DiStImIcAmEnTe

QUANDO FU NON RICORDO,
MA VENNI PRESO UN GIORNO
DAL DESIDERIO D'UNA VITA VAGABONDA,
DANDOMI AL DESTINO D'UNA NUVOLA
CHE NAVIGA NEL VENTO,
SOLITARIA.
(Basho)
...ma ora...
STO DIVENTANDO VECCHIO.
UN SEGNO INEQUIVOCABILE E' CHE
LE NOVITA' NON MI APPAIONO INTERESSANTI
NE' SORPRENDENTI.
SON POCO PIU' CHE TIMIDE VARIAZIONI
DI QUEL CHE E' GIA' STATO.
(Borges)
domenica 31 luglio 2011
sabato 30 luglio 2011
venerdì 29 luglio 2011
martedì 26 luglio 2011
DISTIMIA
Sprofondato.
Fermo.
Inerte.
Piantato.
Impantanato.
Un tronco secco.
Un ceppo marcescente.
Dov'è più la linfa?
Fermo.
Inerte.
Piantato.
Impantanato.
Un tronco secco.
Un ceppo marcescente.
Dov'è più la linfa?
sabato 23 luglio 2011
venerdì 22 luglio 2011
giovedì 21 luglio 2011
I Radicali e il culo di Caino
ARCHIVIO › ANDREA'S VERSION
21 luglio 2011
Tra gli interventi svolti ieri alla Camera dei deputati sull’autorizzazione all’arresto dell’onorevole Papa, poi brillantemente andato in porto, particolarmente acuto e convincente è sembrato quello dell’onorevole radicale Rita Bernardini. La quale ha sostenuto questo: essendo indiscutibile che, in Italia, vige un uso diffuso e inaccettabile della carcerazione preventiva; essendo questo ingiusto; essendo evidente che a questa pratica andrebbe posto rimedio, anche se il governo non ha mosso un solo passo in questa direzione; risultando accertato che la popolazione rinchiusa nelle carceri nazionali è costituita per il 40 per cento da detenuti in attesa di giudizio; considerando altresì che la metà di quel 40 per cento verrà senz’altro assolta, ciò che costituisce una vergogna, a questo punto siamo favorevoli che la carcerazione preventiva, vale a dire quella stessa vergogna, se la succhi anche l’onorevole Papa. L’onorevole Bernardini ha confermato così quanto i Radicali siano davvero radicali. Possono stare per quarant’anni senza nemmeno sfiorarlo, Caino, ma quando decidono se lo inculano vivo.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
mercoledì 20 luglio 2011
Fini: venditore di aspirapolveri?
ARCHIVIO › ANDREA'S VERSION
20 luglio 2011
Paolo Borsellino si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo nel 1959. Era di destra e iscritto al Fuan, l’organizzazione universitaria missina, quando gli scontri tra rossi e neri erano abbastanza frequenti. Borsellino venne accusato dalla polizia di aver partecipato a uno di questi, una specie di grande rissa avvenuta dalle parti dell’università nel 1960, cosicché venne aperto un fascicolo su di lui dal magistrato competente e, per giudicare sulla sua partecipazione o meno alla suddetta rissa, venne chiamato Cesare Terranova, poi ucciso dalla mafia in un attentato che fece storia. Borsellino si difese, contestò di aver partecipato allo scontro e convinse il giudice Terranova delle sue buone ragioni, tanto che Terranova archiviò il caso e mandò libero un inquisito che avrebbe fatto poi, del rispetto della legge, la ragione stessa della propria vita. Ho raccontato questa storia su un inquisito particolarissimo perché, dopo aver ascoltato Fini il quale, proprio alla commemorazione di Borsellino, ha proposto che “gli inquisiti non devono ricoprire incarichi pubblici”, mi sono domandato se questo Fini fosse il famoso dirigente politico o un venditore di aspirapolveri.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
martedì 19 luglio 2011
venerdì 15 luglio 2011
I nostri professoroni in Cina
La Cina continua ad arrestare i dissidenti con l'accusa di sovversione, o di frode fiscale come degli Al Capone; oppure li priva di Internet e di Passaporto; controlla giornalisti e avvocati che si occupano di diritti umani; mette in galera e tortura centinaia di dissidenti o di manifestanti tibetani o uiguri. Quante siano le vittime non si sa. Nessuno pensa, naturalmente, di mandare i bombardieri della Nato a punire il governo cinese. Ma é il caso che i professoroni occidentali continuino ad andare in Cina a fare le loro belle e ben pagate conferenze? Vanno, per caso, a insegnare come fregare meglio le nostre già disastrate economie? Anche il nostro Romano Prodi, che è sempre là: gli è mai passato per la testa di chiudere le sue conferenze con qualche parola sui diritti umani in Cina e in Tibet? O teme che non lo farebbero più tornare?
Vittorio Poverotibet InFeltrito
Rompere. Gli schemi?
Santoro: "C'è un enorme pubblico che ci chiede di rompere gli schemi". E il rimanente che chiede di non rompere più i coglioni con le sue martirizzazioni.
Ollio Telese e Stanlio Costamagna
Lettera 19
Ieri sera "In Onda" le comiche a La7: Ollio Telese e Stanlio Costamagna erano insieme al compagno-amico Vendola che parla come Gatto Silvestro e a Pierluigi Battista che sembra Poldo Sbaffini, l'ometto con i baffetti che mangia hot-dogs nei cartoni di Braccio di Ferro. Intervista finale a Massimo Mandrake D'Alema. Allegria, direbbe il vecchio Mike!
P.S.: ma quella Costamagna ride anche quando le muore la nonna?
Vittorio Busterkeaton InFeltrito Spadellato
Ieri sera "In Onda" le comiche a La7: Ollio Telese e Stanlio Costamagna erano insieme al compagno-amico Vendola che parla come Gatto Silvestro e a Pierluigi Battista che sembra Poldo Sbaffini, l'ometto con i baffetti che mangia hot-dogs nei cartoni di Braccio di Ferro. Intervista finale a Massimo Mandrake D'Alema. Allegria, direbbe il vecchio Mike!
P.S.: ma quella Costamagna ride anche quando le muore la nonna?
Vittorio Busterkeaton InFeltrito Spadellato
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