DiStImIcAmEnTe





QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)

...ma ora...

STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)

mercoledì 13 aprile 2011

DISTIMIA. Abulia

Piatto, completamente piatto. A flat tyre. Ho forato e non ho gomma di scorta. Al lato della strada, guardo gli altri muoversi, passare, andare, fare, tornare. Mi siedo addirittura sul ciglio, per stare più comodo a guardare. Non chiedo passaggi. Guardo e aspetto il niente. Lo stesso niente di cui ora mi lamento lo attendo nel suo prolungamento di questa sera, di domani. Ho provato a fare, a dire il vero, prima: ma sono uscito e rientrato, a riprendere il mio vivere da gatto domestico. E' già tanto aver scritto queste righe. Mi devo riposare, ora. Al massimo, andrò a vedere crescere il gelsomino in terrazza, fumando.

martedì 12 aprile 2011

lunedì 11 aprile 2011

Travaglio e i poveri stracquadani

Lettera 6
Marchetta Travaglio ha fatto ennesimo sfoggio di tutta la sua bravura nell'irridere il suo avversario: questa volta è toccato a Stracquadanio. Travaglio è un maestro nell'arte di sfottere. No: Travaglio è un Maestro in TUTTO. No: è IL Maestro. Ha una laurea in Storia, Lui. Con 110 e lode, speriamo, Lui. Gli altri sbagliano, Lui no. Non può mai sbagliare, Lui. Può spaziare dalla giurisprudenza alla sociologia, Lui; da Pericle a Paperino, Lui. Da Talleyrand a Topolino, Lui. Dall'anti-materia alla tricologia, Lui.
Gli altri hanno stoppa, riporti o toupet in testa; Lui ha capelli bellissimi. Gli altri sono brutti nani, Lui è un Apollo di Fidia. Ferrara ha i denti gialli, non lo legge nessuno, e tanto oro quanto pesa; Lui ha una dentatura perfetta, tutti pendono dalle Sue labbra e molto più oro di quanto pesa. Gli altri hanno cognomi ridicoli, Lui no. E' un giornalista, Lui, allievo di Montanelli, Lui. Gli altri sono voltagabbana, Lui e Montanelli sono liberi pensatori. Gli altri sono pennivendoli, allievi e servi di Berlusconi, macchine del fango; Lui è la fuoriserie della Verità, i Suoi monologhi il Verbo, i Suoi editoriali Le Tavole di Mosè.
MARCO TRAVAGLIO
Si incazza per le prescrizioni, Lui, ma per quelle degli altri, non per la Sua. Magari conosce i redditi di tutti ma non ricorda i Suoi. Schifani è un lombrico, Lui è un Cobra Imperiale. Berlusconi incita alla violenza; Lui e i Suoi fans nel web sono dei Ghandi. Per Lui i lettori del Giornale hanno scarse capacità mentali; i Suoi sono degli Einstein. Lui...Lui...Lui... Noi, poveri stracquadani, Lo ringraziamo di esistere.
Vittorio Stracquadanio InFeltrito ImBelpietrito


DISTIMIA. Compleanno in grigio

Compleanno: baratro. Giù. Chiuso in casa. Giù per questo? Giù per quello? Mi affaccio a fumare e nel giardino di fronte qualcun altro festeggia il suo. Bicchieri e tovagliolini rossi. Voci. Torno nel silenzio. Passerà.

