Vittorio Merlino InFeltrito
sabato 28 aprile 2012
Il Mago Dalemix: arsenico e vecchi bianchetti.
Un antro buio, pieno di antichità post-comuniste: falci che non tagliano, martelli che non hanno mai battuto niente di buono, polvere di stelle rosse, una molotov svampita, una cornicetta con il primo rublo arrivato dall'URSS; e poi ragnatele bicameralesche, colombe della pace imbalsamate rosse di sangue balcanico, zampette di conigli veltroniani, un paio di scarponi della Decathlon, alcune cozze pelose. E dentro all'antro, il Mago Dalemix. Sta mettendo pozioni magiche in un sinistro pentolone elettorale. Rimesta. Ci aggiunge un pizzico di Sel, che mancava. "Un gambo di sedano del Molise? Ma sì, và; prima lo metto a bagno nell'arsenico, però. Un po' di prezzemolo di UDC? Mah... chissà... proviamo". Eppure manca qualcosa. "Ci aggiungo un bel bicchiere di bianchetto? Mmm... l'altra volta col bianchetto non mi è andata bene". E' perplesso; si accorge che ne sta uscendo un decotto troppo stantìo. Ci vuole qualcosa di nuovo da mettere nel calderone. "Un po' di Renzi? Non mi fido: non è ancora maturo. Porca miseria sovietica: dove cacchio lo trovo quell'ingrediente nuovo e speciale che occorrerebbe?!" Ma ecco che gli brillano gli occhi e gli fremono i baffetti; eureka! "Eccolo l'ingrediente giusto: sono io! L' Essenza! Io che mi sacrificherò!" Si toglie cappa e cappello; via anche le mutande: a stelle e strisce, regalo della figliola in stage a New York. Entra nel pentolone. Sobbolle, immerso nella poltiglia fino al collo. Neri pipistrelli gli svolazzano intorno. Fuori, lontano, un ululare di lupi. E, vicino, un grillo che canta.
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