalvuoto! ExInFeltrito

lunedì 9 marzo 2015

Madonna: se invece di apparire sparisse?


Lettera 3
Caro Dago
Com'e' che tutti fanno il commento alla performance di Fabio Fazio e non a quello della Ciccone (cognome che con l'andare degli anni sta prendendo forma nel suo viso), col suo snobismo/ignorante/altezzoso/antipatico/alla, ma chi te credi d'essere!?
Certo che Fazio avrebbe potuto guardarsi qualche clip di Madonna al David Letterman (per sapere com'e' vista in America), e risparmiare in vino, fiori e intellettualismi sprecati.
Piero

mercoledì 22 maggio 2013

Corona di spine


CORONA DI SPINE: LO SCRITTORE SCALATORE DISTRUGGE FABIO FAZIO: “NON È SERVIZIO PUBBLICO, È UN FEUDO PERSONALE”

Mauro Corona sputtana Fabio Strazio: “Non promuove la cultura, prende solo chi vuole lui, gestisce un feudo personale” - Poi scopre l’acqua calda: “I premi letterari sono tutti concordati, sapevo già da prima chi avrebbe vinto Strega e Bancarella” – La buona notizia: “Fra otto mesi sparisco”… - -

Da un comunicato di "Radio 24"
MAURO CORONAMAURO CORONA
"Se fai un passaggio da Fazio magari vendi 300 mila copie. Ma Fazio prende chi vuole lui, se gli stai sulle palle non ti chiama, questo non è servizio pubblico. È un feudo personale, tanti avrebbero diritto di andare lì e parlare del loro libro, invece entrano in pochi". Questo lo sfogo a La Zanzara su Radio 24 dello scrittore Mauro Corona.
MAURO CORONAMAURO CORONA
"Fazio - dice ancora Corona a Radio 24 - non può dire che invita chi ha fatto qualcosa nella cultura perché sceglie solo chi gli sta simpatico. Non mi vuole e non sono mai andato, gli sto sulle palle perché gli dico quello che penso. Visto che lui recita, fa il buono, forse teme uno scontro, non lo so. Una mafia? Non lo dico sennò mi arriva una querela.
MAURO CORONAMAURO CORONA
Ma non si vanti di promuovere la cultura. La gestione della visibilità è in mano a pochi e ti stracciano se non gli vai a genio, solo a parole la Rai è televisione pubblica. Invece ognuno gestisce il suo campo. Non ci sarà solo Gramellini che nel pianeta scrive libri, e poi ha scritto un libro piagnucoloso, a quanti nel pianeta è morta la madre?".
MAURO CORONAMAURO CORONA
"Fra otto mesi - annuncia Corona a La Zanzara - non dovrò più temere nulla perché sparisco. Non mi suicido perché darei un cattivo esempio col suicidio. Ma è un sistema in cui non puoi dire quello che pensi altrimenti ti fanno fuori. Non posso fare dei nomi, tutti gli editori sono delle associazioni a delinquere ma io ho bisogno di loro per pubblicare un libro. Sono loro a decidere se promuovere un autore o affondarlo".
mauro coronaMAURO CORONA
"I premi letterari - attacca Corona - sono tutti concordati. Come fanno a scegliere i cinque finalisti su centinaia di titoli? A chi vogliono far credere che leggono duecento libri, se neanche nella loro vita li hanno letti? Io sapevo un mese prima chi vinceva lo Strega e il Bancarella".
"Sparisco ma non dico dove vado - prosegue Corona - dico solo che voglio finire come Robert Walser in un manicomio, il manicomio della natura. E come lui morirò il giorno di Natale perché non sopporto più questo combattimento ad armi impari per stare a galla.
MAURO CORONAMAURO CORONA
Coi soldi dei libri mi sono comprato solo una casa del cazzo per i miei figli dopo aver mangiato merda tutta la vita, e non è una casa con vista Colosseo che mi hanno pagato gli altri. Io me la sono guadagnata parola su parola nonostante Fazio".
MAURO CORONAMAURO CORONA
"La Bignardi - dice Corona - è stata l'unica a farmi vendere i libri, avrò sempre rispetto e stima per lei, ma son andato già cinque volte, ora basta. Augias? Ho fatto con lui anche le gare in bicicletta, aveva una molletta sui pantaloni come negli anni 30. Ma ha un orario che non vale un cazzo, se vai in tv devi approfittare degli orari giusti. Alain Elkann? Uno che sposa la figlia di Agnelli cosa presenta? presenta se stesso non i libri".
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D'accordo.
Ma, possibile che con i soldi dei libri 
abbia solo comprato "una casa del 
cazzo"?
I rimanenti se li è bevuti tutti?

martedì 9 aprile 2013

Don Saviano e il suo chirichetto





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Un'inflazione.
Un'inflazione del predicatore don Saviano e del suo chirichetto reggi-moccolo Fabietto lecca-lecca.
Dài, coraggio, che forse la gente comincia a capire e pian piano (troppo piano!) scoppierà anche la bolla-saviano.

giovedì 24 gennaio 2013

L'altro Gaber


Nella lunga commemorazione funebre che Fabio Fazio ha celebrato in onore di Giorgio Gaber non ho sentito canzoni come «Non arrossire» o «Le strade di notte», che per me - non so perché e forse non lo voglio sapere - sono il massimo. 
....

L'imbarazzante partecipazione di Walter Veltroni e Fausto Bertinotti è stata solo una di quelle occasioni in cui la Rete si scatena in ironie sanguinarie.
....

Il problema principale, quando una persona brava e famosa non c'è più, è che diventa una sorta di guscio vuoto che i media riempiono a loro piacimento. Nella serata-evento dedicata al Signor G nel decennale della sua scomparsa, il Gaber proposto è stato quello del teatro-canzone, del sodalizio con Sandro Luporini.
....


L'impressione è stata quella di una trasmissione per gaberiani spinti, quando l'idolo viene imbalsamato. Forse sbaglierò, ma il sodalizio con Luporini ha come sacrificato la parte più passionale, imprevedibile, incontenibile di Gaber, caricandolo di un peso e di un tono predicatorio che, a distanza di anni, mostra i suoi limiti.
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Perfettamente d'accordo, Aldo Grasso!


giovedì 21 giugno 2012

Cacca a Sanremo


Lettera 7
Fazio-strazio presenterà Sanremo.Valletta bionda: la Littizzetto. Manca ancora la bruna. Saviano?
Vittorio Nunziofilogamo InFeltrito

venerdì 18 maggio 2012

Saviano, e ancora Saviano, e ancora Saviano...

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http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/saviano-fa-causa-anche-alla-rai-addio-per-sempre-a-viale-mazzini-il-responsabile-39132.htm