I costi della RAI

La Rai degli anti Cav ci costa 35 milioni l'anno


Vota
Risultato

Il Fatto sostiene che Minzolini, Ferrara e Sgarbi graveranno sul servizio pubblico per 25 milioni. Ma in un triennio. Eppure per gli ultra-schierati Santoro, Fazio e Dandini si spende molto di più: 10 milioni solo per Che tempo che fa

  Strumenti utili
  Commenti
Condividi la tua opinione con gli altri lettori de ilGiornale.it
Log in / Registratialla community e lascia il tuo commento


Roma - Se la Rai spende 25 milioni in un triennio, come urla il Fatto, per pagare Minzolini, Sgarbi e Ferrara, ne spende almeno 35 per gli anti-Cav del servizio pubblico, ma in un anno solo. Le cifre sono riservate e contengono qualche sorpresa, come la «clausola paracadute» fatta inserire da Giovanni Floris come collaboratore esterno (compenso: 550mila euro annui, cioè come Minzolini, che però dirige un Tg) della Rai per il suo Ballarò. Se per qualche motivo l’azienda dovesse chiudere il programma (ipotesi piuttosto remota in realtà), per contratto Floris dovrà essere ri-assunto dalla Rai come caporedattore. Un paracadute invidiabile. Ma veniamo ai costi, «sopra e sotto la linea» come si dice in gergo, cioè complessivi, tra compensi e produzione. Il talk show di Raitre costa a Viale Mazzini, per un anno televisivo, 4.100.000 euro, poco meno di 100mila euro a puntata. Ma non è certamente il programma più costoso tra quelli sgraditi al centrodestra.
In cima, molte spanne davanti agli altri, c’è Fabio Fazio, l’affabulatore dal cuore tenero di Che tempo che fa. Il programma (65 puntate nell’ultimo anno) costa un bel po’, 10,4 milioni di euro, di cui 2 servono per il compenso di Fazio. Siamo sulle 160mila euro a puntata per il programma confezionato dalla berlusconiana Endemol, eppure sgradito ai berlusconiani. Nello stesso bouquet va aggiunto lo speciale Vieni via con me, grande successo di ascolto per altri 2,8 milioni di euro, tra produzione, Fazio e Saviano. Il contratto di Fazio è in scadenza e non è detto sia rinnovato dalla Rai di Mauro Masi, impegnato in una ridefinizione generale dei palinsesti (con nuovi equilibri tra informazione e spettacolo tra le tre reti). L’agente di Fazio, il potente Beppe Caschetto, nel frattempo è in contatto con La7, anche se Endemol è scettica sul passaggio dalla terza alla settima rete.
Se Che tempo che fa costa ma fa felice la Sipra, concessionaria della pubblicità Rai, la stessa cosa non si può dire di Parla con me, di Serena Dandini, altro contratto (ma con la Fandango, produttrice del talk) in scadenza e parecchio in bilico. Le cifre che trapelano da Viale Mazzini: si parla di 115 puntate all’anno, costo unitario 67mila euro, totale 7,8 milioni. La conduttrice ha un ottimo compenso, circa 700mila euro, un ottimo rapporto con il direttore di RaiTre Ruffini (la Dandini è una pura espressione della Rai veltroniana), ma meno con la direzione generale. Buone performance fa un altro programma detestato dal centrodestra, Annozero di Santoro, impossibile da eliminare dal palinsesto perché così ha ordinato il Tribunale del lavoro (ma si attende l’esito del ricorso in Cassazione). Di Annozero si producono 33 puntate in un anno televisivo, e ognuna costa circa 210mila euro. Dentro c’è il compenso di 700mila euro di Santoro, per un totale di 7 milioni di euro annuali. Lo share va bene e spesso benissimo, ma non è un mistero che i vertici Rai rinuncerebbero volentieri alle percentuali di Santoro per avere un talk più equilibrato il giovedì su RaiDue. In difficoltà sul rinnovo è invece Milena Gabanelli, autrice e conduttrice di Report, premiato programma di inchieste che però, per Viale Mazzini, comporta una voce di bilancio a parte, quella delle querele (ma anche Santoro non scherza, per un Annozero la Fiat ha chiesto un risarcimento danni da brivido: 20 milioni di euro). E non è l’unica richiesta di danni causata dalle (belle) inchieste della Gabanelli. Invece di per sé Report è piuttosto economico. Venti puntate all’anno costano 2.200.000 euro, con un misero compenso (paragonato alle medie degli altri) di 150mila euro per la Gabanelli. Non costa moltissimo nemmeno In mezz’ora di Lucia Annunziata (un format però molto semplice), a cui vanno circa 8mila euro lordi ogni 30 minuti domenicali. È stata lei a raccontare che «In Mezz’ora costa, in tutto, 26mila euro lordi a puntata». Per circa 30 puntate all’anno fanno 780mila euro totali. Quanto ai programmi «berluscones», va detto che di Radio Londra i vertici Rai sono piuttosto soddisfatti. Era previsto un 20% di share, mentre Ferrara viaggia sul 18%, poco meno. E con «solo» 32mila euro a puntata (costi pieni, dalle telecamere al conduttore) la Rai chiude un programma di prime time. «Un affare» dice un top manager Rai.

domenica 10 aprile 2011

DISTIMIA. La malinconia per Freud

La malinconia è la perdita di un oggetto che sfugge alla coscienza, oggetto perduto ma "più forte dell'io".

sabato 9 aprile 2011

La ...merda di Beethoven

"Ciò che io cago è meglio di qualsiasi tuo pensiero".

(Beethoven)

venerdì 8 aprile 2011

Maroni assassino. Robe da matti.

S
e 250 poveracci in fuga dalla miseria affogano al largo di Lampedusa, la colpa non è della Tunisia che li ha lasciati partire nonostante fossero a bordo di una carretta del mare. E nemmeno di Malta, che pur avendoli visti in difficoltà non li ha soccorsi ma si è limitata a una segnalazione alla Marina militare italiana quando ormai era troppo tardi. La responsabilità è esclusivamente del Cavaliere e dei suoi ministri, a cominciare da Roberto Maroni, il quale ieri per essersi speso alla ricerca di un accordo con Tunisi è stato gratificato in Parlamento del titolo di assassino. “Lampedusa, soluzione finale”  titolava il Fatto con un commento del suo direttore, Antonio Padellaro, il quale addebitava a Berlusconi d’aver cercato di sdrammatizzare il processo Ruby anziché essersi messo in gramaglie per la tragedia nel canale di Sicilia.  “Effetti collaterali”  era invece il titolo del Manifesto: per il quotidiano comunista i clandestini non sono morti causa disgrazia, ma per il proibizionismo e per la nostra colpevole ingerenza  “umanitaria”  in Libia, tesi ribadita anche dall’altro giornale della sinistra extraparlamentare, Liberazione. 

M. Belpietro

Sesso come reato. Ma turiamoci il naso.

http://www.ilgiornale.it/interni/chi_ha_ribaltato_sesso_e_ideali_ora_raccolga_frutti/08-04-2011/articolo-id=516140-page=0-comments=1

giovedì 7 aprile 2011

Fascismo & C(omunismo)

Abolire il reato di ricostituzione del partito fascista? Ma non scherziamo! Anzi, ci vorrebbe anche una proposta di divieto di ricostituzione dei partiti comunisti, altrettanto totalitari e liberticidi. 
Vittorio Libertario InFeltrito ImBelpietrito

DISTIMIA. Malinconia dissacrata

Quando arriva, quando arriva Malinconia
ti afferra pian piano, ti scende nel cuore.
Ti chiede il tuo amore: "Dimmi: quando andrà via?"
Non rispondi. Sei grigio, sei tetro, pesante, di bronzo.
Poi quando ti passa ripensi a te stesso
e ti dici: "Ero lì, andavo giù, ero come uno stronzo
che sprofonda nel fondo del fondo di un cesso".

DISTIMIA. Amore dissacrato

Guardavo il mio amore nel letto.
Ha chiuso gli occhietti e mi ha detto:
"Ancora un bacio". E l'ha avuto.
"Un altro, più grande". L' ho dato.
E' scivolata beata nel mondo dei sogni
in quattro e quattr'otto, senz'altri bisogni.
E' salita nel cielo dei sogni, la piccolina.

Silenziosa. Veloce. Come una suppostina
nel culetto grazioso di una bambina.

Ilaria D'Amico & Compagni

E' ammirevole la cura, la bravura, la malizia, la cattiveria, la perfidia con cui i talk-show di sinistra scelgono le interviste da mandare in onda. Non ci vengano a dire che cercano di essere obiettivi: spesso cercano di NON esserlo. La signora Ilaria D'Amico, ad esempio, vuol dirci con quale criterio ha scelto quel povero ingenuo parroco di campagna e quel salottino "buono", berlusconiani, che a Exit ha contrapposto al Nobel Fo, ai due agguerriti giornalisti e alla erudita professoressa? Li riteneva i più rappresentativi dell'elettorato del Pdl? O, più probabilmente, sapeva benissimo che quegli sprovveduti erano ottima carne da macello,  adattissimi per mettere in ridicolo il Pdl e far gongolare e trionfare le "intellighenzie" di sinistra presenti? Sia sincera, sù, signora D'Amico!
Vittorio Mamifacciailpiacere InFeltrito ImBelpietrito

Povere Generali


mercoledì 6 aprile 2011

DISTIMIA. Le strade

La strada. ...
Da piccolo pensavo che portasse da un luogo a un altro.
Che cominciasse e finisse in luoghi ben determinati.
In seguito ho capito che non è così. La strada porta ad altre strade. Tutte le strade sono collegate tra loro, formano grandi cerchi. Orbite. Se si viaggia sufficientemente a lungo risulta evidente che la strada porta a se stessa.

Peter Froeberg Idling, da: "Il sorriso di Pol Pot".

Emanuele Filiberto Penoso

Lettera 22
Il Principetto Ballerino Canterino de' Sottaceti va all'Isola dei Penosi. Ci va disarmato?
Vittorio Cavallo InFeltrito ImBelpietrito

lunedì 4 aprile 2011

Gogol e il viaggio

COME SEI BELLO, TALORA,
O LUNGO, LUNGO VIAGGIO !

(Gogol; Le anime morte.)



DISTIMIA. La malinconia di Dante


Un dì si venne a me Malinconia
 Un dì si venne a me Malinconia
 e disse: "Io voglio un poco stare teco";
 e parve a me ch'ella menasse seco
  Dolore e Ira per sua compagnia.

 E io le dissi: "Partiti, va via";
 ed ella mi rispose come un greco:
 e ragionando a grande agio meco,
  guardai e vidi Amore, che venia

 vestito di novo d'un drappo nero,
 e nel suo capo portava un cappello;
 e certo lacrimava pur di vero.

 Ed eo li dissi: "Che hai, cattivello?".
 Ed el rispose: "Eo ho guai e pensero,
  ché nostra donna mor, dolce fratello".
Dante Alighieri

DISTIMIA. La malinconia di Umberto Saba



La Malinconia

 

Malinconia

la vita mia

struggi terribilmente;

e non v'è al mondo, non c'è al mondo niente

che mi divaghi.

 

Niente, o una sola

casa. Figliola,

quella per me saresti.

S'apre una porta; in tue succinte vesti

entri, e mi smaghi.

 

Piccola tanto,

fugace incanto

di primavera. I biondi

riccioli molti nel berretto ascondi,

altri ne ostenti.

 

Ma giovinezza,

torbida ebbrezza,

passa, passa l'amore.

Restan sì tristi nel dolente cuore,

presentimenti.

 

Malinconia,

la vita mia

amò lieta una cosa,

sempre: la Morte. Or quasi è dolorosa,

ch'altro non spero.

 

Quando non s'ama

più, non si chiama

lei la liberatrice;

e nel dolore non fa più felice

il suo pensiero.

 

Io non sapevo

questo; ora bevo

l'ultimo sorso amaro

dell'esperienza. Oh quanto è mai più caro

il pensier della morte,

 

al giovanetto,

che a un primo affetto

cangia colore e trema.

Non ama il vecchio la tomba: suprema

crudeltà della sorte.

 

venerdì 1 aprile 2011